Ernia del disco dorsale
L’ernia del disco è una delle patologie discali più frequenti, soprattutto nel tratto cervicale e lombare.
La zona dorsale è meno a rischio, poiché articolandosi con le coste della gabbia toracica è più stabile e dunque meno esposta a questo tipo di affezioni.
Nel corso di questo articolo, partendo dall’anatomia della colonna, approfondiremo il concetto di “ernia del disco” nel tratto dorsale, spiegandone il significato e il motivo per cui insorgono.
Procederemo raccontandoti quali sono i migliori rimedi presenti oggi in Italia dalla chirurgia alla fisioterapia. Buona lettura
Indice
Cenni di anatomia e fisiologia del complesso vertebrale

Le vertebre sono le ossa che costituiscono la colonna vertebrale, sono 33 per l’esattezza e si suddividono dal cranio verso l’osso sacro in questo modo:
- 7 vertebre cervicali
- 12 vertebre dorsali
- 5 vertebre lombari
- 5 vertebre calcificate sacrali
- 4 vertebre calcificate coccigee
I primi tre segmenti, ossia cervicale, dorsale e lombare sono caratterizzati dall’interposizione di un disco tra le vertebre mentre gli ultimi due segmenti, quello sacrale e quello coccigeo, hanno le vertebre calcificate tra loro per questo vengono spesso considerati come uniche ossa.
Quale è la funzione del disco intervertebrale nel tratto cervicale, dorsale e lombare?
Il disco intervertebrale ha due funzioni principali:
- stabilizza il movimento tra le vertebre;
- ammortizza il carico tra una vertebra e l’altra.
Il disco intervertebrale si chiama così perché riprende la forma “a disco” del corpo vertebrale sopra il quale è posizionato, ed è costituito da due parti:
- il nucleo polposo: è chiamato “nucleo” poiché si trova al centro del disco e ha una consistenza semiliquida;
- l’anello fibroso: che è situato nella parte esterna del disco e serve a proteggere il disco e a contenerne il suo nucleo.
Cosa significa ernia del disco?

L’ernia del disco è una condizione in cui, a seguito di importanti e ripetute sollecitazioni il nucleo polposo fuoriesce dalla zona fibrosa.
Qual è la differenza tra l’ernia del disco e la protrusione discale?
Poiché spesso riscontriamo confusione tra i pazienti, cogliamo l’occasione per distinguere la protrusione discale dall’ernia del disco:
- Protrusione discale: è una parziale fuoriuscita del disco dalla sua normale sede anatomica
- Ernia del disco: è la fuoriuscita del nucleo polposo dall’anello fibroso
È vero che tutte le ernie del disco causano dolore?
La risposta è no, quindi se hai eseguito una risonanza magnetica e hai scoperto di avere delle ernie del disco o delle protrusioni ma non hai dolore, non ti preoccupare, è normale [Simbolo]
E se dovessi avere dolore ricordati sempre che non è detto che ci sia qualcosa di “rotto”. Secondo la IASP (Associazione Internazionale per gli Studi sul Dolore) il dolore è un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole, che può essere associata al danno tissutale effettivo o potenziale, o che è descritta come se il danno o la lesione fosse presente.
L’ernia del disco produce sintomi solo quando fuoriesce in prossimità della radice nervosa, e di conseguenza la comprime.
Una compressione di questo tipo può dare origine a vari sintomi tra i quali:
- Dolore: il dolore può essere locale e nei casi più gravi si può irradiare. Nelle ernie delle vertebre lombari il dolore può raggiungere anche le dita del piede;
- Formicolio: anche in questo caso il formicolio può irradiarsi lungo il territorio innervato dalla radice nervosa compressa;
- Parestesia e perdita della forza: sono anche questi dei segni clinici della sofferenza nervosa, che compaiono nelle condizioni avanzate.
Qual è la classificazione per le ernie del disco

La classificazione delle ernie del disco è stabilita in funzione di diversi elementi, come:
- La posizione in cui fuoriesce l’ernia: mediana, paramediana, intraforaminale e extraforaminale;
- La quantità di nucleo polposo che fuoriesce dal disco: si passa dalla protrusione all’ernia espulsa, quando il nucleo è fuoriuscito del tutto dalla sua normale sede anatomica.
- Il tempo di comparsa dell’ernia: ernia immatura, costituita da un’alta percentuale di liquidi, ernia matura (cronica) che ovviamente è più “secca” della precedente.
Quali sono i fattori di rischio per l’ernia dorsale?
I fattori di rischio per sviluppare ernia dorsale sono diversi e in questo paragrafo ti spiegheremo i principali. Come leggerai successivamente, ciò che si cura con la fisioterapia non è l’ernia ma il movimento e la postura della schiena, che nella maggior parte dei casi risultano essere le cause primarie di condizioni dolorose alla schiena.
Un forte movimento improvviso, una postura e delle abitudini funzionali scorrette sono alla base delle patologie muscolo scheletriche della schiena e la formazione dell’ernia è solo una conseguenza. Per mantenere in salute il tratto dorsale sappi che la fisiologia delle curve della colonna è fondamentale che sia mantenuta sia mentre ci si muove che mentre si sta in posizione statica. Spesso persone che presentano una o più ernie dorsali hanno un tratto dorsale ipercifotico (cioè con la curva concava anteriore troppo acuta) e rigido.
La ragione della corretta fisiologia delle curve rientra in uno scarico del peso più ergonomico. Pensa infatti che una colonna completamente dritta, priva di curve, può sopportare un peso 10 volte inferiore di una curva con le curve fisiologiche. Al giorno d’oggi, le molte ore passate seduti davanti al pc per lavoro, e la ridotta attività fisica porta ad avere un tratto dorsale sempre più rigido e sempre più cifotico, con una conseguente riduzione della curva lordotica (con concavità posteriore) del tratto lombare e cervicale.
L’importanza del mantenimento delle curve fisiologiche nella sopportazione del carico è il motivo per cui i sollevatori di pesi portano la cintura lombare affinché possano mantenere la propria “curva” durante il carico. Abbiamo parlato della morfologia di tutta la colonna e non ci siamo soffermati solo su quella del tratto cervicale perché logicamente non possiamo vedere il tratto dorsale come un segmento fine a se stesso, ma è inevitabile considerarlo una parte di un complesso, quello della colonna vertebrale, molto più ampio.
Per questo motivo in molte situazioni di dolore dorsale si vanno a correggere anche delle disfunzioni al tratto lombare e al tratto cervicale.
Reclutamento muscolare: spesso non vi è un corretto reclutamento dei muscoli stabilizzatori, non ci riferiamo solo ed esclusivamente a quelli delle vertebre lombari, come i muscoli spinali, ma anche ai muscoli anteriori come il muscolo trasverso dell’addome e i muscoli del pavimento pelvico.
Quali sono i rimedi per l’ernia dorsale?
I rimedi per l’ernia lombari sono vari, e si possono dividere principalmente in due gruppi:
- Rimedi invasivi: chirurgia
- Rimedi conservativi: fisioterapia
Ernia del Disco Cure
Per le ernie del disco dorsali i trattamenti conservativi (non chirurgici) di solito possono essere applicati per circa 4-6 settimane per aiutare a ridurre il dolore e il disagio.
Un processo di tentativi ed errori è spesso necessario per trovare la giusta combinazione di trattamenti. I pazienti possono provare un trattamento alla volta o possono trovare utile utilizzare una combinazione di opzioni di trattamento contemporaneamente.
Ad esempio, i trattamenti focalizzati sul sollievo dal dolore (come i farmaci) possono aiutare i pazienti a tollerare meglio altri trattamenti (come la manipolazione o la terapia fisica).
Oltre ad aiutare con il recupero, la terapia fisica viene spesso utilizzata per educare i pazienti su una buona meccanica del corpo (come una corretta tecnica di sollevamento) che aiuta a prevenire l'usura eccessiva dei dischi.
Esercizi ernia disco
il fisioterapista è la persona piú adatta nel consigliarti i giusti esercizi per alleviare il dolore.
Esercizi di flessione della schiena allungano i muscoli della colonna vertebrale e della schiena, ciò aiuta ad alleviare il dolore e la pressione di un ernia o di un disco scivolato. Rafforzare i muscoli della schiena e dei muscoli posteriori della coscia può alleviare la pressione sulla colonna vertebrale per prevenire dolore e recidive.
La chirurgia per l’ernia dorsale
La chirurgia per l’ernia dorsale, non è molto frequente, ed è utilizzata quando tutti gli altri rimedi hanno fallito. Consiste nella rimozione chirurgica dell’ernia che comprime la radice nervosa.
Non sempre riesce a dare il risultato sperato, e lascia un tessuto di aderenze cicatriziali abbastanza importante, motivo per cui si effettua solo in casi gravi dove la compressione dell’ernia rischia di danneggiare pesantemente la radice nervosa.
La fisioterapia per l’ernia dorsale

La fisioterapia per l’ernia dorsale è ad oggi lo strumento migliore per trattare questo tipo di condizione. Come già anticipato in precedenza il ciclo fisioterapico avrà l’obbiettivo di migliorare il movimento di tutta la colonna, la cui disfunzione è ritenuta una delle cause principali che hanno generato l’ernia.
Per ridurre il dolore locale e irradiato si utilizzano:
- Posture di scarico in cui si ha una decompressione della radice nervosa compressa dall’ernia;
- Tecniche manuali specifiche: come la tecnica manuale del poumpage e della trazione;
- Mezzi fisici ad alta tecnologia come: laser ad alta potenza, tecarterapia, ipertermia, ultrasuoni, correnti antalgiche e neurostimolatore interix;
- Esercizi Terapeutici: sono fondamentali per il mantenimento dei progressi raggiunti con le tecniche passive, per la cura dei sintomi e per la prevenzione di eventuali ricadute. SI tratta di un vero e proprio training di esercizi specifici che vengono assegnati al paziente. Il dosaggio degli esercizi è fondamentale affinché risultino “allenanti”, per questo è necessario che il paziente sia seguito da un fisioterapista specializzato.
- Prevenzione dei comportamenti a rischio: il fisioterapista informerà il paziente sin dalla prima seduta dei piccoli accorgimenti che dovrà adottare giornalmente come ad esempio l’applicazione di un cuscino lombare mentre lavora o mentre guida per non esacerbare la curva cifotica e mantenere quella lordotica.
Nella parte finale del ciclo terapeutico si tende a lavorare per migliorare la funzionalità del tronco con un piano di allenamento riabilitativo mirato a migliorare l’equilibrio e la core stability, ossia la stabilità della colonna.