IPERTERMIA

IPERTERMIA

L’ipertermia è un mezzo fisico che fu sviluppato in ambito oncologico negli anni 70 e trova tutt’ora applicazione nel trattamento di alcune forme oncologiche in associazione ad altri approcci terapeutici.

Cosa è l’ipertermia

L’osservazione di base che portò gli scienziati a sviluppare le apparecchiature d’ipertermia fu che, molte categorie di cellule tumorali, sono termosensibili, ciò significa che se sottoposte a riscaldamento muoiono. Per questa ragione si decise di creare degli apparati che fossero in grado di surriscaldare in maniera omogenea e selettiva alcune parti all’interno del corpo per distruggere le cellule tumorali.

Il nome che è stato dato all’apparato che produceva questo effetto era Ipertermia, proprio per sottolineare l’incremento di temperatura che produce all’interno dei tessuti che costituiscono il corpo umano.

In fisioterapia non utilizziamo l’ipertermia per “bruciare” le cellule ma utilizziamo un moderato riscaldamento per ottenere degli effetti terapeutici che vedremo dettagliatamente più avanti.

Come funziona l’ipertermia

Per comprendere come funziona un apparato di Ipertermia fisioterapica, o come dicono alcuni ipertermia riabilitativa, è necessario avere alcune semplici nozioni tecniche sul funzionamento della macchina. Per semplicità possiamo dividere l’apparato in due parti:

Come vedremo l’interazione tra queste due parti è quella che produce l’effetto dell’Ipertermia ovvero il riscaldamento localizzato e controllato della parte del corpo che vogliamo trattare.

Le sorgenti di microonde hanno la caratteristica di riscaldare in profondità il tessuto corporeo.

Quando invece si pone a contatto con la pelle un oggetto, che sia caldo o freddo, l’effetto riscaldante o raffreddante si avrà solo per pochi millimetri.
Con un esempio verrà ulteriormente chiarito come le due parti possono interagire per produrre l’effetto terapeutico.
Immagina che una persona abbia un problema ad un muscolo che si trova a 2 centimetri di profondità e per trattarlo vantaggiosamente si avesse bisogno di portare la parte ad una temperatura terapeutica di 41 gradi, una borsa dell’acqua calda non potrebbe espletare questo effetto perchè, come già detto, esaurisce il suo effetto in un minimo spessore e il calore non arriverebbe alla profondità dove si trova la patologia.

Per trattare una patologia così profonda è più funzionale utilizzare una sorgente di microonde che riesce a scaldare in profondità la parte che viene irradiata. Il riscaldamento prodotto può arrivare fino a diversi centimetri di profondità. Ovviamente questo riscaldamento avrà un andamento decrescente man mano che si scende in profondità. Ad esempio si potrebbe avere 48 gradi sulla pelle, 44 gradi ad un centimetro di profondità e 41 a due centimetri.
In questo modo si riuscirebbe a portare alla temperatura desiderata il muscolo che si trova a 2 centimetri ma si avrebbe il problema che 48 gradi sulla pelle possono essere sgradevoli e determinare effetti non desiderati.

Per questa ragione gli scienziati hanno messo un bolus, ovvero un sacchetto di acqua raffreddante sulla superficie della pelle.
In questo modo si ha la possibilità di abbattere il riscaldamento superficiale e allo stesso tempo di avere un riscaldamento profondo.

L’ipertermia e la sicurezza

L’ipertermia è sicura perché l’intero processo di riscaldamento mediante le microonde e di raffrenamento attraverso il bolus, è monitorato e gestito attraverso un computer contenuto all’interno della macchina.
Questo computer riceve informazioni dettagliate e continue da una serie di termometri digitali che monitorano la temperatura delle pelle e quella dell’acqua contenuta nel bolus.

Come si realizza un’applicazione con Ipertermia

Per realizzare correttamente un’applicazione di ipertermia è necessario valutare il paziente per comprendere a quale profondità si trova il problema.
In questa valutazione il fisioterapista non si deve limitare a localizzare il problema, ciò può essere fatto tramite test manuali ortopedici eventualmente integrati con ecografie, radiografie o Risonanze Magnetiche, ma deve anche adattare i parametri in funzione delle caratteristiche corporee del paziente.
I tendini della spalla di una ballerina saranno meno profondi di quelli di una persona che farà sollevamento pesi e quindi, pur avendo lo stesso problema, le impostazioni dei parametri che individuano la profondità del trattamento, saranno differenti.

Successivamente il fisioterapista imposta l’intensità del trattamento che coincide con la temperatura desiderata all’interno del tessuto da trattare.

Anche la durata della seduta, che va in genere dai 20 ai 30 minuti, determina l’intensità del trattamento.
Questo perché si può stimolare per poco tempo con alta temperatura oppure si può impostare un tempo più lungo con temperature più moderate.

E’ estremamente importante che il paziente acquisisca una posizione confortevole durante il trattamento in quanto, durante la seduta, dovrà rimanere immobile.

In alcuni casi, durante il trattamento iperterminco, si può verificare dolore che va gestito dal fisioterapista.
Lievi dolori sono concessi durante l’applicazione mentre dolori intensi necessitano di un adattamento dei parametri. Il significato di questo dolore è che il tessuto è ancora troppo infiammato e non riesce a tollerare lo sbalzo termico al quale è stato sottoposto. Molto più spesso il fastidio lamentato dal paziente durante l’applicazione è dovuto ad una posizione non perfettamente confortevole.

Effetti terapeutici dell’ipertermia

A questo punto, dopo aver compreso come funziona un apparato d’ipertermia, si può passare a quelli che sono gli effetti terapeutici.

L’incremento di temperatura genera un aumentato afflusso di sangue utile nelle patologie degenerative e nelle patologie croniche.

Il calore aumenta l’estensibilità del collagene (le fibre che compongono tendini e capsule articolari) ed è quindi utile come preparazione all’esercizio terapeutico di allungamento.

Infine il calore aumentando il metabolismo incrementa la velocità a cui possono avvenire i processi di guarigione.

Indicazioni per il trattamento con ipertermia

L’ipertemia trova indicazione elettiva nel trattamento delle patologie degenerative quali l’artrosi in quanto l’apporto di sangue costituisce un vero e proprio agente terapeutico.
Lo stesso dicasi per patologie quali le tendinosi e le tendinopatie. Può essere indicata nel trattamento delle contratture muscolari e nei traumi.

L’intensa accelerazione del metabolismo prodotta dall’ipertermia può essere utile nella gestione delle tendinopatie calcifiche e nelle calcificazioni che possono realizzarsi vicino alle articolazioni.

Controindicazioni per l'ipertermia

Non è possibile utilizzare l’ipertermia nella patologie in fase acuta altrimenti si potrebbe verificare una ulteriore acutizzazione del dolore.
Non è possibile utilizzare l’ipertermia nei soggetti portatori di metallo intratessutale (protesi articolari, neurostimolatori, pace-maker), nelle donne in gravidanza, in caso di insensibilità termica/dolorifica e nelle gravi insufficienze circolatorie in quanto il calore prodotto non può essere smaltito, e infine negli stati infettivi locali.
Una grave obesità può essere considerata una controindicazione relativa in quanto il grasso potrebbe non dissipare il calore erogato ed è opportuno prestare particolare attenzione alle possibili applicazioni nei bambini.

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