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ALLENAMENTO TERAPEUTICO

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ALLENAMENTO TERAPEUTICO

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INDICE

Se fino a qualche decennio fa si sentiva parlare di allenamento principalmente in ambito sportivo: allenamento in palestra, allenamento in piscina, allenamento di atletica...

Al giorno d’oggi si sente sempre più spesso nominare il concetto di “allenamento” anche in ambito sanitario riabilitativo tanto che “l’allenamento terapeutico” è considerato una parte fondamentale nel processo di cura.

Nel corso di questo articolo entreremo nel mondo dell’allenamento terapeutico, partendo dal significato del termine per poi esaminarne l’importanza mediante la valutazione di alcuni dati statistici.

Nella seconda parte dell’articolo tratteremo dell’allenamento terapeutico in età avanzata, troppo spesso ignorato

Cosa è l’allenamento?

Ti sembrerà strano, eppure ancora oggi non si ha un’unica definizione mondiale di allenamento, qui di seguito ti riportiamo alcune delle più note:

Come vedi nessuna definizione è identica all’altra ma tutte vertono intorno agli stessi concetti chiave che sono: l’aumento dell’efficienza fisica, il superamento della soglia di allenamento per stimolare il corpo a sopportare maggiore stress (fisico), l’esercizio e il modus vivendi.

 

Cosa è la MTT?

La MTT è l’acronimo inglese di Medical Training Therapy, ed è il concetto di allenamento terapeutico per i pazienti che nasce nelle scuole di Terapia Manuale intorno agli anni ’60.

Quest’idea nasce con l’obbiettivo di istruire i pazienti per percorsi di auto allenamento regolari, in modo che: possano recuperare / migliorare le proprie capacita fisiche, di equilibrio e propriocezione senza correre il rischio di farsi male, e possano automatizzare delle regole e degli schemi di movimento che prevengano eventuali affezioni al sistema muscolo scheletrico.

Tali obbiettivi si raggiungono tramite la mobilizzazione articolare, il rilassamento e l’allungamento di muscoli contratti e il miglioramento in modo equilibrato della forza, della resistenza e della coordinazione. La differenza sostanziale fra l’allenamento di uno sportivo agonista e l’allenamento terapeutico per un paziente è che nel primo caso si parte da un fisico in ottime condizioni che ricerca una perfezione della performance, nel secondo caso invece si parte da un fisico con delle problematiche e che deve recuperare o mantenere una buona qualità di vita.

Nell’allenamento terapeutico dunque il professionista terrà conto delle problematiche articolari, e muscolari del paziente al fine di impostare un programma di allenamento terapeutico idoneo.

L’allenamento in ambito fisioterapico è usato in tutti gli ambiti. Da un punto di vista psicologico, contribuisce a rendere il paziente consapevole del suo ruolo nel percorso terapeutico. L’idea che la persona si cosciente di essere parte attiva nel ciclo di guarigione permette di portare a termine gli obbiettivi prefissati, velocizzare i tempi di recupero e rendere meno stressanti le terapie e gli esercizi.

Ci terrei a sottolineare che l’allenamento risulta particolarmente importante in tutte quelle condizioni di instabilità, dove si ha una debolezza dei muscoli stabilizzatori, per la quale il solo intervento manuale passivo del fisioterapista non basta. È fondamentale che l’allenamento miri al miglioramento del controllo motorio e non solo dell’ipertrofia muscolare fine a sé stessa.

La cosa migliore è recarsi in un centro di fisioterapia specializzato e procedere ad una valutazione , che alle volte è anche gratuita.

 

Quali sono le componenti fondamentali di un allenamento?

Ogni allenamento è costituito di cinque fattori che possono avere maggiore o minore rilevanza a seconda dell’obbiettivo dell’esercizio:

Queste cinque skills consentono di migliorare le capacità motorie della persona, sarà compito del fisioterapista specializzato saper valutare quale delle cinque necessità maggiore focus, così da impostare il piano di allenamento terapeutico più adatto alle esigenze del paziente.

 

Perché allenarsi?

Questa è una delle domande che ci pongono i pazienti quando gli diciamo che il primo rimedio contro il loro mal di schiena è fare un’attività fisica regolare.

Spesso ci dimentichiamo che il nostro corpo è fatto per muoversi e non per restare seduto, in modo scorretto tra l’altro, per 10 ore al giorno, e proprio a tal proposito il Prof. Hollmann, uno dei massimi studiosi dei meccanismi dell’allenamento disse già nel 1990 che “se lo sport oggi non esistesse ancora, sarebbe necessario inventarlo per motivi biologici, come contrappeso alle pesanti conseguenze di un mondo sempre più tecnologico”.

I motivi fondamentali che spingono le persone ad allenarsi sono principalmente due: Competizioni sportive, Mantenersi in salute e in buon aspetto fisico.

Alcuni dati sulle patologie causate dalla mancanza di allenamento Un importante articolo pubblicato dall’Università di Oxford nel 2015 sostiene che: “A disease brought on, at least in part, by insufficient movement and exercise. Hypokinesis has been identified as an independent risk factor for the origin and progression of several widespread chronic diseases, including coronary heart disease, diabetes, obesity, and lower back pain”.

Ciò significa la riduzione del movimento è stata identificata come vero e proprio fattore di rischio per molte patologie croniche diffuse, tra le quali abbiamo la malattia coronarica, il diabete, l’obesità e il dolore lombare.

Quali sono i costi delle malattie muscoloscheletriche?

Come sai il cambiamento dello stile di vita, causato da un uso massivo della tecnologia (pc, smartphone e tablet) e dall’aumento della sedentarietà della popolazione dei paesi sviluppati, ha fatto si che l’incidenza delle patologie muscoloscheletriche sia in notevole ascesa.

Per darti un’idea dei costi che comportano queste patologie alla società considera che negli USA si stima un costo annuale per le assenze dal lavoro causate da problematiche muscoloscheletriche relative alla schiena pari a 38-50 miliardi di dollari, si contano circa 30 giorni di assenze ogni 100 lavoratori. In Inghilterra il numero di giorni di assenza dal lavoro è leggermente maggiore, 32,6, mentre in Svezia è oltre i 35 giorni.

Nel nostro Paese n Italia, il mal di schiena è ormai diventato la principale causa di assenza dal lavoro per malattia poiché circa una persona su tre resta a casa per tale ragione.

 

Come costruire un allenamento terapeutico?

Per pianificare un allenamento terapeutico specifico è necessario l’intervento di uno specialista, però nel frattempo riteniamo utile darti qualche semplice indicazione.

Suddivideremo la pianificazione dell’allenamento in vari step in modo da essere più chiari:

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