Logo Fisioterapia Italia
Cerca

Dolori intercostali Cosa sono I Rimedi e le Cure

Data pubblicazione: 15/05/2018
Ultimo aggiornamento: 09/05/2022

Vuoi navigare al meglio dal tuo smartphone? Vai alla pagina ottimizzata AMP (Accelerated Mobile Pages)

Introduzione - Dolori intercostali Cosa sono I Rimedi e le Cure

I dolori intercostali sono dolori che colpiscono la gabbia toracica. La gabbia toracica è una struttura cava che contiene importanti organi come il cuore, i polmoni e l’esofago. I dolori intercostali possono essere provocati da una moltitudine di fattori, più o meno gravi.

dolori intercostali cosa sono

Possiamo dividere i fattori scatenanti di questa patologia in due gruppi:

  1. Problemi all'apparato muscolo scheletrico. Scoliosi, problemi posturali, frattura di una costola, artrite reumatoide, spondiloartrosi, dolore ai muscoli della cassa toracica, nevralgia intercostale, Herpes Zoster, noto anche come fuoco di Sant’ Antonio;
  2. Problemi agli organi interni (infarti, polmoniti, patologie d’organo, aneurismi dell'aorta addominale). I dolori intercostali possono dipendere anche da organi situati all’esterno della gabbia toracica (ad es. allo stomaco), oppure da problemi di natura psicologica.

Introduzione - Dolori intercostali Cosa sono I Rimedi e le Cure

I dolori intercostali sono dolori che colpiscono la gabbia toracica. La gabbia toracica è una struttura cava che contiene importanti organi come il cuore, i polmoni e l’esofago. I dolori intercostali possono essere provocati da una moltitudine di fattori, più o meno gravi.

dolori intercostali cosa sono

Possiamo dividere i fattori scatenanti di questa patologia in due gruppi:

  1. Problemi all'apparato muscolo scheletrico. Scoliosi, problemi posturali, frattura di una costola, artrite reumatoide, spondiloartrosi, dolore ai muscoli della cassa toracica, nevralgia intercostale, Herpes Zoster, noto anche come fuoco di Sant’ Antonio;
  2. Problemi agli organi interni (infarti, polmoniti, patologie d’organo, aneurismi dell'aorta addominale). I dolori intercostali possono dipendere anche da organi situati all’esterno della gabbia toracica (ad es. allo stomaco), oppure da problemi di natura psicologica.

Cosa sono i dolori intercostali

Il dolore intercostale è una sintomatologia dolorosa che compare tra una costola e l’altra. Può manifestarsi a riposo, durante la respirazione, alla palpazione, durante l’esercizio, così come mancanza di respiro o dolore quando si prende un respiro profondo o si tossisce.



La diversa manifestazione dei sintomi può dipendere da moltissimi fattori, ognuno dei quali genera sensazioni differenti. Proprio per questo possiamo distinguere diverse tipologie di dolore intercostale.

Come capire se è un dolore intercostale

Esiste un’ampia gamma di cause che possono determinare la comparsa di dolori intercostali, è, quindi, auspicabile parlare sempre con un medico di eventuali altri sintomi riscontrati.

Il sintomo più comune dei dolori intercostali è, appunto, il dolore, riferito alla gabbia toracica: nella zona che va dalla base del collo fino all'ombelico. Più raramente il dolore si può proiettare sulla zona lombare e produrre il mal di schiena.

Fitte al seno

Escludendo il periodo di allattamento e post-allattamento, un dolore al seno in una donna può essere sintomo di una mastalgia, una malattia fibrocistica della mammella. Il dolore al seno può variare da lieve a grave e può durare:

  • Solo pochi giorni al mese, nei due o tre giorni che precedono il ciclo. Questo dolore normale, da lieve a moderato ,colpisce entrambi i seni;
  • Una settimana o più ogni mese, a partire dal ciclo mestruale e talvolta continuando nel ciclo mestruale. Il dolore può essere moderato o grave e colpisce entrambi i seni;
  • Per tutto il mese, non correlato al ciclo mestruale. Il dolore al seno è più comune nelle donne giovani, o che comunque che ancora non sono entrate in menopausa. La maggior parte delle volte il dolore al seno segnala una condizione mammaria non cancerosa (benigna) e raramente indica un tumore al seno. Tuttavia, il dolore al seno inspiegabile, che non scompare dopo uno o due cicli mestruali, o che persiste dopo la menopausa, deve essere valutato dal medico.

Fitte al petto

Un dolore sulla parte alta del petto può insorgere e placarsi in pochi minuti, oppure durare per giorni. La causa può essere correlata al cuore, ai muscoli, all'apparato digerente o a fattori psicologici.

Le cause possono essere non gravi, come nel caso del reflusso acido, oppure possono essere gravi e indicare, ad esempio, un attacco di cuore, ma anche un attacco di panico scambiato per un infarto in atto.

È importante riconoscere i segnali di avvertimento e cercare i sintomi associati.

Quando il dolore al petto deve preoccupare

Se il dolore, senza traumi diretti, si manifesta sul lato sinistro del torace, si irradia alle braccia (in particolare al sinistro), è accompagnato da un dolore epigastrico (dolore alla bocca dello stomaco) e produce sudorazione o affanno, è necessario recarsi al Pronto Soccorso più vicino per scongiurare la presenza di un infarto in atto. 



Con questo avvertimento non si vogliono indurre inutili allarmismi, ma in caso di patologie cardiache in fase acuta, per ricevere un rapido trattamento, è determinante una prognosi immediata.

dolore al petto

Anatomia Gabbia Toracica

Quando si esaminano le potenziali cause e il modo in cui valutare un dolore intercostale è utile conoscere le strutture all'interno e intorno alla gabbia toracica.

Struttura ossea

Le coste (costole) sono le 24 ossa piatte e arcate che costituiscono i margini laterali della gabbia toracica. Ci sono 12 costole su ciascun lato del torace. Le sette costole superiori sono attaccate direttamente allo sterno tramite la cartilagine. Queste sono conosciute come le "costole vere". Le restanti cinque costole sono denominate "costole false ". Di queste, anche le costole da 8 a 10 sono attaccate allo sterno, ma indirettamente (si attaccano alla cartilagine della costola superiore che poi si attacca allo sterno). Le costole 11 e 12 non sono attaccate allo sterno né direttamente né indirettamente e sono chiamate “costole fluttuanti”.

Le costole sono strutture ipomobili, ossia si muovono poco. Le ultime due paia di coste sono le più mobili perché anteriormente non si articolano con strutture cartilaginee o ossa.

Quali sono i muscoli che fanno muovere le coste

I muscoli che fanno muovere le coste sono i “muscoli intercostali”, che sono innervati dai “nervi intercostali” e si dividono in tre gruppi:

  1. Muscoli intercostali esterni: si dirigono dal margine osseo della costa superiore, al margine cartilagineo anteriore della costa inferiore. Sono in grado di sollevare le coste e ampliare il volume della gabbia toracica, per questo sono definiti muscoli INSPIRATORI.
  2. Muscoli intercostali interni: hanno una direzione opposta agli intercostali esterni. La direzione delle fibre determina anche la funzione muscolare. I muscoli intercostali interni, infatti, abbassano le coste, e riducono il volume della gabbia toracica. Sono definiti, quindi, muscoli ESPIRATORI.
  3. Muscoli intercostali intimi: anche questo gruppo muscolare abbassa le coste. Anche in questo caso si tratta, quindi, di muscoli ESPIRATORI.

anatomia gabbia toracica

Quali sono le cause dei dolori intercostali

Le coste, insieme allo sterno e alla colonna dorsale, costituiscono la gabbia toracica: una vera e proprio “gabbia” all’interno della quale sono contenute le più importanti strutture anatomiche del nostro organismo, come il cuore e i polmoni.

Le cause dei dolori intercostali possono dipendere da:

  • Organi interni: il dolore può dipendere da una condizione patologica del cuore o dei polmoni;
  • Muscoli: il dolore può dipendere da un problema riguardante una disfunzione dei muscoli che si trovano in questa regione, come i muscoli intercostali. Potrebbero verificarsi:


- Crampi: è raro che si generino crampi in questi gruppi muscolari, ma quando succede sono episodi molto fastidiosi; 


- Contratture: caratterizzate da un dolore pungente che viene esacerbato dallo sforzo e che può irradiarsi alla pressione; 


- Strappi: lo strappo muscolare genera dolore e limitazione funzionale, inoltre, ogni qual volta il muscolo viene allungato, produce un dolore tagliente;

  • Nervi: la compressione delle radici nervose o del midollo spinale nella colonna dorsale può essere dovuta ad un’ernia del disco o dipendere da una possibile spondiloartrosi della colonna. Il dolore può irradiarsi lungo il decorso dei nervi della gabbia toracica. I nervi possono, inoltre, essere colpiti da nevralgie, infezioni come nel caso dell’ Herpes Zoster (Fuoco di Sant’Antonio) e produrre il dolore nella zona delle costole. 
  • Ossa: le costole non sono ossa robuste e i traumi da contatto possono generare delle lesioni ossee che, ovviamente, causano dolore intercostale. 
I traumi ossei più comuni sono: 


- Incrinature costali: fratture composte delle coste. Spesso si verificano in sport ad alto impatto come il pugilato, le arti marziali, il rugby, o in semplici cadute; 

- 
Fratture scomposte: sono eventi più rari. Riguardano persone che subiscono incidenti in moto (dove il corpo è più esposto). Una frattura scomposta di una costa può danneggiare organi interni come i polmoni. Quando il frammento costale lacera la pleura (membrana interna della parete toracica e i polmoni), si genera un’alterazione della pressione interna, alla quale consegue un collasso del polmone, definito “pneumotorace”. In caso di stravaso ematico all’interno della cavità pleurica si assiste, invece, a un “emotorace”.

dolori intercostali cosa li scatena

Quando tossisco mi fa male il torace

Se quando tossisci o starnutisci ti fanno male le costole, potrebbe dipendere dal fatto che la tosse provoca movimenti ripetuti dei muscoli intercostali, così come di altri muscoli (i muscoli dell'addome).

Questo movimento ripetuto, in particolare se la tosse è frequente e forte, potrebbe causare uno stiramento muscolare, che determina la comparsa del dolore alle costole. Inoltre può accadere che un semplice raffreddore può portare ad una pleurite, ossia un'infiammazione del rivestimento dei polmoni e della pleura.

Rivolgersi sempre a un medico in caso di sospetta pleurite.

 

Come riconoscere una nevralgia intercostale

La nevralgia intercostale è un dolore neuropatico nell'area corrispondente ai nervi intercostali. Il dolore neuropatico (o neuropatia) è un danno o una disfunzione di uno o più nervi, che in genere provoca intorpidimento, formicolio, debolezza muscolare e dolore nell'area interessata. I nervi intercostali si irradiano in tutta la gabbia toracica e l'addome.

La nevralgia intercostale è causata da irritazione, infiammazione o compressione dei nervi intercostali, che si trovano appena sotto le costole. Diverse sono le cause di una nevralgia intercostale, tra queste troviamo:

  • Trauma al petto;
  • Infezioni virali, come l'herpes zoster;
  • Intrappolamento o pressione dei nervi;
  • Lesione dovuta a una procedura chirurgica che ha comportato l'apertura del torace per accedere alla gola, ai polmoni, al cuore o al diaframma (toracotomia).

A volte la nevralgia intercostale non ha una causa chiara. In questo caso, si chiama “nevralgia intercostale idiopatica”.

nevralgia intercostale

Esami dolore intercostale

Solo un medico può diagnosticare con precisione un dolore intercostale. Il processo diagnostico, solitamente, prevede:

  • Anamnesi (storia medica), inclusa una revisione dei sintomi attuali e informazioni su quando e come è iniziato il dolore. L’anamnesi può includere anche informazioni sulle abitudini del sonno, sull'attività fisica e o su eventuali lesioni recenti al busto;
  • Esame fisico, in cui il medico toccherà l'area dolorante (palpazione). Un esame fisico può comportare il piegamento o la torsione del busto per verificare come i movimenti e le posture influiscono sul dolore. Inoltre, un medico può utilizzare uno stetoscopio per ascoltare la respirazione superficiale;
  • In base a quanto riferito al medico, per stabilire la causa del dolore intercostale, questi potrà prescrivere esami di imaging come: elettrocardiogramma, ecografia, raggi X, TAC o risonanza Magnetica. Per approfondire sugli esami radiologici guarda qui: Radiologia

Cosa fare per far passare i dolori intercostali

Come abbiamo visto le possibili cause dei dolori intercostali sono tante, tanti possono essere, quindi, i rimedi. 
Se il dolore è di natura muscolo-scheletrica sarà sufficiente la fisioterapia o il riposo (nelle prime fasi) ed eventuali farmaci antinfiammatori (sempre dopo consiglio medico). 
Se la causa del dolore è invece espressione di un'altra malattia, saranno necessarie cure specifiche.

Per proporre specifici consigli pratici, che possano alleviare il dolore intercostale, è necessario capirne la causa, attraverso una visita medica o una valutazione funzionale con un fisioterapista specializzato.

Ecco alcuni consigli per voi:

  • Qualora si avvertano dolori durante lo svolgimento dell'attività sportiva, è necessario rallentare per poi fermarsi o ridurre i carichi di lavoro. 
  • Effettuare subito dopo lo sport esercizi di respirazione per ridurre eventuali spasmi muscolari, fino all'attenuarsi dei dolori.
  • Se questi dolori compaiono a causa della bassa temperatura ambientale (volgarmente definito “colpo di freddo”), che determina una contrazione eccessiva della muscolatura, è bene coprirsi subito e mantenere la zona al caldo tramite l'ausilio della ben nota borsa dell'acqua calda.

Negli altri casi, sempre in assenza di traumi diretti sul costato, se il dolore persiste e non accenna a diminuire nel giro di breve tempo, si consiglia di farsi visitare dal medico o dal fisioterapista.

dolori intercostali esami

Fisioterapia dolori intercostali

I dolori intercostali possono essere "trattati" anche con la fisioterapia. Qualche settimana fa si è rivolto ad uno dei CENTRI FISIOTERAPIA ITALIA Massimo, un paziente di 37 anni, che da quindici giorni lamentava un dolore nella parte centrale destra della gabbia toracica. Il dolore aumentava durante l’inspirazione.

Valutazione iniziale

Quando Massimo si è presentato al nostro Centro, aveva già effettuato la visita dal suo medico di base e dal cardiologo, che avevano escluso qualsiasi tipo di danno al sistema cardiovascolare. Dopo aver effettuato alcuni test clinici, abbiamo capito che si trattava di una ridotta mobilità della quinta costa durante l’inspirazione, causata da una retrazione capsulo-legamentosa dell’articolazione costo-trasversale (tra costa e vertebra).

Abbiamo, inoltre, constatato una rigidità di tutto il rachide dorsale. Abbiamo effettuato una mobilizzazione di prova della quinta articolazione costo-traversale a seguito della quale Massimo ha avvertito meno dolore durante l’inspirazione. Dopo di che abbiamo eseguito una tecnica manuale in trazione, che ha portato ad un’ulteriore diminuzione dei sintomi. Abbiamo, quindi, avuto prova del fatto che esistesse una correlazione tra la rigidità e il sintomo e la risposta al trattamento è stata positiva. Sulla base di questa valutazione clinica è stato pianificato il percorso riabilitativo.

In cosa consiste il trattamento riabilitativo

Il trattamento è stato pianificato con l’obiettivo di aumentare la mobilità fisiologica della gabbia toracica senza che Massimo avvertisse dolori. Per curare il nostro paziente abbiamo usufruito di tre differenti “strumenti”:

  • Tecniche manuali: sono un insieme di manovre manuali che hanno lo scopo di ripristinare una corretta mobilità fisiologica. In questo caso le mobilizzazioni sono state eseguite con lo scopo di ridurre la rigidità, sia dell’articolazione della quinta costa con la vertebra, che di tutto il tratto dorsale. Inoltre le evidenze scientifiche riguardanti la mobilizzazione passiva sono in continuo aumento, e dimostrano come la mobilizzazione stimoli anche il meccanismo analgesico (antidolorifico) del sistema nervoso centrale. (Melzack And Wall, 1996; Schmid et al., 2008; Bialosky et al., 2009;
  • Massaggio sui muscoli intercostali presenti nella regione del dolore, per aumentare il grado di mobilità dei tessuti;
  • Auto trattamento: esercizi specifici che Massimo ha eseguito a casa per mantenere e migliorare l’effetto della fisioterapia, la cui corretta esecuzione è stata controllata dal fisioterapista prima di essere assegnati;
  • Terapia fisica:

- tecarterapia,

- laserterapia;

- ultrasuoni, per ridurre il dolore e accelerare i tempi di recupero.

Dopo una settimana, in cui abbiamo eseguito 3 trattamenti, Massimo ha avvertito un netto miglioramento dei sintomi, e dopo due settimane è tornato alle condizioni ottimali. Riguardo la rigidità del tratto dorsale, per poter osservare risultati concreti, ci vogliono diversi mesi ed è importante lavorare anche con esercizi da effettuare a casa, proprio per ridurre il rischio di recidive. Per questo motivo Massimo ha scelto di intraprendere anche un percorso di fisioterapia di stabilizzazione dei sintomi.

dolori intercostali trattamenti

Bibliografia dolori intercostali

Melzack R, Wall PD. The challenge of Pain Harmondsworth (England ):Penguin Book, 1996



Bialosky JE, Bishop MD, Price DD, Robinson ME, George SZ. The meccanismo of manual therapy in The treatment of muscoloskeletal pain: A comprehensive model. Manual Therapy 2009; 14:531-538.



Schmid A., Brunner F,Wright A, et al. Paradigm shift in manual therapy? Evidence for a Central nervous system component in The response To passive cervical joint mobilisation. Manuel therapy 2008; 13: 387-396.

Autori

Luca Luciani

Dott.re in Fisioterapia

Fisioterapista, Imprenditore nel settore sanitario e Business Coach.

Dopo la laurea in fisioterapia, ha approfondito le sue conoscenze studiando osteopatia e terapia manuale. Si è specializzato frequentando i corsi di:

  • Maitland,
  • Cyriax,
  • Mulligan,
  • McKenzie,
  • Neurodynamic Solutions.

Ha frequentato aule con docenti internazionali come:

  • Jill Cook,
  • Michael Shacklock,
  • Gwen Jull,
  • Paul Hodges della University of Queensland
  • Shirley Sahrmann della Washington University di S. Louis.

I MIGLIORI CENTRI VICINO A TE

Non è la zona che stai cercando?

CERCA
ARTICOLI CORRELATI PIÙ LETTI
TUTTI GLI ARTICOLI
Sei un fisioterapista? Trova fisioterapista