Il fisioterapista, chi è, cosa fa e come può aiutarti

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Introduzione - Il fisioterapista, chi è, cosa fa e come può aiutarti

Tutti nella vita abbiamo avuto bisogno di un bravo fisioterapista, per noi stessi o per qualcuno a noi caro.
Per te che stai leggendo ti auguro di non aver più bisogno di noi fisioterapisti nel futuro.
O meglio ti auguro di non soffrire più di mal di schiena, di non avere più traumi quando giochi o ti alleni, di non soffrire più delle patologie che hanno bisogno del fisioterapista per recuperare o migliorare la condizione fisica.

In ogni caso devi sapere che il tuo fisioterapista non fa solo trattamenti riabilitativi e massaggi, si occupa anche di prevenzione e di aumento delle performance motorie, lavorando sulle disfunzioni di movimento.
In realtà fa molto di più e per questo
è giusto che tu conosca tutte le principali tecniche e metodiche che il fisioterapista può mettere a disposizione per te se malauguratamente il mio augurio di poc'anzi non si riveli efficace.

Introduzione - Il fisioterapista, chi è, cosa fa e come può aiutarti

Tutti nella vita abbiamo avuto bisogno di un bravo fisioterapista, per noi stessi o per qualcuno a noi caro.
Per te che stai leggendo ti auguro di non aver più bisogno di noi fisioterapisti nel futuro.
O meglio ti auguro di non soffrire più di mal di schiena, di non avere più traumi quando giochi o ti alleni, di non soffrire più delle patologie che hanno bisogno del fisioterapista per recuperare o migliorare la condizione fisica.

In ogni caso devi sapere che il tuo fisioterapista non fa solo trattamenti riabilitativi e massaggi, si occupa anche di prevenzione e di aumento delle performance motorie, lavorando sulle disfunzioni di movimento.
In realtà fa molto di più e per questo
è giusto che tu conosca tutte le principali tecniche e metodiche che il fisioterapista può mettere a disposizione per te se malauguratamente il mio augurio di poc'anzi non si riveli efficace.

Fisioterapia Neurologica (riabilitazione neurologica)

Spesso i pazienti pensano che tutti i fisioterapisti hanno la stessa esperienza e formazione clinica (medical expertise) o sappiano lavorare con la stessa padronanza su pazienti ortopedici come sui pazienti neurologici.

"Non è così!!"

Questa è una prima distinzione che devi conoscere.

Sia nel percorso di studi universitari che per le specializzazioni post laurea un fisioterapista può avere un profilo più orientato all’ambito neurologico piuttosto che in quello ortopedico.

Per un paziente è importante sapere che normalmente i fisioterapisti con profili con vocazione più neurologica, si trovano in particolare nei centri di riabilitazione neurologica accreditati dalle Regioni come la ULSS4 o negli ospedali e centri di ricerca come l’Humanitas di Milano dove è presente un reparto di neurologia e neurochirurgia o nei centri e Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) come il Santa Lucia di Roma.

Le patologie neurologiche hanno spesso percorsi di riabilitazione lunghi che a volte diventano parte integrante della vita dei pazienti, per questo i pazienti stessi scelgono e vengono indirizzati a preferire centri le cui prestazioni vengono erogate a carico del SSN (sistema sanitario nazionale).
La fisioterapia è di supporto e molto spesso pilastro del percorso di trattamento e cura di tutte le patologie neurologiche, nelle persone adulte come nei bambini.
Le patologie che il fisioterapista può prendere in carico insieme all’equipe di riabilitazione sono quelle le malattie neurologiche o sistemiche che provocano disturbi del SNC (sistema nervoso centrale) o del SNP (sistema nervoso periferico) come:

  • Sclerosi multipla
  • SLA (Sclerosi laterale amiotrofica)
  • malattie cerebrovascolari (ictus o stroke ischemico e emorragico)
  • Alzheimer
  • Parkinson
  • Malattie ederodegenerative
  • Patologie infiammatorie-infettive(che coinvolgono primariamente o secondariamente il SNC)
  • Malattie il sistema nervoso periferico (polineuropatie, miastenia, miopatie)
  • Traumi cranici e lesioni midollari
  • Patologie Neurologiche dell’età pediatrica ( paralisi cerebrale infantile, idrocefalo, plagiocefalia)
  • Malattie genetiche che coinvolgono il sistema nervoso anche in età pediatrica:

- Fibrosi Cistica

- Malattia di Huntington

- Sindrome di Down

- Distrofia Muscolare di Duchenne

- Anemia Drepanoticitica

- Distrofia Muscolare di Becker

- Sindrome di Noonan

- Talassemia

- Sindrome di Bloom

 

Per far fronte a queste patologie i “fisioterapisti con specializzazione in riabilitazione neurologica” utilizzano e si formano in diversi ambiti:

Quindi riassumendo e completando la disamina, grazie a queste competenze il fisioterapista può seguire con efficacia pazienti affetti da vasculopatie cerebrali, come ictus che comportano al paziente quadri clinici di emiplegia e emiparesi.
Il Morbo di Parkinson e altri disturbi del movimento come parkinsonismi, corea e tremori.
Disturbi dell’equilibrio come l’Atassia, Malattie neuro-muscolari, Sclerosi multipla,varie forme di Neuropatie, Paraplegie e Tetraplegie, SLA (Sclerosi laterale amiotrofica),Polinevriti infettive, Miopatie,Paralisi cerebrali infantili, Malettie genetiche, Traumi cranici, Postumi da interventi di neurochirurgia, Tumori cerebrali.

Questa incredibile varietà di patologie e la diversa complessità dei casi clinici che il fisioterapista si trova ad affrontare richiedono al fisioterapista di formarsi in modo continuo.
Più precisamente oltre che continuare la sua formazione post laurea con corsi sulla riabilitazione neurologica il fisioterapista deve avere dimestichezza con la ricerca e la letteratura scientifica relativa alla neuro-riabilitazione, attraverso l’uso banche dati internazionali come PubMed.

 

Fisioterapia Ortopedica (riabilitazione ortopedica)

Questa branca della fisioterapia sembra quella di più semplice comprensione ma purtroppo non è così.

La fisioterapia e la riabilitazione ortopedica al loro interno hanno diversi tipi di approcci terapeutici, metodi, strumenti e tecnologie.

Questo spesso confonde il paziente, per dirla tutta anche gli ortopedici a volte, così abbiamo deciso di creare una distinzione per fare chiarezza sull’argomento.

Il paziente va dal fisioterapista solo quando ha dolore, purtroppo, oppure dopo un intervento chirurgico o dopo un trauma.
Quindi possiamo dividere i pazienti che accedono alle cure del fisioterapista in due categorie: quelli con un dolore spontaneo e con dolore non spontaneo.

Dolore spontaneo e fisioterapia

Il dolore spontaneo è quello che si manifesta in assenza di un trauma diretto sulla zona. L’insorgenza del dolore può essere rapida o più graduale a seconda dello stato della patologia e dal meccanismo che genera il dolore.

Il mal di schiena, dolore al collo, epicondilite o un dolore dietro al ginocchio, possono essere causati da problemi di sovraccarico funzionale, problemi posturali, alterazioni anatomiche o fisiologiche e patologie sistemiche.

Come fa un fisioterapista a capire da cosa generato il dolore?

Premesso che il fisioterapista non da diagnosi medica ma solo di tipo funzionale, attraverso una serie di anamnesi e una serie specifica di test può individuare l’origine dei segni clinici e dei sintomi del paziente.

Facciamo un esempio: un paziente arriva all’osservazione del fisioterapista con una diagnosi di lombalgia fatta dal medico con una risonanza magnetica che presenta una protrusione discale L5-S1.

A questo punto il fisioterapista deve capire se il dolore riferito dal paziente deriva direttamente dalla protrusione evidenziata dal quadro radiologico.

Come sappiamo la presenza di una protrusione del disco, è una condizione anatomica diffusa nella popolazione al di sopra dei 40 anni di età e che non rappresenta sempre la vera causa del dolore alla schiena.

Il dolore lombare ha infatti numerose cause ed è necessario individuare precisamente quale o quali cause producono il dolore.

Le cause del dolore lombare possono essere: 

 

In questo esempio abbiamo messo in evidenza quali sono le principali cause di dolore alla schiena.
Sono così tante che stimolano riflessioni e domande su come sia possibile che un fisioterapista possa orientarsi in tutto questo.

Come fa il fisioterapista a sapere su quale livello o struttura lavorare?

Come fa a capire se un dolore è causato da patologie organiche non di sua competenza?

Quali sono le tecniche e gli strumenti che ha a disposizione per aiutare il paziente?

La valutazione del fisioterapista in terapia manuale

La valutazione del fisioterapista è alla base di tutti percorsi terapeutici.

Troppo spesso il paziente finisce sul lettino senza aver fatto una valutazione.

"La Terapia Manuale Ortopedica" (OMT) è una specializzazione della fisioterapia per il trattamento delle patologie neuro-muscolo-scheletriche, basata sul ragionamento clinico, che utilizza approcci di trattamento altamente specifici, i quali includono le tecniche manuali e gli esercizi terapeutici, ed è guidata dalle prove di efficacia cliniche scientifiche disponibili e dalla struttura biopsicosociale di ogni singolo paziente”.

Il fisioterapista specializzato in terapia manuale esegue una valutazione seguendo i seguenti principi:

  • il ragionamento può essere definito come il processo cognitivo che porta il fisioterapista a prendere le decisioni cliniche.
    Per questo il fisioterapista raccoglie informazioni e dati in ogni domanda e test che viene realizzato durante la valutazione.
    Questo porterà il fisioterapista a produrre nella sua mente una serie di ipotesi sullo specifico caso clinico che, andrà a confermare fino a definire e realizzare un piano terapeutico dedicato per ogni paziente.
  • lo schema mentale da utilizzare è un modello aperto, per il quale è importante sviluppare una mentalità flessibile e senza preconcetti alla ricezione dell’informazione.
    Come faceva il Dr.House, nella omonima serie televisiva.

Per capire meglio il concetto di ragionamento clinico del fisioterapista si utilizza la metafora del "brick wall".
Un muro di mattoni, che consente il passaggio di informazioni ma separa il lato teorico (idea della patologia) e quello clinico (il riscontro fornito dai test, dai segni e dalle domande).
All’interno del processo di valutazione e di trattamento il fisioterapista prende in considerazione i due lati del muro di mattoni per generare le ipotesi, definire le precauzioni, le controindicazioni, pianificare il trattamento e stabilire una prognosi.

L'idea del “brick wall” è parte integrante del concetto Maitland, ma anche altri approcci di terapia manuale come il Mulligan, il Mckenzie e di tutti master universitari di terapia manuale svolti nelle università italiane.

Anche approcci di terapia manuale con un approccio più miofasciale come il Metodo Stecco seguono schemi di ragionamento clinico simili a quello descritto.

La terapia manuale consiste in un ampia serie di mobilitazioni e manipolazioni, in cui il fisioterapista gestisce movimenti precisi orientato a ridurre il dolore, aumentare l’escusione di movimenti articolari, ridurre o eliminare gli edemi del tessuto connettivo, migliorare l’elasticità e la capacità di contrazione del tessuto muscolare.

Le tecniche di terapia manuale non vanno confuse con la classica Kinesiterapia, perché seguono un razionale completamente differente e sono soggette ad un alta variabilità a seconda del caso clinico e del momento terapeutico. Variabilità che va dal tipo di tecnica, alla direzione e all’intensità della forza applicata.

In alcuni casi il fisioterapista può utilizzare, insieme alle tecniche di terapia manuale e all’esercizio terapeutico, anche il supporto dei mezzi fisici:

Ad esempio nelle tendinopatie l’utilizzo delle onde d’urto, risulta particolarmente efficace per la soluzione di queste patologie.
Rimane chiaro il fatto che, ogni dolore spontaneo di questo tipo è sempre legato ad un sovraccarico funzionale, il fisioterapista deve sempre avere una visione d’insieme i non limitarsi al quadro locale del sintomo.

Per rimanere nel tema delle tendinopatie è facile capire come ad esempio un problema al tendine di achille possa essere causato dall’appoggio del piede, che a sua volta possa subire interferenze funzionali negative da parte di altri distretti corporei come ad esempio, l’anca, il ginocchio o la colonna.

Il corpo umano e il suo movimento è come un’orchestra. Ogni distretto corporeo composto da ossa, legamenti, nervi e sistema mio-fasciale deve fare la sua parte, suonare il suo spartito.

Il direttore d’orchestra è sicuramente il snc (sistema nervoso centrale) ma il fisioterapista attraverso i suo lavoro può dare un supporto a tutta l’orchestra, lavorando per il miglioramento delle performance di ogni distretto anatomico e sull’efficenza del sistema nervoso, sia centrale che periferico.

 

Dolori non spontanei (riabilitazione post traumatica e post chirurgica)

Quando il paziente subisce un infortunio o si sottopone ad un intervento chirurgico l’approccio del fisioterapista cambia l’utilizzo della terapia manuale (quella spiegata poc’anzi) può essere di supporto solo nelle fasi avanzate del percorso riabilitativo.

La riabilitazione post traumatica e post chirurgica possono essere divise in 5 diverse fasi, che possono sovrapporsi nei tempi, nella programmazione del piano riabilitativo, ma che hanno finalità specifiche:

1-controllo del dolore e dell’infiammazione

2-recupero dell’articolarità e del movimento

3-rinforzo muscolare

4- miglioramento della propriocezione

5-recupero funzionale e del gesto motori.

Il fisioterapista, concorda con il medico le attività relative alle 5 fasi e in base al momento terapeutico, inserisce all’interno del programma riabilitativo, le diverse tecniche, metodologie o tecnologie che ha a disposizione per favorire un recupero veloce e sicuro, delle attività motoria del paziente.

Nelle fasi acute postraumatiche come nelle primi giorni dopo un intervento chirurgico il programma di riabilitazione si focalizzerà maggiormente sulle fasi 1 e 2 (controllo del dolore e dell’infiammazione e recupero dell’articolarità e del movimento).

In queste prime fasi il fisioterapista oltre alla crioterapia, utilizza all’occorrenza mezzi fisici come laser, tecarterapia, ultrasuoni, elettroterapia, magnetoterapia.

Nella fasi più avanzate della riabilitazione, dalla fase 3 alla 5 (rinforzo muscolare, miglioramento della propriocezione, recupero funzionale e del gesto motorio), vengono inseriti progressivamente inserite tecniche riabilitative ed esercizi specifici per ogni fase come:

  • il rinforzo muscolare selettivo
  • gli esercizi funzionali
  • la ginnastica propriocettiva

in tutte le fasi terapeutiche è possibile anche abbinare delle tecniche di massaggio.

  • il massaggio terapeutico che è a sua volta diviso in diverse tecniche o metodi che il fisioterapista può mettere in atto in relazione al quadro clinico.

 

 

 

Analisi della postura e del movimento

La tecnologia è sempre più presente nel mondo della fisioterapia e della riabilitazione. Oltre ai mezzi fisici, utilizzati per il controllo del dolore e per la riduzione dell’infiammazione, le nuove tecnologie ci mettono a disposizione strumenti per la valutazione della postura, la valutazione del movimento e per la prevenzione degli infortuni.

Come già argomentato precedentemente, un dolore che si manifesta in una zona del corpo, può essere causa da un problema funzionale più ampio e non specifico ad esempio di singola articolazione.

Il fisioterapista attraverso la terapia manuale e i mezzi fisici interviene sulla fase acuta ma è necessario approfondire il motivo per il quale quella zona è andata in sovraccarico funzionale e prevenire le recidive.

Le tecnologie messe a disposizione dall’ingegneria biomedica per la valutazione del paziente in fisioterapia e in riabilitazione sono:

  • esame baropodometrico
  • treadmill per analisi del passo
  • gateanalisis
  • valutazioni posturali computerizzate
  • valutazione isocinetica e isogonica
  • biofeedback elettromiografici.

Molti di questi strumenti oltre a fornire un dei dati per programmare il percorso riabilitativo, possono essere utilizzati come strumenti di trattamento.

I ricercatori di tutto il mondo sono concordi: il movimento, quindi l’esercizio terapeutico e riabilitativo, sono ad oggi la principale cura per le patologie muscolo scheletriche.

L’esercizio però come un farmaco deve essere, consigliato con precisione, dosato e cambiato al cambiare dei sintomi e del quadro clinico, il fisioterapista è il professionista sanitario che capace di valutare, affiancare e seguire il paziente in tutto il percorso terapeutico.

 

L’Osteopatia, una pratica sanitaria

l'osteopatia ha avuto un importante diffusione in Italia e nel mondo.

L’osteopata grazie alla sua visione globale e alle numerose tecniche manuali ha affascinato l’immaginario collettivo, facendosi spesso preferire al fisioterapista.

Ma chi è l’osteopata e cosa fa di diverso dal fisioterapista?
Parliamoci chiaramente: è solo una questione di approccio e di metodo.

L’osteopatia utilizza molte tecniche manuali usate dal fisioterapista, in particolare sulle patologie dell’apparato muscolo scheletrico ma lo fa con un intenzione clinica diversa. Inoltre utilizza tecniche cranio-sacrali e viscerali il una visione sicuramente più olistica dell’individuo.

La cosa più importante da sapere non è quella di capire che un osteopata è meglio o peggio del fisioterapista, la cosa più importante da sapere che l’osteopatia non è ancora una professione con una chiara regolamentazione anche dopo il DDL Lorenzin del 2017.

Oggi in Italia può dichiararsi osteopata chi ha studiato in università inglese per 5 anni a tempo pieno, ma purtroppo anche chi ha frequentato una delle tante pseudo scuole di osteopatia che si svolgono nei week end.

Per questo è necessario fare molta attenzione quando si sceglie un professionista. Il consiglio è quello accertarsi del fatto che, l’osteopata, oltre a dichiararsi tale, sia anche in possesso di un titolo abilitante alla professione sanitaria, un fisioterapista laureato (attenzione è la professione in assoluto con il più alto numero di abusivi) o un medico. Si perché chi ha un problema di salute, un dolore o un sintomo, è un paziente e come tale deve essere seguito da un professionista sanitario, non da un altro cittadino che ha seguito corsi durante i fine settimana che dice di essere un osteopata.

L’ostepata deve essere anche fisioterapista.

L’albo dei fisioterapisti e i nuovi processo in atto volti alla regolamentazione di questo settore, daranno sicuramente al cittadino gli strumenti di verifica per non capitare nelle mani sbagliate, nel frattempo, fate attenzione!

Altre specializzazioni del fisioterapista

L’obiettivo di questo articolo di spiegare chi è e cosa fa un fisioterapista è stato raggiunto parzialmente. Esistono infatti altre specializzazioni, nicchie e passioni che non abbiamo fin ora menzionato.

Mal di testa, riabilitazione vestibolare, riabilitazione visuo-posturale, riabilitazione del pavimento pelvico, fisioterapia dermato funzionale, sono solo un elenco parziale di particolari ambiti in cui la fisioterapia si sta spingendo nell’ottica di fornire sempre un servizio clinici migliori per pazienti.

Alcune specializzazioni, come la riabilitazione sportiva ad esempio sono più note di altre, per questo l’impegno editoriale del futuro sarà orientato a far emergere anche le specializzazioni della fisioterapia meno conosciute.

Autori

Luca Luciani

Dott.re in Fisioterapia

Fisioterapista, Imprenditore nel settore sanitario e Business Coach.

Dopo la laurea in fisioterapia, ha approfondito le sue conoscenze studiando osteopatia e terapia manuale. Si è specializzato frequentando i corsi di:

  • Maitland,
  • Cyriax,
  • Mulligan,
  • McKenzie,
  • Neurodynamic Solutions.

Ha frequentato aule con docenti internazionali come:

  • Jill Cook,
  • Michael Shacklock,
  • Gwen Jull,
  • Paul Hodges della University of Queensland
  • Shirley Sahrmann della Washington University di S. Louis.

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