Mal di schiena quando respiro: cause e rimedi

Data pubblicazione: 23/07/2018
Ultimo aggiornamento: 03/05/2019

Mal di schiena quando respiro: cause e rimedi

INDICE

Introduzione - Mal di schiena quando respiro: cause e rimedi

Hai dolore alla schiena? 


Purtroppo è un sintomo molto diffuso e spesso non affrontato dal giusto specialista.

Il Fisioterapista ti può sicuramente essere utile per migliorare e tornare a star bene.

Il mal di schiena è una delle malattie più diffuse, si stima che l’80% delle persone ne soffrano almeno una volta nella vita. Questa patologia ha un’eziologia molto vasta e complessa, moltissime sono le cause e moltissimi sono i tessuti che potrebbero produrre dolore.

Per questo motivo è molto difficile valutare la causa e di conseguenza trovare il giusto rimedio al è recarsi in un centro di fisioterapia specializzato e procedere ad una valutazione , che alle volte è anche gratuita.

Introduzione - Mal di schiena quando respiro: cause e rimedi

Hai dolore alla schiena? 


Purtroppo è un sintomo molto diffuso e spesso non affrontato dal giusto specialista.

Il Fisioterapista ti può sicuramente essere utile per migliorare e tornare a star bene.

Il mal di schiena è una delle malattie più diffuse, si stima che l’80% delle persone ne soffrano almeno una volta nella vita. Questa patologia ha un’eziologia molto vasta e complessa, moltissime sono le cause e moltissimi sono i tessuti che potrebbero produrre dolore.

Per questo motivo è molto difficile valutare la causa e di conseguenza trovare il giusto rimedio al è recarsi in un centro di fisioterapia specializzato e procedere ad una valutazione , che alle volte è anche gratuita.

Il mal di schiena è una patologia con un’incidenza in forte aumento tra la popolazione, che porta il mal di schiena ad essere una delle patologie con maggiori costi per il sistema sanitario nazionale e maggiore perdita economica per la mancata operatività al lavoro. I motivi di questa diffusione negli ultimi decenni prosegue parallelamente al mutamento dello stile di vita della popolazione.

Conduciamo una vita sempre più sedentaria, lavoriamo sempre più al giorno e l’uso costante dei mezzi tecnologici come cellulare, pc e tablet non è certo di aiuto alla nostra postura. La sedentarietà rischia di diventare uno dei principali fattori di rischio per il benessere e la salute della popolazione occidentale. Sicuramente una maggiore informazione sull’importanza dell’attività fisica e sul mantenimento di una corretta postura, è il principale mezzo per aumentare la consapevolezza delle persone, che potrebbero essere più libere da dolori lombari, dorsali e cervicali e godersi di più il loro tempo libero.

Il dolore alla schiena è una delle principali motivazioni che inducono le persone a rivolgersi in un centro di fisioterapia. D’altra parte il trattamento conservativo ad oggi è il più avvalorato, mentre il trattamento chirurgico è indicato solo per una piccola percentuale di casi.

Nel corso di questo articolo parleremo di questa patologia, di quali sono le probabili situazioni in cui si verifica, ponendo il focus sul mal di schiena che insorge durante la respirazione. Successivamente analizzeremo come la fisioterapia può porre rimedio a questa condizione e ti diremo qualche consiglio su come prevenire questo antipatica condizione. Buona lettura.

 

Cenni di anatomia e fisiologia

Per schiena si intende la regione corporea limitata dal collo e dal cingolo scapolare nella parte superiore, dai fianchi lateralmente e da osso sacro e bacino nella parte posteriore. La schiena include due tratti della colonna: quello dorsale, comprensivo di 12 vertebre e quello lombare.

  • Il tratto dorsale è quello più rigido della colonna, perché si articola con le 12 paia di coste che insieme e allo sterno costituiscono la gabbia toracica. I problemi inerenti al tratto dorsale infatti, riguardano quasi sempre disfunzioni articolari dovute alla poca mobilità, soprattutto nel movimento di estensione. La diffusa tendenza della popolazione a sviluppare rigidità dorsale è uno dei principali motivi per cui si formano le ipercifosi dorsali (eccessiva curvatura concava anteriormente del tratto dorsale), ed è un importante fattore di rischio per le fratture del corpo vertebrale, che hanno maggiore incidenza nelle donne anziane che soffrono di osteoporosi.
  • Il tratto lombare è costituito di 5 vertebre che negli esami radiologici vengono abbreviate con la sigla ”L” seguita dal numero della vertebra interessata (es. La per quanto riguarda la quinta vertebra lombare). Questo tratto di colonna, ha una situazione analoga a quella del tratto cervicale, ossia si trova tra due strutture molto più rigide, poiché inferiormente si articola con l’osso sacro, che per l’appunto è un osso e quindi di mobilità ne ha ben poca, mentre superiormente si articola con il tratto dorsale, che come abbiamo visto precedentemente, articolandosi con la gabbia toracica tende ad essere molto rigido. Questo fattore molto spesso è la causa all’ipermobilità del tratto lombare. Infatti le vertebre lombari dovendo compensare al poco movimento delle strutture adiacenti (in particolare al tratto dorsale) si muovono di più del dovuto e questo eccessivo movimento espone questo segmento spinale a diverse patologie come ad esempio: la degenerazione discale, l’ernia del disco, l’anteriolistesi, la lombalgia, la lombosciatalgia ecc…

Il trattamento, nel caso di eccessiva mobilità del tratto lombare consisterà nel recuperare la mobilità del tratto dorsale e aumentare la stabilità della lombare mediante uno specifico training di esercizi che rinforzino e attivino i muscoli stabilizzatori.

Mal di schiena quando respiro: quali sono le cause?

Le cause riguardanti l’insorgenza di un dolore alla schiena mentre si respira sono molte, e di seguito analizzeremo le più frequenti. Questo tipo di mal di schiena si verifica soprattutto nel tratto dorsale della schiena, che è quello connesso con la gabbia toracica.

  • Contrattura muscolare / trigger point: può capitare che un paziente si rivolga a un centro di fisioterapia perché avverte dolore durante l’inspirazione. Il dolore è pungente e ben localizzato, normalmente il diametro dell’area interessata non supera un paio di centimetri. Se si effettuasse una pressione sul punto dolente, la sintomatologia aumenterebbe e tenderebbe ad irradiarsi.

- Cosa è un trigger point miofasciale?

Un t. p. miofasciale è un’area ad elevata irritabilità che si trova nel muscolo scheletrico (striato). Questa area può generare sintomi clinici autonomi, produce dolore alla compressione e potrebbe produrre un caratteristico dolore irradiato o riferito, cioè la comparsa di dolore in una zona diversa da quella stimolata. I trigger points (t. p.) miofasciali sono classificati in 4 tipologie differenti: T. p. attivi (che producono dolore irradiato non necessariamente a seguito di uno stimolo di compressione); T. p. latente (può causare dolore locale e debolezza muscolare); T. p. satellite e T. p. secondari.

- Come si tratta un t. p. m.?

Esistono diverse tecniche per trattare i trigger points miofasciali come ad esempio:

- Tecniche manuali di compressione: il fisioterapista effettua una compressione manuale sull’area interessata e la mantiene per un tempo specifico che solitamente è intorno ai 40 secondi. Dopo la compressione, il fisioterapista aspetta circa 1 minuto prima di ripetere la tecnica, che di solito si effettua per tre volte;

- Tecniche di massaggio: ci sono molti tipi di massaggio, come il massaggio trasverso secondo Cyriax dove il fisioterapista esegue delle mobilizzazioni del tessuto mio - fasciale in senso trasversale rispetto alle fibre muscolari;

- Mezzi fisici: tra gli elettromedicali più utilizzati in queste condizioni ci sono la tecarterapia e il laser ad alta potenza. La tecarterapia sviluppa calore utilizzando radiofrequenze mentre il laser ad alta potenza crea il suo stimolo biologico mediante luce radiante dall’esterno.

  • Frattura costale: questa è una delle cause che mettono in comunicazione la difficoltà a respirare con il mal di schiena. La frattura costale è comune soprattutto negli sportivi che praticano sport da contatto come il rugby, il pugilato, le arti marziali, poiché essendo le coste delle ossa poco robuste, in caso di impatti importanti su di esse possono crinarsi (piccola frattura composta) o nella peggiore delle ipotesi, rompersi in modo scomposto. In tal caso la si possono verificare condizioni gravi come delle lesioni ad organi importanti quali il rene, o le pleure dei polmoni. Nel caso della lesione della pleura si verifica lo pneumo torace, ossia il collasso del polmone, che se non trattato in tempo può comportare anche il soffocamento. Tali fratture si diagnosticato oltre che con la valutazione clinica del medico, con un esame rx in doppia proiezione, poiché permette al clinico di vedere il punto esatto della lesione.

- Come si trattano le fratture costali ?

Le fratture costali difficilmente si sintetizzano chirurgicamente con chiodi, placche o viti poiché non ce n’è quasi mai la necessità. Normalmente si effettua un bendaggio, e si consiglia al paziente di stare a riposo, evitando urti che possano peggiorare la condizione. Appena l’esame rx di controllo conferma che la frattura si sia calcificata del tutto si inizia il ciclo di fisioterapia. Il percorso riabilitativo per una frattura costale non è complesso. Solitamente ha lo scopo di recuperare la forza del tronco, e la morfologia delle curve della colonna mediante rieducazione posturale, esercizi specifici e mobilizzazioni particolari.

  • Cisti: le cisti possono essere causa di dolore posteriore alla colonna in un punto specifico che corrisponde alla sede in cui si trovano. Il dolore si evoca alla pressione, cioè se la cisti viene palpata oppure se viene compressa nel caso in cui il paziente fosse sdraiato supino con la schiena in una superficie dura. In casi del genere si ricorre alla chirurgia con conseguente asportazione della cisti. L’intervento riabilitativo consiste nel trattamento della cicatrice con tecniche di massaggio e mezzi fisici affinché non sviluppi aderenza connettivali che possano alterare il movimento e la postura.

 

Dolore alla schiena: non riesco a respirare

Con questa espressione alcuni pazienti contattano i propri fisioterapisti di fiducia, con la speranza di poter avere qualche consiglio su come risolvere la loro condizione. Spesso accade che tale sintomatologia si verifica come conseguenza di un importante trauma. Oltre ai traumi costali di cui abbiamo parlato nei paragrafi precedenti, anche un forte impatto all’osso sacro, può dare tale sintomi, molto probabilmente è una risposta riflessa dell’organismo.

A volte condizioni del genere infatti si notano sulle piste per il pattinaggio sul ghiaccio, il neofita inizia a fare i primi passi, perde l’equilibrio e cade con le natiche a terra. Nella maggior parte dei casi, si inizia ad avvertire dolore immediatamente e si ha difficoltà a respirare. Dopo qualche minuto di riposo, la difficoltà a respirare è sparita e rimane solo un po’ di dolore in sede.

A volte, a causa di queste cadute su superfici dure come quella del ghiaccio, si sviluppano importanti lividi che possono essere riassorbiti più velocemente con qualche applicazione di tecarterapia, ultrasuoni e / o laser ad alta potenza.

Dolore dietro la schiena: altezza polmoni

Tale condizione deve essere esaminata con cura perché potrebbe nascondere qualche causa ben più grave di un problema muscolo scheletrico. Quindi la prima cosa da fare è andare dal proprio medico di base affinché possa scongiurare l’interessamento di altri distretti come i polmoni stessi, e non appena ritiene che la patologia sia di carattere muscolo scheletrico ci si reca dal fisioterapista.

I polmoni si estendono su gran parte del tratto dorsale. Spesso quando ci si riferisce ad “altezza polmoni” si intende l’apice dei polmoni che si trova più o meno a livello clavicolare. Per quanto riguarda il sistema muscolare, in quella regione possono essere implicati il muscolo succlavio, i muscoli del collo come i muscoli scaleni e lo sternocleidomastoideo, oppure muscoli del cingolo scapolare come il trapezio (in particolare i fasci superiori). Esistono dei test specifici per capire quale sia il muscolo interessato, ad esempio per quanto riguarda i muscoli trapezi, uno degli esami differenziali più semplici è quello di far alzare le spalle al paziente contro la resistenza del fisioterapista.

Nel caso in cui tale sforzo evocasse dolore, si tratta dei fasci superiori del trapezio altrimenti il dolore in prossimità di quel muscolo ha origine in un'altra struttura come la cervicale oppure la spalla. Non sempre il dolore indica la sede infiammata o lesionata. Pensa che un medico, molti anni fa esegui uno studio per capire quali fossero i punti in cui si irradiava il dolore dei dischi intervertebrali del tratto cervicale. Senza sottoporre i pazienti ad anestesia (gli servivano svegli affinché potessero dargli indicazione sul dolore!) stimolò i dischi intervertebrali con un ago e vide che irradiavano dolore al centro delle scapole!

Quindi ogni volta che soffri di dolore in messo alle scapole, o nel loro margine mediale (quello più vicino alle vertebre) chiediti se sei stato troppe ore con il collo flesso per lavorare la pc o per vedere il cellulare perché se non sei stato in palestra qualche ora prima, è difficile che i muscoli romboidi possano evocare dolore.

 

Dolori alla schiena connessi alla respirazione: la polmonite

Una delle patologie degli organi interni che producono dolore alla schiena è la polmonite.

Come suggerisce il nome la polmonite è un’infiammazione dei polmoni, può riguardare un polmone solo oppure essere bilaterale. Questa patologia colpisce in particolare persone con età superiore ai sessanta anni o età inferiore ai 2 anni, oppure persone che si trovano debilitate. Può essere causata da agenti patogeni quali virus, batteri e funghi ma anche all’inalazione di particolari agenti chimici o da liquidi / frammenti di cibo.

La sintomatologia non è uguale per ogni caso, ma ha diverse sfumature a seconda di vari fattori che riguardano sia il paziente (anziano, pediatrico, maschio, femmina, patologie associate ecc…) che l’eziologia del problema (cioè la causa). Orientativamente, le persone affette da polmonite oltre ad avere dolore toracico associato a respiro o tosse, riportano anche alcuni, o tutti, dei seguenti sintomi:

  • Febbre;
  • Affanno e in alcuni casi vera e propria dispnea dopo normali attività di vita quotidiana;
  • Brividi;
  • Tosse ripetuta con tendenza al peggioramento;
  • Grave peggioramento a seguito di un semplice raffreddore.

Il dolore alla schiena nel caso di polmonite molto spesso è dato da un eccessivo sovraccarico dei muscoli inspiratori e espiratori che vengono reclutati in continuazione a causa della tosse. Quasi sempre il dolore viene avvertito nella fase finale della tosse, quella espiratoria, in cui lascia esce fuori dalla bocca.

La diagnosi della polmonite deve essere effettuata dal medico, è costituita da una serie di esami molto accurati che hanno lo scopo di individuare l’infiammazione polmonare e in particolare la causa che l’ha prodotta.

Anche in questo caso la fisioterapia può svolgere un ruolo determinante nel trattamento dei sintomi. Esistono delle particolari tecniche di fisioterapia respiratoria che sono fondamentali per accelerare i tempi di recupero del paziente.

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