OSTEOPATIA

OSTEOPATIA

Osteopatia

Che tu sia uno sportivo, un professionista del settore sanitario come medico, fisioterapista, infermiere, tecnico di radiologia e podologo, o un “non addetto ai lavori” avrai sicuramente sentito parlare di Osteopatia e Osteopati, di trattamenti viscerali e di “ascolti fasciali”.

Cosa è questa nuova forma di cura? A cosa è dovuto il suo successo? Perché tante persone ne traggono beneficio e perché tante altre non ne rimangono soddisfatte?

Questo articolo ha l’obbiettivo di dare una risposta esaustiva a questi interrogativi, e nonostante si parli di argomenti complessi sarà utilizzando un linguaggio semplice ed esaustivo in modo da essere comprensibile per tutti e noioso per nessuno! Buona lettura.

Cosa è l’osteopatia?

Il termine Osteopatia vede la sua etimologia in due parole: “osteo = ossa” e patia “sofferenza”.

Ma cosa è esattamente?

Secondo l’Istituto Superiore di Osteopatia: “L’Osteopatia è un sistema consolidato di assistenza alla salute che si basa sul contatto manuale per la valutazione, la diagnosi e il trattamento di diverse patologie.” È dunque una tipologia di assistenza che pone il suo focus sulla cura della persona più che della patologia in sé, dove si applica un approccio “causale” e non basato esclusivamente sulla localizzazione della sintomatologia clinica.

Questo spiega il motivo per cui in molti trattamenti osteopatici, vengono trattati dei distretti corporei distanti dalla zona interessata dal dolore poiché ritenuti la causa su cui si basa il problema.

Su quali principi si basa l'osteopatia?

I principi su cui si basa l’Osteopatia sono 4: Il corpo ha la capacità di autoregolarsi e autoguarirsi Il corpo è un’unità così come la persona, che è un’unità di corpo, mente e spirito  Il razionale terapeutico si fonda sulla comprensione dei principi fondamentali di unità del corpo, autoregolazione e interrelazione tra struttura e funzione La funzione e la struttura sono reciprocamente correlate

Chi ha fondato l’osteopatia?

In molti ritengono che l’Osteopatia abbia le sue radici in Francia, uno dei paesi europei dove ha avuto maggiore sviluppo, ma in realtà questa pratica vede le sue radici in America alla fine dell’800 grazie agli studi di Andrew Taylor Still, considerato il Padre dell’Osteopatia. Andrew Taylor Still, era un medico figlio a sua volta di un medico, nato nel 1828 in Virginia negli U. S. A.

Sin dal 1870 inizia a non vedere di buon occhio il modus operandi della medicina tradizionale e l’utilizzo massivo di farmaci, intuendo le straordinarie capacità di autoguarigione del corpo umano, e tal proposito viene ancora ricordata la sua frase “Un Dio così saggio aveva sicuramente messo il rimedio all'interno della casa materiale nella quale abita lo spirito della vita”.

Questo medico americano diede inoltre particolare rilevanza alla prevenzione, al mangiare sano e a una attività fisica costante, ponendo un’importante rilevanza ai delicati equilibri che dominano il corpo, in uno dei suoi scritti infatti si legge: “Ordine e salute sono inseparabili, quando regna l’ordine in tutte le parti, la malattia non può prevalere”.

A prescindere se si fosse d’accordo o meno con le idee di quest’uomo, di certo non si può dire che non abbia avuto idee rivoluzionare per l’epoca e che ancora oggi fondano la pratica quotidiani di moltissimi professionisti in tutto il mondo. Andrew T. Still ha fondato la prima scuola di osteopatia del mondo, l’American School of Osteopathy il 10 maggio del 1892 e morì nel 1917.

Cosa cura l’osteopatia?

Come già accennato in un paragrafo precedente, l’osteopatia è una pratica che consiste nell’utilizzo di tecniche manuali per curare in modo olistico non solo la patologia ma la persona. L’osteopatia è utilizzata per curare innumerevoli patologie, inerenti l’apparato muscolo scheletrico e non solo.

Qui di seguito leggerai un elenco riassuntivo delle principali patologie trattate:

√ Problematiche del sistema muscolo scheletrico:

√ Problematiche al sistema circolatorio: come le congestioni riguardanti il sistema venoso e linfonodale

√ Problematiche al sistema urogenitale: come le sindromi post parto, sintomatologie algiche in corrispondenza del ciclo (dismenorrea), assenza di ciclo (amenorrea)

√ Problematiche inerenti al sistema digestivo: reflusso gastro esofageo, stipsi e sindrome del colon irritabile

√ Problematiche riguardanti il sistema neurologico e neurovegetativo come disfunzioni del sistema simpatico / parasimpatico, problematiche del sonno, nevralgie

√ Problematiche appartenenti alla sfera otorinolaringoiatrica: come la sinusite, difficoltà di equilibrio, difficoltà della deglutizione, rinite.

√ Problematiche legate all’età pediatrica, tra le quali abbiamo la plagiocefalia, il reflusso, la stitichezza, dismorfismi della colonna e coliche.

Ci teniamo a sottolineare che queste sono solo una parte delle problematiche che possono essere trattate in questo ambito, di seguito analizzeremo il come avviene la cura osteopatica di tali affezioni.

 

Cosa è l’ascolto fasciale?

Mediante l’applicazione delle mani sul corpo, l’Osteopata ritiene di poter “ascoltare” (percepire) le tensioni fasciali del nostro corpo, così da poter individuare l’area con maggiore restrizione di movimento, ossia l’area con maggiore tensione fasciale. L’ascolto fasciale è utilizzato non solo come diagnosi ma anche come metodo di trattamento.

L’Osteopatia e la validità scientifica

La validità scientifica nella Fisioterapia in generale, e ancor di più in Osteopatia, non sempre si può garantire. Il fattore che condiziona questa situazione è l’alta soggettività delle tecniche utilizzate dal terapista e accettate dal paziente, nonché la difficoltà a standardizzare le sensazioni che un terapista, e in tal caso l’osteopata, percepisce sotto le proprie mani.

Vuoi qualche esempio?

Eccolo subito: come si può provare scientificamente che la mano dell’osteopata senta come la fascia “tiri” più da un lato piuttosto che da un altro?

Come si può provare scientificamente l’ascolto del cranio? Ci siamo limitati a queste due domande ma potremmo andare avanti… Come vedi si tratta di argomenti delicati e complessi, e non sta a noi rispondere a questo tipo di domande, che in questo caso rappresentano solo uno spunto di riflessione

Come si diventa osteopata?

Per diventare osteopati è necessario laurearsi all’università? Questa è una delle tante domande che ci pongono i pazienti quando ci chiedono curiosità riguardanti il mondo osteopatia.

La risposta è no, almeno per il momento. Infatti l’osteopata in Italia non è ancora riconosciuta come professione sanitaria, per questo non esiste un corso di laurea in osteopatia, tanto meno una professione medica di questo genere all’interno di una struttura pubblica come un ospedale, dove lavorano fisioterapisti (magari specializzati in osteopatia) ma non osteopati.

È possibile diventare osteopati se ci si iscrive a una scuola privata di osteopatia. In Italia, e in particolare a Roma, ce ne sono moltissime. La durata del percorso attualmente è di 5 anni, e la tipologia di frequenza è part time, circa 4 giorni al mese, per coloro che hanno già una laurea sanitaria come i fisioterapisti e full time per tutti gli altri. I costi annui sono abbastanza elevati, la media per un percorso part time è di 3000 – 3500 euro l’anno, e di 6000 – 7000 per il piano formativo full time.

Vogliamo concludere questo articolo introduttivo al mondo osteopatico con una delle più celebri frasi di Andrew T. Still, il “Padre dell’osteopatia”:

“Il compito del medico è trovare la salute. Tutti sanno trovare la malattia” A. T. Still

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