Dito a Scatto Cause e Cure per la Tenosinovite Stenosante

Data pubblicazione: 28/05/2019
Ultimo aggiornamento: 07/06/2019

Dito a Scatto Cause e Cure per la Tenosinovite Stenosante

INDICE

Introduzione - Dito a Scatto Cause e Cure per la Tenosinovite Stenosante

Il dito a scatto, noto anche come “tenosinovite stenosante”, è una condizione infiammatoria che consiste in un restringimento della guaina che riveste i tendini delle dita della mano

Questa patologia, che colpisce principalmente le donne, è chiamata così perché, il soggetto che ne è vittima, rimane con la falange bloccata in flessione, e qualora volesse estenderla, ci riesce facendo uno scatto molto brusco e talvolta anche doloroso.

 

dito a scatto come si manifesta

Introduzione - Dito a Scatto Cause e Cure per la Tenosinovite Stenosante

Il dito a scatto, noto anche come “tenosinovite stenosante”, è una condizione infiammatoria che consiste in un restringimento della guaina che riveste i tendini delle dita della mano

Questa patologia, che colpisce principalmente le donne, è chiamata così perché, il soggetto che ne è vittima, rimane con la falange bloccata in flessione, e qualora volesse estenderla, ci riesce facendo uno scatto molto brusco e talvolta anche doloroso.

 

dito a scatto come si manifesta

Perché avviene lo scatto

I tendini della mano sono rivestiti da guaine, contenenti liquido sinoviale, che facilitano lo scivolamento dei tendini. Le guaine sono costituite da tanti anelli fibrosi, chiamati pulegge. In una condizione infiammatoria avvengono 2 episodi:

  • restringimento della guaina, soprattutto a livello delle pulegge, che provoca difficoltà, e spesso impedisce, il normale scorrimento del tendine;
  • il tendine reagisce alla compressione della guaina formando dei piccoli noduli, che contribuiscono a bloccare il suo movimento, causando il fastidioso rumore di scatto.

Caso clinico e cause

Valeria, una cameriera di 28 anni, si è rivolta in uno dei nostri CENTRI FISIOTERAPIA ITALIA perché gli è stato diagnosticata una tendinite stenosante al tendine flessore del pollice.

Il dito che ne è stato affetto è quello che Valeria usa per portare i vassoi, evidentemente negli anni l’uso eccessivo della prensione del pollice ha favorito l’instaurarsi della patologia. Nel corso della prima visita, in cui effettuiamo una valutazione globale del paziente, Valeria ci racconta in che modo si è instaurata la tenosinovite.

Dopo un periodo intenso di lavoro, ha iniziato ad avvertire dolore quando sforzava il tendine flessore del primo dito durante le ore lavorative (ad es. mentre teneva il vassoio). Un mattina si sveglia e ha notato che il suo dito si bloccava in flessione, e che solo con uno “scatto” riusciva a rimettere il dito esteso. Siccome che questa difficoltà di movimento compariva raramente nel corso della giornata e non le comportava problemi nelle attività di vita quotidiana, Valeria ha sottovalutato la sua condizione. Col passare delle settimane, il blocco del dito si faceva sempre più costante fino a quando non riusciva più ad estenderlo autonomamente.

A questo punto Valeria è andata in visita da un ortopedico il quale le ha consigliato di tentare di rimuovere i sintomi con un ciclo fisioterapico, e se quest’ultimo non avesse avuto successo avrebbe operato.

 

dito a scatto come si cura

In cosa consiste l'intervento chirurgico per il dito a scatto

La fisioterapia è sicuramente il trattamento più consigliato in particolare nelle prime fasi della patologia. Oltre alla terapia fisica e alla terapia mio-fasciale, per evitare l’intervento alla mano, la fisioterapia è molto utile nel post intervento chirurgico. Purtroppo qualche caso arriva ad essere operato dall’ortopedico per il dito a scatto. L’intervento è eseguito in anestesia locale e Day Hospital, e mediante un piccolo taglio alla base del dito ha lo scopo di liberare il tendine patologico attraverso la sezione della puleggia. In alcuni casi è possibile trattare la patologia in endoscopia, eseguendo l’intervento attraverso due piccoli fori alla base del dito. Ovviamente è sempre un intervento chirurgico, in cui si sezionano tessuti corporei con il rischio che si formino aderenze cicatriziali.

Cure e ciclo fisioterapico

In un primo momento la tenosinovite è stata trattata con:

  • Ultrasuoni,
  • Laser ad alta potenza,
  • Tecarterapia applicata in modalità capacitiva ma dopo aver effettuato 5 sedute i sintomi non si erano ridotti minimamente.

Sicuramente il fatto che Valeria abbia continuato a lavorare e quindi a sforzare il tendine, durante le terapie, non ha agevolato la guarigione, però, vista la mancanza di risultati abbiamo deciso di dare stimoli biologici differenti sostituendo gli ultrasuoni e la laser terapia con l’ipertermia, un macchinario che cede una maggiore quantità di energia, e molto adatto a patologie tendinee croniche (che persistono per più di tre settimane).

Sin dalla prima seduta di laserterapia con ipertermia Valeria ha avuto un discreto miglioramento, per questo abbiamo deciso di procedere in questo modo. Dopo due settimane, Valeria ci ha riferito una diminuzione della sintomatologia algica da un punteggio iniziale di 9/10 a 3/10, e dopo 3 settimane non ha più avvertito lo “scatto”. Abbiamo continuato le sedute con minore frequenza, per stabilire i risultati ottenuti.

I CENTRI FISIOTERAPIA ITALIA, sono forniti di tutte le migliori tecnologie, e giorno dopo giorno, questo network si dimostra sempre di più un’opportunità e una garanzia di successo per noi fisioterapisti e per i nostri pazienti.

 

 

Autori

Luca Luciani

Dott.re in Fisioterapia

Fisioterapista, Imprenditore nel settore sanitario e Business Coach.

Dopo la laurea in fisioterapia, ha approfondito le sue conoscenze studiando osteopatia e terapia manuale. Si è specializzato frequentando i corsi di:

  • Maitland,
  • Cyriax,
  • Mulligan,
  • McKenzie,
  • Neurodynamic Solutions.

Ha frequentato aule con docenti internazionali come:

  • Jill Cook,
  • Michael Shacklock,
  • Gwen Jull,
  • Paul Hodges della University of Queensland
  • Shirley Sahrmann della Washington University di S. Louis.

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