PATOLOGIE FRATTURE DEL CRANIO E DELLO ZIGOMO

PATOLOGIE FRATTURE DEL CRANIO E DELLO ZIGOMO

Le fratture del cranio e dello zigomo si posizionano tra gli eventi traumatici ossei più pericolosi per l’essere umano, e il motivo è molto semplice: si tratta di ossa che hanno il compito di proteggere organi molto nobili, primo fra tutti l’encefalo.

Ad ogni modo si tratta di ossa molto robuste, che per lesionarsi necessitano di un trauma diretto molto violento, a forte impatto come nel caso di incidenti stradali, forti traumi sportivi, cadute accidentali o lesioni con oggetti contundenti.

Il Cranio e lo zigomo: cenni di anatomia e fisiologia

Il Cranio rappresenta lo scheletro della nostra testa che è connessa al tronco tramite il collo. In base alle sue funzioni viene suddiviso in:

Le ossa del Neurocranio sono prevalentemente ossa piatte e si distinguono in base cranica e volta cranica.

La volta cranica e suddivisa a sua volta in più ossa ben saldate tra loro:

La base cranica è formata dal processo palatino del mascellare, dall’ osso palatino e dall’ osso zigomatico.

Alla nascita tra le singole ossa si trovano aree di tessuto connettivo chiamate fontanelle, le quali si chiudono solo dopo la nascita. Tra queste ossa vengono a formarsi delle articolazioni prive di movimento chiamate sinartrosi.

 

anatomia del cranio e le sue ossa

Come vengono classificate queste fratture?

Le fratture del cranio e dello zigomo possono portare da una tipologia così vasta di sintomi, che variano dalla piccola frattura ossea composta alla morte immediata, che rientrano in una serie innumerevole di classificazioni.

A seconda del tipo di frattura si parla di:

Quali sono i segni clinici di una frattura al cranio o allo zigomo?

Nelle fratture gravi e soprattutto in quelle esposte e aperte, può essere semplice diagnosticare la presenza della frattura, talvolta però all’apparenza una lesione ossea non è poi così evidente, ed è dunque di primaria importanza la capacità di riconoscere i sintomi che si presentano.

Il quadro sintomatico a seguito di fratture craniche o dello zigomo può essere diviso in due grandi gruppi: uno dei sintomi lievi, e l’altro dei sintomi gravi.

I sintomi lievi non sono indicatori determinanti di una lesione ossea in questa regione poiché compaiono anche in altre condizioni cliniche. Si tratta infatti di:

Tra i sintomi gravi invece possono essere presenti:

Come si diagnostica una frattura del cranio o dello zigomo?

La valutazione di questi sintomi è sempre seguita da esami radiologici: RX, TAC, RMN per accertarsi con sicurezza dell’entità del danno.

L’esame RX: mette in evidenza la struttura ossea;

L’esame TAC: permette di ricostruire in una proiezione tridimensionale la testa;

L’esame RMN: consente di poter valutare non solo il tessuto osseo ma anche i tessuti molli, come l’encefalo nel caso del cranio.

In base alla gravità della frattura segue il tipo di cura, per le fratture più gravi è necessario un intervento chirurgico per sintetizzare i segmenti ossei, mentre me le fratture meno gravi si consiglia il riposo a letto. IN entrambi i casi, nella seconda parte della fase terapeutica inizia il percorso fisioterapico.

Come si trattano questo tipo di fratture?

La fisioterapia per le fratture del cranio e dello zigomo può essere esclusivamente di carattere ortopedico, nel caso di lesioni semplici che non hanno intaccato in alcun modo il sistema nervoso centrale.

In queste condizioni la fisioterapia ha lo scopo di far recuperare al paziente i movimenti del volto e del collo, per mezzo di stimolazioni manuali ed esercizi specifici, talvolta coadiuvati da strumenti di terapia fisica.

Nel caso in cui sia implicato anche il sistema nervoso centrale. contrario è anche di carattere neurologico. Si tratta delle fratture più gravi, dove vi è una compromissione importante non solo della struttura ossea, ma anche delle funzioni motorie e vitali, a seconda della zona lesionata. Pazienti che riportano questo tipo di lesioni, sono quasi sempre soggetti ad un’operazione chirurgica e ad una lunga degenza in ospedale ed hanno bisogno di una vigilanza costante del personale medico, infermieristico e fisioterapico; dato che non si tratta solo di recupero ortopedico ma anche di tutte quelle funzioni controllate dal sistema nervoso centrale, che spaziano dalla capacità di poter parlare a quella di poter camminare.

Per questo motivo in Italia difficilmente sono seguiti in piccoli centri privati di fisioterapia, ma in apposite strutture specializzate.

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