MAGNETOTERAPIA

MAGNETOTERAPIA

La Magnetotetarapia è un campo magnetico e l’utilizzo dei campi magnetici a scopo terapeutico ha un’origine antica come la storia della medicina.
Nel VI secolo d.C. il magnete veniva annoverato come strumento chirurgico per estrarre corpi estranei metallici ma già in precedenza Ippocrate, il padre della Medicina, utilizzava la magnetite per la cura di patologie tra cui le patologie ostetriche e intestinali.

Più recentemente, il macchinario americano brevettato dal dott. Elisha Perkins nel 1776 per il trattamento del dolore, potrà essere considerato il primo macchinario “moderno” che utilizza campi magnetici a scopo terapeutico.

Come funziona la magnetoterapia

Le calamite sono dei materiali che hanno la proprietà di attirare elementi ferrosi. Questo stesso effetto, scoprì Hans Cristian Oersted nel 1820, può essere creato artificialmente da un filo percorso da una corrente elettrica.

Variando la direzione della corrente si avrà un cambiamento della polarità del campo magnetico creato e, cambiandone l’intensità, si avrà una proporzionale variazione.
Quando il filo percorso da corrente viene avvolto in una bobina si realizza quello che tecnicamente si chiama solenoide. Quest’ultimo ha la caratteristica di amplificare il campo in virtù del numero di avvolgimenti con il quale è stato realizzato.

Il campo magnetico, a seconda del materiale con il quale interagisce, produrrà un effetto di attrazione, neutro o di repulsione. Ad esempio l’acqua, che troviamo abbondantemente nel corpo umano, viene respinta dal campo magnetico.

Alcune sostanze sono inerti al campo e alcune sostanze vengono debolmente attratte dal campo magnetico.
Tra queste troviamo l’emoglobina, che ha l’importante funzione di trasportare il sangue, e alcuni enzimi che sono molecole complesse e servono a facilitare le reazioni chimiche.

Come già accennato, in virtù della forma, dell’intensità e della direzione della corrente che attraversa il filo, si genereranno campi magnetici differenti e differenti saranno anche gli effetti terapeutici.

Il segnale rettangolare, denominato anche segnale di Bassett, in onore di uno studioso che negli anni settanta fece diversi studi sull’utilizzo della magnetoterapia, crea all’interno del corpo umano delle correnti che, come vedremo in seguito, trovano elettiva indicazione ne ritardi di consolidazione delle fratture e nelle pseudoartosi.

Il segnale sinuosoidale ha come indicazione l’incremento del metabolismo e della risposta antinfiammatoria e il segnale a doppia semionda, trova come indicazione la formazione di nuovi capillari utile nelle patologie occlusive del circolo arterioso.

Le frequenze utilizzate in magnetoterapia (CEMP) vanno dai 50 ai 100 Hz.

Come si realizza un’applicazione di magnetoterapia

magnetoterapiaL’applicazione di magnetoretapia è estremamente semplice.
Al paziente viene applicato il solenoide che può avere la forma di un cilindro, dove il paziente infila la parte del corpo da trattare, o può avere la forma di due placche circolari o aventi la forma di parallelepipedi che si mettono ai lati opposti dell’area che si vuole trattare al fine di creare un campo magnetico che sia la risultante dei due.

Esistono infine alcuni tipi di apparecchiature che hanno sviluppato dei solenoidi specifici per le aree che si desidera trattare.

La durata dell’applicazione è estremamente variabile. Si può passare dai 30-40 minuti a diverse ore e dipende dalla patologie e dal segnale che si utilizza.

Quando è indicata la megnetoterapia

magnetoterapia gamba

L’indicazione che ha reso famosa la magnetoterapia è sicuramente il trattamento delle fratture. Questo può essere eseguito sia con apparecchiature che erogano il segnale di Bassett e sia con le apparecchiature che erogano il segnale sinusoidale.

Va considerato che le fratture guariscono spontaneamente, se correttamente allineate, mediante l’immobilizzazione.
Pertanto, il trattamento con CEMP, va considerato in maniera elettiva, nei pazienti che presentano un alterato metabolismo dell’osso, come ad esempio l’osteoporosi, e nelle fratture che tendono per le caratteristiche dell’osso, a non consolidare. La frattura dello scafoide è una di queste. I ritardi di consolidazione e le pseudoartrosi si possono verificare quando vi è distanziamento tra i capi della frattura o un mal allineamento degli stessi. Anche in questo caso la magnetoterapia risulta indicata.

Un’altra patologia che può trarre vantaggio dalla magnetoterapia è l’osteocondrosi. In questa patologia assistiamo ad una serie di alterazioni degenerativo-necrotiche che possono colpire diversi distretti ossei. Siccome queste patologie sono prodotte da un deficit di apporto di sangue all’osso è ragionevole trattarle con i campi magnetici a doppia semionda per i loro effetti rivascolarizzanti. Nell’osteoporosi il trattamento con magnetoterapia può essere coadiuvante alla terapia farmacologica.

I campi magnetici possono essere utilizzati anche nel trattamento delle CRPS (Complex Regional Pain Syndrome), meglioconosciute anche come algodistrofie e nell’artrosi. I CEMP possono essere vantaggiosamente utilizzati nel trattamento biostimolante di ustioni e decubiti.

Controindicazioni della magnetoterapia

Il trattamento con magnetoterapia (CEMP) non può essere effettuato in pazienti portatori di pacemaker, nei pazienti oncologici e in gravidanza. La presenza di mezzi di sintesi metallica non pone in essere una controindicazione al trattamento con CEMP in quanto non vi è un effetto di surriscaldamento dei mezzi di sintesi stessi.

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