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TECARTERAPIA

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Tecarterapia, negli ultimi anni la parola sembra sia diventata il sinonimo di Fisioterapia, ma sarà veramente così? E poi, cos’è realmente questa terapia che ha rivoluzionato la vita di tutti i fisioterapisti e di gran parte dei nostri pazienti?

La Tecarterapia è un mezzo fisico che è stato introdotto in Italia nella seconda metà degli anni 90.
La Tecarterapia Nasce in Spagna come strumentazione per il trattamento della cellulite e approda in Italia a fine anni 90 come elettromedicale per il trattamento dei disturbi neuro-muscolo-scheletrici.
L’acronimo T.E.CA.R. sta ad indicare Trasferimento Energetico Capacitivo Resistivo ovvero il modo in cui la Tecar-terapia trasferisce energia ai tessuti. Sinonimi possono essere “diatermia da contatto”, “diatermia a radiofrequenza” o “diatermia capacitiva resistiva”. 


Come dice già il nome la Tecarterapia è una terapia che agisce somministrando energia ai tessuti e le parole Capacitiva e Resistiva stanno ad indicare le modalità con cui può essere effettuata questa somministrazione. Può curare patologie legate a mani, spalle, ginocchia, anca, colonna vertebrale ed eliminare con efficacia dolori articolari.

APPROFONDIMENTI

DA QUANDO SI USA LA TECARTERAPIA IN FISIOTERAPIA?

Questo mezzo fisico è abbastanza recente, ha avuto una grande diffusione negli ultimi 15 anni e il suo successo è frutto della sua efficacia:

Se sei entrato almeno una volta in un centro di fisioterapia avrai sentito parlare sicuramente di tecarterapia, anche se non l’hai provata l’avrai sicuramente vista o il paziente prima di te aveva appena terminato l’applicazione.

Oggi la TECARTERAPIA è il mezzo fisico fisioterapico:

COME FUNZIONA LA TECARTERAPIA

Per comprendere quelle che sono le reali indicazioni e controindicazioni terapeutiche della tecarterapia è necessario comprenderne il principio di funzionamento e già il nome può essere d’aiuto a questo scopo.
Applicando il principio fisico del condensatore, la Tecarterapia induce all’interno dei tessuti lesi un movimento alterno di attrazione e repulsione (500.000/ 1.000.000 di volte al secondo) delle cariche elettriche degli ioni presenti nei tessuti corporei.
In tal modo la tecarterapia trasferisce energia ai tessuti senza alcuna somministrazione di energia radiante dall’esterno.
Queste “correnti di spostamento” inducono 3 effetti: chimico, meccanico e termico.


Come detto TECAR è l’acronimo di Trasferimento Energetico Capacitivo e Resistivo, ciò che avviene durante una seduta è che dell’energia viene trasferita ai tessuti mediante due sistemi differenti:

Il fisioterapista può infatti utilizzare la tecarterapia in due modalità differenti per trasferire energia focalizzando l’energia su tessuti differenti in funzione di dove è localizzata la patologia:

  1.  Tecarterapia modalità capacitiva, rilascia più energia nei primi strati sotto l’elettrodo, efficacie sui tessuti molli e superficiali (muscoli, sistema vascolare e linfatico, etc.)
  2. Tecarterapia modalità resistiva, rilascia più energia nei tessuti ad alta impedenza (cioè che lasciano passare minor energia), per questo è utilizzata per applicazioni sui tessuti ossei, cartilaginei, tendinei, aponeurotici.

Semplificando il concetto possiamo dire che con il sistema capacitivo avremo una distribuzione dell’effetto terapeutico immediatamente sotto l’elettrodo mentre con il sistema resistivo avremo una distribuzione dell’effetto terapeutico più in profondità.
Pertanto possiamo dire che il sistema capacitivo è generalmente più adatto a trattare patologie che si localizzano superficialmente come ad esempio le contratture muscolari e gli ematomi superficiali e gli edemi mentre il sistema resistivo è generalmente più utile nel trattamento delle problematiche più profonde che possono coinvolgere le articolazioni e i tendini. 
Ovviamente questa è solo una semplificazione di un modello estremamente complesso.
Nella pratica clinica, infatti, il fisioterapista attua un mix tra capacitivo e resistivo per trattare tutti i tessuti che possono essere implicati nel processo patologico.

COME AVVIENE IL PROCESSO DI TRASFERIMENTO ENERGETICO CON LA TECARTERAPIA?

Per rispondere a questa domanda è importante ricordare che il corpo umano è composto principalmente di acqua e sali disciolti in essa.
Questi sali contenuti nell’acqua, si scompongono in cariche elettriche positive e cariche elettriche negative.
La tecarterapia crea prima una forza che attrae e successivamente una forza che respinge queste cariche elettriche. Quest’attività viene realizzata dalla tecarterapia 500.000 volte al secondo. Quella che si verifica è una vibrazione degli ioni contenuti nel corpo.
Questo effetto non avviene nel corpo intero ma solo nella parte che è compresa tra la piastra e l’elettrodo utilizzato. Muovendo l’elettrodo sull’area da trattare, il fisioterapista sceglie dove convogliare il movimento di cariche e quindi seleziona il tessuto da trattare anche in combinazione con la scelta del sistema capacitivo o resistivo. Sebbene la tecarterapia utilizzi quindi correnti elettriche con una frequenza di 500.000 Hz (il numero di volte che avviene l’inversione della corrente ogni secondo) il paziente non percepisce corrente ma semplicemente sensazioni di tepore.

La tecar non emana radiazioni ionizzanti come quelle che si producono durante le radiografie quindi non è pericolosa anche se va utilizzata comunque da personale esperto al fine di avere un corretto effetto terapeutico e di non arrecare danni ai tessuti.

COME SI REALIZZA UN'APPLICAZIONE DI TECARTERAPIA

L’applicazione di tecarterapia può avvenire in diversi modi:

Vediamo in cosa consistono ognuna di queste modalità.

Nell’applicazione base il fisioterapista, dopo aver collocato la piastra muove l’elettrodo sulla zona da trattare per creare una omogeneità di energia nell’area sofferente. Un’applicazione può durare dai 15/20 minuti per una singola parte del corpo ma può necessitare di tempi maggiori qualora si tratti un’area più estesa come ad esempio l’intera schiena.

Nell’applicazione integrata con la massoterapia il fisioterapista aggiunge all’applicazione base manovre di massoterapia per avere una migliore efficacia in particolare sul tessuto muscolare. Questa applicazione consente al fisioterapista di percepire in maniera continua quelle che sono le tensioni muscolari e di agire in maniera più intensa laddove ce ne sia la necessità.

Nell’applicazione integrata con la terapia manuale il fisioterapista utilizza l’elettrodo come fosse l’estensione della sua mano per andare a muovere le articolazioni irrigidite da processi degenerativi o traumatici associando l’effetto terapeutico della tecarterapia con quello specifico del movimento delle articolazioni.

Ovviamente per realizzare questa modalità di trattamento il fisioterapista potrebbe scegliere particolari geometrie tra piastra ed elettrodo al fine di agevolare il movimento delle articolazioni. Nell’applicazione integrata con l’esercizio terapeutico il fisioterapista può scegliere piastra e elettrodi adesivi o in alcuni casi utilizzare due manipoli per far si che il paziente possa compiere degli esercizi attivi mentre esegue la seduta terapeutica. Quest’ultima modalità è estremamente potente in quanto consente di lavorare direttamente sui movimenti che possono essere limitati o dolenti producendo un recupero funzionale più veloce.

TECARTERAPIA, QUALI SONO I BENEFICI

La vibrazione indotta dalla tecarterapia nel tessuto ha diversi effetti a livello biologico e cellulare. E’ possibile infatti riconoscere alla tecarterapia un effetto biostimolante, utile sia nei processi degenerativi che nei processi traumatici, un effetto drenante, utile oltre che nelle patologie estetiche anche in quelle infiammatorie, un incremento della temperatura che può essere utile a rilassare la muscolatura e infine un effetto antidolorifico che è il risultato dei precedenti.

I benefici della Tecarterapia sono molteplici:

INDICAZIONI TERAPEUTICHE DELLA TECARTERAPIA

La tecarterapia può coadiuvare il trattamento di diverse patologie come ad esempio l’artrosi, il mal di schiena, le cervicalgie, le tendiniti e le fasciti.

Può essere un valido supporto nel trattamento delle contratture muscolari e nel trattamento sintomatico della fibromialgia.
Le fibrosi sono un altro campo di applicazione della tecarterapia. Queste possono verificarsi a seguito di traumi o possono essere primarie come nel caso dell’induratio penis plastica, della sindrome di Dupuytren o nella sindrome di Ledderhose.

In traumatologia trova applicazione nella facilitazione del riassorbimento degli ematomi e nella biostimolazione delle lesioni muscolari.
Va sottolineato che nelle patologie in fase acuta, la tecarterapia può essere applicata vantaggiosamente impostando i parametri in modo da non avere un incremento termico. Quest’ultimo, infatti, si realizza ogni qualvolta il fisioterapista ritiene opportuno impostare parametri di energia da somministrare che superano quelli che il corpo riesce a smaltire. L’incremento termico, che è così utile nel trattamento delle contratture, è controindicato nelle patologie in fase acuta e quindi è la valutazione che il fisioterapista fa prima di eseguire la seduta, a determinare la scelta dell’impostazione dei parametri.

E’ possibile eseguire tecarterapia anche quando sono presenti mezzi di sintesi come ad esempio protesi metalliche. Durante i trattamenti alla schiena capita spesso che il paziente si rilassi così tanto che si addormenta. Per questo motivo nella maggior parte dei nostri trattamenti ne facciamo uso, e la integriamo con le tecniche di terapia manuale (mobilizzazioni o mobilizzazioni) o con altre terapie fisiche come laser ad alta potenza, ultrasuoni, onde d’urto o interix.

Le condizioni in cui la tecarterapia sono moltissime, qui di seguito te ne elenco alcune: distorsioni, tendiniti come ad esempio la tendinite di De Quervain (al polso), borsiti, lesioni tendinee e muscolari traumi ossei e osteoarticolari, osteoporosi: ne soffrono soprattutto donne dopo la menopausa; riabilitazione post chirurgica: come ad esempio la riparazione del legamento crociato anteriore o della cuffia dei rotatori, metatarsalgia: ne soffrono soprattutto le donne che usano spesso scarpe con il tacco; dolori muscolari pubalgia edemi: ne abbiamo trattati molti che si erano formati a seguito di una forte contusione; ematomi come quelli che si formano nel caso di importanti lesioni muscolari gonalgia lesione legamento crociato anteriore lesione legamento crociato posteriore tenosinovite stenosante alluce valgo coxartrosi lesione cartilagine triangolare del polso lesioni tendinee: es. la rottura del tendine del capo lungo del bicipite, del tendine del muscolo sopraspinoso o del tendine di achille; gonartrosi fascite plantare epicondiliti chiamate anche “gomito del tennista” epitrocleiti conosciute anche come “gomito del golfista” capsuliti come nel caso della capsulite adesiva / spalla congelata contratture borsiti, spesso se ne vedono in spalle problematiche o nella parte posteriore del gomito (borsite olecranica) dolori muscolari lombalgia lombosciatalgia cicatrici traumi sportivi tendinopatia rotulea dismenorrea capsulite adesiva o sidrome della spalla congelata frattura del femore dito a scatto frattura dell’acetabolo frattura della clavicola frattura calcagno frattura dell’omero frattura della tibia frattura del metatarso frattura del calcagno cervicalgia triggerpointe

CONTROINDICAZIONI DELLA TECARTERAPIA

La tecarterapia è un mezzo fisico che, utilizzando le radiofrequenze, stimola la biologia del tessuto.
Questo tipo di energia e l’effetto che comporta sul paziente non possono essere effettuati in alcuni casi.

Come tutti gli elettromedicali, anche la tecarterapia presenta delle controindicazioni assolute, per le quali il trattamento non deve essere effettuato per nessun motivo, e delle controindicazioni relative dove a seconda dei casi o del distretto specifico da trattare, il fisioterapista può eseguire l’applicazione.

Di seguito approfondiremo nel dettaglio questi aspetti iniziando dalle controindicazioni assolute ;)

CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE PER LA TECARTERAPIA

Le controindicazioni assolute per il trattamento di tecarterapia sono principalmente 4:

Le controindicazioni relative sono diverse, per questo ne elencheremo alcune: 

TECARTERAPIA PREZZO: QUANTO COSTA?

Il prezzo per un trattamento di tecarterapia parte dai 30 Euro fino ai 60 Euro, dipende molto dall’apparecchiatura utilizzata e dalla specializzazione del fisioterapista.

Vi invitiamo a diffidare sempre dai prezzi troppo bassi, come dicevamo ci sono sempre vari modi di erogare una tecarterapia e il prezzo potrebbe essere dovuto al fatto che l’erogazione somigli più a un ferro da stiro che a un trattamento ben studiato e somministrato.

QUANTE SEDUTE SERVONO DI TECARTERAPIA?

Questa è una domanda che il fisioterapista sente spesso dai suoi pazienti e non solo per i trattamenti di tecarterapia.

Poiché ogni paziente reagisce in modo singolare e unico alla terapia, non esiste una risposta certa del tipo “tra sei sedute non avrai più dolore!”.
Magari fosse possibile prevederlo, i fisioterapisti avrebbero tanti pensieri in meno. La risposta viene data in base al tipo di patologia, al tipo di paziente e al tipo di esperienza del fisioterapista, e raramente si danno risposte certe. Il più delle volte si parla di range “tra 5 – 7 sedute dovresti stare meglio”.

Normalmente i cicli prescritti dai medici per lombalgia, cervicalgie, epicondiliti, tendiniti, contratture, fibrosi tendinee ecc… prevedono 10 applicazioni e devo dire che la maggior parte delle volte.

La frequenza delle sedute dipende dal tipo di persona che stiamo seguendo: se sti sta trattando un giocatore che il giorno dopo deve entrare in campo allora si opta per effettuare brevi cicli ma più frequenti nel corso della giornata, se si tratta del dolore alla schiena di un impiegato di banca, 3 volte alla settimana potrebbero andar bene, meglio ancora se intervallate da un giorno di pausa quindi ad esempio fare: lunedì, mercoledì e venerdi; oppure martedi, giovedi e sabato.
Nel caso di cicli da dieci sedute spesso si pianifica il percorso terapeutico in questo modo: le prime due settimane si effettuano tre sedute a settimana mentre le ultime due settimane, due volte a settimana.

LA TECARTERAPIA È CONVENZIONATA?

Probabilmente ti sembrerà strano, eppure la tecar non è ancora convenzionata. Perché? Il motivo sta nel fatto che questo dispositivo al giorno d’oggi non rientra nei cosiddetti LEA, regimi minimi di assistenza, e il SSN (sistema sanitario nazionale) non la riconosce tra le terapie convenzionabili. Per tale motivo, anche negli ospedali una seduta di tecarterapia viene fatta pagare a prezzo pieno.

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