Mal di schiena quando tossisco: cause e rimedi

Data pubblicazione: 01/08/2018
Ultimo aggiornamento: 14/05/2019

Mal di schiena quando tossisco: cause e rimedi

INDICE

Introduzione - Mal di schiena quando tossisco: cause e rimedi

 

Hai dolore alla schiena quando tossisci?


È un sintomo che può originare da cause diverse e spesso non affrontato dal giusto specialista.

Il Fisioterapista ti può sicuramente essere utile per migliorare e tornare a star bene. In questo articolo vedremo quali sono i sintomi del mal di schiena, le cause del mal di schiena e ti daremo dei consigli utili. È sbagliato fare un auto diagnosi leggendo qualche informazione sul web ma nello tempo vanno evitati inutili allarmismi, nella maggioranza dei casi infatti avere dolore dietro alla schiena quando si tossisce è spesso dovuto a cause muscolari o delle articolazioni della colonna (faccette articolari o articolazioni costo-vertebrali).

In tutti i casi quando il mal di schiena in concomitanza di colpi di tosse, è molto forte non tende a diminuire in tempi brevi è meglio consultare il medico per capire l’origine dei sintomi.

La tosse è un segno clinico di una patologia a carico del sistema respiratorio (faringe, laringe, trachea, bronchi e polmoni). Il dolore che può avvertire un paziente mentre tossisce, può derivare da infiammazioni e aderenze delle strutture anatomiche del sistema respiratorio. Oppure il dolore può essere causato dall’apparato muscolo scheletrico che viene sollecitato durante i colpi di tosse.

Questi articoli sono scritti da SPECIALISTI, FISIOTERAPISTI che si occupano ogni giorno della salute dei loro pazienti!

Il Mal di schiena è una delle patologie più comuni tra la popolazione, e quasi tutti ne siamo affetti in forme, modi e intensità differenti almeno una volta nella vita.

Introduzione - Mal di schiena quando tossisco: cause e rimedi

 

Hai dolore alla schiena quando tossisci?


È un sintomo che può originare da cause diverse e spesso non affrontato dal giusto specialista.

Il Fisioterapista ti può sicuramente essere utile per migliorare e tornare a star bene. In questo articolo vedremo quali sono i sintomi del mal di schiena, le cause del mal di schiena e ti daremo dei consigli utili. È sbagliato fare un auto diagnosi leggendo qualche informazione sul web ma nello tempo vanno evitati inutili allarmismi, nella maggioranza dei casi infatti avere dolore dietro alla schiena quando si tossisce è spesso dovuto a cause muscolari o delle articolazioni della colonna (faccette articolari o articolazioni costo-vertebrali).

In tutti i casi quando il mal di schiena in concomitanza di colpi di tosse, è molto forte non tende a diminuire in tempi brevi è meglio consultare il medico per capire l’origine dei sintomi.

La tosse è un segno clinico di una patologia a carico del sistema respiratorio (faringe, laringe, trachea, bronchi e polmoni). Il dolore che può avvertire un paziente mentre tossisce, può derivare da infiammazioni e aderenze delle strutture anatomiche del sistema respiratorio. Oppure il dolore può essere causato dall’apparato muscolo scheletrico che viene sollecitato durante i colpi di tosse.

Questi articoli sono scritti da SPECIALISTI, FISIOTERAPISTI che si occupano ogni giorno della salute dei loro pazienti!

Il Mal di schiena è una delle patologie più comuni tra la popolazione, e quasi tutti ne siamo affetti in forme, modi e intensità differenti almeno una volta nella vita.

Mal di schiena quando tossisco

Perché soffriamo di mal di schiena quando tossiamo? Perché ad ogni starnuto avvertiamo una fitta di dolore che si protrae lungo la colonna o lungo le coste?

Spesso questi sintomi si avvertono quando il soggetto è influenzato o è affetto da una patologia che lo porta a starnutire molte volte nel corso della giornata. Il colpo di tosse tecnicamente è una grande inspirazione seguita da una forte e rapida espirazione. Per eseguire questo, reclutiamo i muscoli inspiratori e espiratori che essendo attivati in modo importante ripetutamente, possono affaticarsi e provocare dolore. Il dolore viene evocato nella struttura che si sovraccarica di più, e molto spesso riguarda la muscolatura espiratoria.

Quali sono i muscoli inspiratori e i muscoli espiratori?

Muscolatura inspiratoria

Questo gruppo muscolare ha il compito di ampliare il volume della gabbia toracica sollevando le coste e lo sterno. Si suddividono i muscoli inspiratori principali che sono reclutati costantemente nell’atto inspiratorio, e muscoli inspiratori ausiliari che sono reclutati solo in condizioni di inspirazioni particolarmente importanti, più grandi del normale o per sopperire a un affaticamento o una diminuita efficienza della muscolatura principale.

Muscolatura inspiratoria principale:

  • Scaleni: sono la continuità della muscolatura intercostale verso la testa. Si dividono in scaleni anteriori, medi, posteriori e minimi. Si ritiene che siano i muscoli fondamentali dell’inspirazione normale (quella che effettuiamo quando non siamo affaticati), in quanto sollevano il margine superiore del torace con le prime due paia di coste.
  • Diaframma: è il muscolo più importante della respirazione. Sicuramente avrai sentito nominare maggiormente in termini di respirazione, colonna e ginnastica posturale. È un muscolo molto grande e importante, non solo da un punto di vista fisiologico ma anche meccanico, infatti divide la cavita toracica da quella addominale. È formato da una parte centrale fibrosa, chiamata “centro tendineo” e una parte muscolare che è divisa in tre settori:

1- Sternale: origina dal processo xifoideo;

2- Costale: origina dalla parte interna delle coste (dalla settima alla dodicesima);

3- Lombare: origina dalle vertebre lombare e dalla dodicesima costale mediante il pilastro intermedio, laterale e mediale.

Durante l’inspirazione massima il diaframma si abbassa fino a 2 spazi intercostali, e le sue fibre si abbassano verso il centro tendineo. Molto frequentemente il diaframma è contratto in espirazione, comprimendo i visceri in direzione inferiore e anteriore. Un buon equilibrio della muscolatura diaframmatica è importante non solo per la dinamica respiratoria ma anche per la postura, per il drenaggio linfatico e in generale per la salute del nostro organismo.

  • Intercostali esterni: come suggerisce il nome questi muscoli si trovano tra una costa e l’altra. Originano dal margine inferiore delle coste e si inseriscono su quello superiore della costa sottostante, diretti dall’alto verso il basso e dalla parte posteriore a quella anteriore. Sono fondamentali nella respirazione forzata, e sono reclutati anche se minimamente anche nella respirazione normale.
  • Sottocostali: si trovano negli angoli sottocostali e si inseriscono su coste non contigue. Hanno la stessa funzione dei muscoli intercostali.

Muscolatura inspiratoria accessoria.

  • Dentato posteriore superiore
  • Elevatore delle coste, detto anche muscolo sopracostale
  • Elevatore della scapola
  • Gran dentato
  • Gran dorsale
  • Gran pettorale
  • Ileocostale del collo
  • Piccolo pettorale
  • Scaleno anteriore, medio e superiore
  • Sopra e Sottoioideo
  • Sternocleidomastoideo, in particolare capo sternale e clavicolare
  • Succlavio
  • Trapezio

Muscolatura espiratoria

  • Muscolo Trasverso del Torace: ha origine nel margine interno del processo xifoideo e dello sterno, procede in direzione laterale superiore fino al margine inferiore delle cartilagini costali (normalmente dalla seconda alla sesta costa).
  • Diaframma: l’anatomia di questo muscolo è stata spiegata nel paragrafo riguardante la muscolatura inspiratoria. Nel corso dell’espirazione massima il diaframma si proietta superiormente al livello della quarta costa, infatti le fibre muscolari sono oblique verso l’alto. In questa fase della respirazione il muscolo diaframma è rilassato. Capita spesso che i pazienti non riescano a “mollare” la tensione muscolare del diaframma e per questo non hanno una espirazione molto voluminosa.
  • Muscoli intercostali interni: come gli intercostali esterni, gli int. Interni si trovano nello spazio intercostale, originano dal margine superiore della faccia interna della costa e terminano sul solco costale. Hanno la direzione opposta a quella degli intercostali esterni, essendo diretti dal basso verso l’alto e dalla parte posteriore a quella anteriore, la loro azione porta ad abbassare le coste. Alcuni recenti studi sembrano dimostrare che soprattutto a livello della quarta, quinta e sesta costa, per la loro vicinanza allo sterno possano collaborare anche nell’atto inspiratorio.

Muscolatura espiratoria accessoria

  • Dentato posteriore inferiore
  • Obliquo esterno
  • Obliquo interno
  • Quadrato dei lombi
  • Retto dell'addome
  • Trasverso dell'addome

Quando si verifica dolore alla schiena durante il colpo di tosse il fisioterapista per prima cosa chiede al paziente se il fastidio è presente in fase inspiratoria o espiratoria, e questo è molto utile per iniziare a fare una diagnosi differenziale. Dopo di che si chiede al paziente di indicargli il punto specifico in cui avverte il sintomo.

Molto spesso di tratta di contrattura o trigger ponti ed è abbastanza semplice da trattare. Si applicano delle tecniche manuale come la compressione ischemica o il massaggio trasverso per miorilassare la zona interessata, e poi si integra il trattamento manuale con l’applicazione di mezzi fisici come la tecarterapia e la laserterapia per poter migliorare il drenaggio dei tessuti, ridurre il dolore e velocizzare il tempo di guarigione della sintomatologia.

 

Nel caso in cui invece si presentasse il dolore alla spalla allora ti consigliamo di leggere il contenuto relativo.

 

Mal di schiena lombare: quando ho la bronchite e la tosse

Il mal di schiena lombare è una condizione di dolore e ridotta mobilità che interessa il tratto lombare, ossia la parte interiore della schiena interposta tra la zona dorsale, costituita di dodici coste, e l’osso sacro.

Capita che i pazienti si rivolgano a un centro di fisioterapia perché dopo un periodo passato a letto per stati influenzali che li portavano a tossire o perché affetti da bronchite (un’infiammazione dei bronchi).

La tosse, come riportato in precedenza, interessa soprattutto la muscolatura del tratto cervicale e del tratto dorsale, ma talvolta può comportare un affaticamento del tratto lombare come il quadrato dei lombi.

La bronchite invece, come patologia, comporta dolore al petto associato a una serie di molti altri sintomi come asma, affaticamento generale, febbre, presenza di espettorato e mal di testa. Occorre precisare che il dolore lombare oltre ad essere provocato dalla tosse e dalla bronchite è generato dalla postura che la persona affetta da tali condizioni assume. Infatti spesso si tratta di persone debilitate, allettate, che non possono fare sport e che passano molte ore sedute. Questi sono tutti importanti fattori di rischio per la presenza di mal di schiena al tratto lombare.

Come prevenirlo in queste condizioni?

La prevenzione è efficacie se viene portata avanti prima che l’ipotetica condizione di tosse o di bronchite si palesi. Quindi mantenere un regime alimentare corretto, un peso stabile e un’attività sportiva costante sono tutti elementi che ci fanno stare bene, e nel caso di una degenza a letto per alcuni giorni salvaguardano la nostra schiena per più tempo. Mentre si sta allettati è importante, non stare troppo tempo supini, e nel caso in cui si stesse seduti a letto è consigliabile mettere due cuscini dietro la parte bassa della schiena in modo da sostenere il soggetto a stare il più possibile dritto. Questa posizione agevolerà il paziente non solo da un punto di vista posturale ma anche respiratorio.

È fondamentale che il paziente (sempre se ne abbia la possibilità) si alzi più volte nel corso della giornata, e che cammini. L’attività motoria, anche se non intensa, fa mobilizzare le strutture articolari e muscolari del nostro corpo, favorisce il drenaggio venoso, linfatico e la circolazione, e tra le altre cose aiuta il soggetto alla guarigione, permettendogli di potersi svagare un po’. Anche quando si è allettati, è importante muovere gli arti inferiori, eseguendo qualche semplice esercizio isometrico, in questo modo i compartimenti muscolari si mantengono in allenamento e perdono meno massa.

La cosa migliore è recarsi in un centro di fisioterapia specializzato e procedere ad una valutazione , che alle volte è anche gratuita.

 

Mal di schiena quando tossisco: dolore alle spalle e ai polmoni

Alcuni pazienti si recano in Centri di Fisioterapia poiché riferiscono dolore alle “spalle e ai polmoni” mentre tossiscono oppure dopo aver attraversato un periodo in cui hanno tossito parecchio.

Occorre precisare innanzi tutto che i polmoni non sono dotati di recettori per il dolore quindi non possono evocare questo tipo di sintomo, il distretto anatomico più vicino ai polmoni che può produrre una sintomatologia dolorosa è la pleura, la membrana che riveste i polmoni. La maggior parte delle volte accade che siano soggette ad infiammazione le regioni corporee intorno ai polmoni, per lo più di carattere muscolo scheletrico come schiena e torace e che vengano confuse dai pazienti con i polmoni.

In casi di tosse ricca di espettorato (catarro) il fisioterapista può migliorare la condizione del paziente applicando delle tecniche di fisioterapia respiratoria che favoriscano l’espulsione di queste secrezioni. Si tratta di tecniche di respiratorie, percussioni e mobilizzazioni manuali ma anche di esercizi con ausilio specifici. Ci teniamo a sottolineare che questo tipo di fisioterapia viene effettuato principalmente nei centri di cura delle patologie all’apparato respiratorio come nel caso delle BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva).

Per quanto riguarda il dolore alle spalle, in questo caso specifico è altamente probabile che si tratti di un’eccessiva tensione a carico del sistema miofasciale e quindi si tratta mediante:

Tecniche manuali per correggere disfunzioni di movimento a carico delle articolazioni;

Tecniche manuali per trattare le tensioni miofasciali come il massaggio traverso secondo Cyriax, a compressione ischemica e il massaggio manuale classico;

Tecniche con l’ausilio di strumenti per il rilassamento miofasciale come:

la cupping therapy, consiste nell’applicazione di coppette di vetro o di gomma che applicando una pressione di sottovuoto sollevano gli strati superficiali cutanei “scollandoli” tra loro;

lo IASTM: è una tecnica derivante dalla fibrolisi, consiste nell’utilizzo di strumenti metallici per trattare le impedenza fasciali;

flossing therapy: consiste nell’applicazione di un nastro elastico attorno alla articolazione interessata, in questo caso la spalla. Si comprime l’articolazione per mezzo del nastro per circa due minuti, in questa fase il fisioterapista esegue delle mobilizzazioni passive oppure fa eseguire esercizi motori attivi al paziente. Dopo di che scioglie il nastro, e fa eseguire dei movimenti specifici all’alrticolazione che è stata bendata. La tecnica si ripete più volte, fino a 8, e ha lo scopo di migliorare il drenaggio tissutale, di riprogrammazione lo schema motorio e ridurre la rigidità.

Terapia fisica: l’integrazione dei mezzi fisici alle tecniche manuali è fondamentale per un trattamento di qualità. Infatti i mezzi fisici producono uno stimolo biologico che è impossibile produrre con le semplici mani, è dunque l’arma in più che ha il fisioterapista per poter accelerare ei tempi di recupero. I mezzi fisica più utilizzati per trattare questo tipo di problematica sono:

Tecarterapia: è un dispositivo che utilizzando radiofrequenze, stimola il tessuto a generare calore endogeno, è infatti una diatermia. Ha un ottimo stimolo a livello del microcircolo, si ritiene che contribuisca a normalizzare il potenziale di membrana, a migliorare la ossigenazione dei tessuti, a espellere le tossine e a migliorare la mobilità dei tessuti. È un mezzo fisico estremamente piacevole per i pazienti, e proprio questa elevata compliance è alla base dell’enorme diffusione e successo dei trattamenti di Tecarterapia.

Laserterapia ad alta potenza: tipo il laser Hilt. Il laser sviluppa calore mediante l’emissione di un fascio di luce ad alta potenza. La potenza del fascio laser è tale che per evitare che bruciasse il tessuto del paziente ancor prima di produrre un effetto biologico, l’emissione è stato impostata ad impulsi invece che a emissione continua. In questo modo, tra un impulso e un altro, il tessuto del paziente ha il tempo di dissipare il calore.

Onde d’urto: questo mezzo fisico ha lo stesso fine degli altri due, utilizzando un mezzo differente, ossia le onde sonore ad alta potenza. È il meno piacevole dei tre, poiché talvolta risulta essere doloroso, ma allo stesso tempo è molto efficace e vanta della maggiore letteratura scientifica a suo sostegno

 

Mal di schiena quando tossisco: dolore al petto

Il mal di schiena che insorge mentre si tossici in concomitanza con il dolore al petto, è molto comune nei casi di bronchite.

Cosa è la bronchite?

Prima lo abbiamo solo accennato in modo da poterci soffermare ora è non essere ripetitivi. La bronchite letteralmente significa “infiammazione”(-ite) dei bronchi. Si tratta di una delle più frequenti patologie dell’apparato respiratorio, e indica due condizioni differenti: bronchite cronica e bronchite acuta. La prima è caratterizzata dalla presenza di una condizione clinica per tre mesi all’anno da almeno due anni, mentre la seconda riguarda un episodio isolato.

La bronchite è causata la maggior parte delle volte da virus e si mostra con la presenza di tosse, dolore al petto, presenza di catarro nelle vie aeree, difficoltà a respirare, malessere generale e febbre. Questa condizione viene diagnosticata da un medico nel corso di un esame fisico generale, e avvalorandosi della visione di esami clinici come la radiografia del torace, e la spirometria.

Viene trattata con fans(farmaci antinfiammatori non steroidei) per poter controllare febbre e mal di gola, ma essendo causata per la maggior parte delle volte da virus, un eventuale trattamento antibiotico sarebbe inutile e inefficace. La fisioterapia per il trattamento della bronchite può ridurre la presenza di dolore alla schiena e migliorare l’espulsione del catarro che occupa le vie aeree con le tecniche e gli ausilio che abbiamo analizzato i precedenza.

Schiena bloccata dopo colpo di tosse

“Dopo un forte starnuto non sono più riuscito a rimettermi dritto con la schiena perché come mi muoveva avvertiva un dolore fortissimo”.

Cosa può essere accaduto?

In un caso del genere il paziente avrà avuto sicuramente una schiena non in forma e magari anche sovraffaticata dalla tosse o da qualche altre sforzo a cui l’aveva sottoposta, ed evidentemente quel colpo di tosse, abbinato a un’eventuale e improvvisa flessione del tronco, è risultato essere la goccia che ha fatto traboccare e il vaso.

Cosa si fa in questi casi?

La cosa migliore da fare è rivolgersi il prima possibile a un centro di fisioterapia di qualità e nell’attesa sdraiarsi a terra, suini (pancia in aria) e fare dei respiri profondi. In tal modo si da’ il tempo alla schiena di ridurre le tensioni che si sono formate, si reidratano i dischi intervertebrali e inizia a ridursi la sintomatologia.

Sicuramente il fisioterapista vi saprà dare le giuste indicazioni per poter fare dell’auto trattamento a casa in concomitanza con i suoi trattamenti. Non esiste un protocollo unico poiché ogni schiena bloccata ha una storia a se in funzione dell’età della persona, il peso, il sesso, lo stile di vita, la storia clinica ecc… solo dopo un’accurata votazione iniziale è possibile impostare e il piano di trattamento

Autori

Luca Luciani

Dott.re in Fisioterapia

Fisioterapista, Imprenditore nel settore sanitario e Business Coach.

Dopo la laurea in fisioterapia, ha approfondito le sue conoscenze studiando osteopatia e terapia manuale. Si è specializzato frequentando i corsi di:

  • Maitland,
  • Cyriax,
  • Mulligan,
  • McKenzie,
  • Neurodynamic Solutions.

Ha frequentato aule con docenti internazionali come:

  • Jill Cook,
  • Michael Shacklock,
  • Gwen Jull,
  • Paul Hodges della University of Queensland
  • Shirley Sahrmann della Washington University di S. Louis.

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