La nevralgia del pudendo

La nevralgia del pudendo

Introduzione - La nevralgia del pudendo

La nevralgia del pudendo, una malattia rara e invalidante, ancora poco studiata

Parlare della nevralgia del pudendo è difficile in Italia. Malgrado si tratti di una malattia rara che sembra colpire circa il 4% della popolazione, la Sindrome di Alcock, altro nome di questa patologia, non è ancora ritenuta dallo Stato una malattia, appunto, rara. Inoltre,  pur presentandosi come un male cronico è scarsamente considerato, sia dai medici che dalla ricerca scientifica e sono davvero in pochi ad occuparsene. Fra questi c'è il Dott. Franco Rosso, medico chirurgo, specialista in medicina fisica, riabilitazione, ossigenozono terapia, esperto in terapia nutrizionale e osteopatia, direttore sanitario del Centro Fisioterapico di Alba, con il quale ci addentriamo in questo argomento. Procedendo per gradi, il Dott. Rosso innanzitutto spiega che, ? il nervo pudendo ha origine dal midollo spinale e innerva il perineo e i genitali esterni, raggiunge il retto e si divide in due rami: il nervo perineale e il nervo dorsale del pene / del clitoride, a cui si deve anche l'erezione dei corpi cavernosi di pene e clitoride?.

Quando il nervo pudendo subisce un'alterazione del suo stato o una compromissione delle sue funzioni, allora cominciano i problemi. "In effetti, il nervo pudendo può essere soggetto a compressione o infiammazione " precisa il Dott. Rosso - che possono verificarsi all'improvviso, a causa di un trauma, oppure insorgere nel tempo, a seguito di movimenti ripetitivi e protratti o di posizioni sedute prolungate che ne favoriscono l'insorgenza. In alcuni casi - continua il medico - la Sindrome di Alcock può scatenarsi durante lo svolgimento di un'attività sportiva, come per esempio nel caso della Sindrome dei ciclisti, dovuta alla posizione sul sellino per molte ore, oppure comparire durante un rapporto sessuale, dopo un intervento chirurgico, o nella fase di post parto?.

E se il nervo pudendo s'infiamma? allora sono dolori! "Proprio così. I sintomi - puntualizza il Dott. Rosso - si manifestano con dolori acuti molto forti che si percepiscono nella regione pelvica, senza però riuscire a localizzarli con precisione. Si può avvertire bruciore, formicolio, intorpidimento, stiramento, la sensazione di punture o di freddo, la sensazione di un corpo estraneo nel retto. A volte, possono presentarsi disturbi durante la minzione, la defecazione o i rapporti sessuali, che negli uomini si tramutano in problemi di erezione. Il dolore peggiora da seduti - aggiunge - e si riduce, ma non sempre, restando in piedi per parecchio tempo. Soltanto da coricati nel letto i sintomi tendono ad alleviarsi."

Attualmente, la diagnosi della nevralgia del pudendo è molto complicata e non immediata, in quanto gli esami strumentali disponibili non consentono di riconoscere questa patologia con certezza. Il Dott. Rosso conferma che "per la diagnosi della sindrome si procede purtroppo per esclusione, prima di irritazioni da infezioni, poi di tumori e che solo a quel punto si rendono necessarie ulteriori esami specialistici".

In effetti, dai risultati dell'Indagine sulla Nevralgia del Pudendo condotta nel 2014 tramite questionario online dall'AINPU, Associazione Italiana Neuropatia del Pudendo, emerge che la maggior parte dei pazienti (53,9%) ha dovuto aspettare tra uno e cinque anni per sentirsi diagnosticare con certezza una sofferenza al nervo pudendo, mentre per il 17,5% ci sono voluti dai sei ai dieci anni e al 9,9% sono serviti addirittura oltre dieci anni di indagini, durante i quali i sintomi rilevati sono stati erroneamente associati per il 71% degli intervistati a stress, depressione, prostatite, ernie, interventi ginecologici e a numerose altre cause di varia natura.

In merito alle terapie affrontate, la maggioranza di coloro che soffrono di nevralgia del pudendo si è avvalsa, oltre che dei farmaci, soprattutto dell'osteopatia e della fisioterapia. "Per esempio, in questi casi la kinesiterapia attiva - spiega il Dott. Rosso - ripristina la funzionalità del nervo pudendo, "liberandolo" attraverso sedute ambulatoriali di rilassamento, contrazione e movimento dei muscoli di pube, coccige, pelvi, della zona lombosacrale e dell'anca, a cui vanno aggiunti esercizi da praticare a casa. Il trattamento di riabilitazione perineale, invece, agisce sul pavimento pelvico e sulla zona interessata dal dolore, che deve tornare a funzionare in maniera corretta. Con l'osteopatia si trattano le disfunzioni delle zone interessate e si agisce con il paziente sulle aderenze palpabili, "giocando" su rilassamenti e tensioni. Infine, anche la ionorisonanza ciclotronica endogena ripristina l'equilibrio ionico cellulare, mentre l'ossigeno ozono terapia può dare benefici in caso di conflitto sulle radici del nervo".

Dal report dell'AINPU emerge un altro dato sconsolante: l'impatto della nevralgia del pudendo sulla vita dei pazienti è tale da modificarne stili ed abitudini per ben il 73%, per quanto attiene agli aspetti fisici, relazionali, lavorativi ed economici. E' dunque auspicabile che in un prossimo futuro ci sia quell'attenzione verso questa patologia invalidante che porti quanto prima all'apertura di centri per il dolore pelvico con approccio multidisciplinare, al momento davvero molto rari in Italia. Affinché il grido di aiuto dei malati di nevralgia del pudendo non rimanga inascoltato.

Introduzione - La nevralgia del pudendo

La nevralgia del pudendo, una malattia rara e invalidante, ancora poco studiata

Parlare della nevralgia del pudendo è difficile in Italia. Malgrado si tratti di una malattia rara che sembra colpire circa il 4% della popolazione, la Sindrome di Alcock, altro nome di questa patologia, non è ancora ritenuta dallo Stato una malattia, appunto, rara. Inoltre,  pur presentandosi come un male cronico è scarsamente considerato, sia dai medici che dalla ricerca scientifica e sono davvero in pochi ad occuparsene. Fra questi c'è il Dott. Franco Rosso, medico chirurgo, specialista in medicina fisica, riabilitazione, ossigenozono terapia, esperto in terapia nutrizionale e osteopatia, direttore sanitario del Centro Fisioterapico di Alba, con il quale ci addentriamo in questo argomento. Procedendo per gradi, il Dott. Rosso innanzitutto spiega che, ? il nervo pudendo ha origine dal midollo spinale e innerva il perineo e i genitali esterni, raggiunge il retto e si divide in due rami: il nervo perineale e il nervo dorsale del pene / del clitoride, a cui si deve anche l'erezione dei corpi cavernosi di pene e clitoride?.

Quando il nervo pudendo subisce un'alterazione del suo stato o una compromissione delle sue funzioni, allora cominciano i problemi. "In effetti, il nervo pudendo può essere soggetto a compressione o infiammazione " precisa il Dott. Rosso - che possono verificarsi all'improvviso, a causa di un trauma, oppure insorgere nel tempo, a seguito di movimenti ripetitivi e protratti o di posizioni sedute prolungate che ne favoriscono l'insorgenza. In alcuni casi - continua il medico - la Sindrome di Alcock può scatenarsi durante lo svolgimento di un'attività sportiva, come per esempio nel caso della Sindrome dei ciclisti, dovuta alla posizione sul sellino per molte ore, oppure comparire durante un rapporto sessuale, dopo un intervento chirurgico, o nella fase di post parto?.

E se il nervo pudendo s'infiamma? allora sono dolori! "Proprio così. I sintomi - puntualizza il Dott. Rosso - si manifestano con dolori acuti molto forti che si percepiscono nella regione pelvica, senza però riuscire a localizzarli con precisione. Si può avvertire bruciore, formicolio, intorpidimento, stiramento, la sensazione di punture o di freddo, la sensazione di un corpo estraneo nel retto. A volte, possono presentarsi disturbi durante la minzione, la defecazione o i rapporti sessuali, che negli uomini si tramutano in problemi di erezione. Il dolore peggiora da seduti - aggiunge - e si riduce, ma non sempre, restando in piedi per parecchio tempo. Soltanto da coricati nel letto i sintomi tendono ad alleviarsi."

Attualmente, la diagnosi della nevralgia del pudendo è molto complicata e non immediata, in quanto gli esami strumentali disponibili non consentono di riconoscere questa patologia con certezza. Il Dott. Rosso conferma che "per la diagnosi della sindrome si procede purtroppo per esclusione, prima di irritazioni da infezioni, poi di tumori e che solo a quel punto si rendono necessarie ulteriori esami specialistici".

In effetti, dai risultati dell'Indagine sulla Nevralgia del Pudendo condotta nel 2014 tramite questionario online dall'AINPU, Associazione Italiana Neuropatia del Pudendo, emerge che la maggior parte dei pazienti (53,9%) ha dovuto aspettare tra uno e cinque anni per sentirsi diagnosticare con certezza una sofferenza al nervo pudendo, mentre per il 17,5% ci sono voluti dai sei ai dieci anni e al 9,9% sono serviti addirittura oltre dieci anni di indagini, durante i quali i sintomi rilevati sono stati erroneamente associati per il 71% degli intervistati a stress, depressione, prostatite, ernie, interventi ginecologici e a numerose altre cause di varia natura.

In merito alle terapie affrontate, la maggioranza di coloro che soffrono di nevralgia del pudendo si è avvalsa, oltre che dei farmaci, soprattutto dell'osteopatia e della fisioterapia. "Per esempio, in questi casi la kinesiterapia attiva - spiega il Dott. Rosso - ripristina la funzionalità del nervo pudendo, "liberandolo" attraverso sedute ambulatoriali di rilassamento, contrazione e movimento dei muscoli di pube, coccige, pelvi, della zona lombosacrale e dell'anca, a cui vanno aggiunti esercizi da praticare a casa. Il trattamento di riabilitazione perineale, invece, agisce sul pavimento pelvico e sulla zona interessata dal dolore, che deve tornare a funzionare in maniera corretta. Con l'osteopatia si trattano le disfunzioni delle zone interessate e si agisce con il paziente sulle aderenze palpabili, "giocando" su rilassamenti e tensioni. Infine, anche la ionorisonanza ciclotronica endogena ripristina l'equilibrio ionico cellulare, mentre l'ossigeno ozono terapia può dare benefici in caso di conflitto sulle radici del nervo".

Dal report dell'AINPU emerge un altro dato sconsolante: l'impatto della nevralgia del pudendo sulla vita dei pazienti è tale da modificarne stili ed abitudini per ben il 73%, per quanto attiene agli aspetti fisici, relazionali, lavorativi ed economici. E' dunque auspicabile che in un prossimo futuro ci sia quell'attenzione verso questa patologia invalidante che porti quanto prima all'apertura di centri per il dolore pelvico con approccio multidisciplinare, al momento davvero molto rari in Italia. Affinché il grido di aiuto dei malati di nevralgia del pudendo non rimanga inascoltato.

Autori

Luca Luciani

Dott.re in Fisioterapia

Fisioterapista, Imprenditore nel settore sanitario e Business Coach.

Dopo la laurea in fisioterapia, ha approfondito le sue conoscenze studiando osteopatia e terapia manuale. Si è specializzato frequentando i corsi di:

  • Maitland,
  • Cyriax,
  • Mulligan,
  • McKenzie,
  • Neurodynamic Solutions.

Ha frequentato aule con docenti internazionali come:

  • Jill Cook,
  • Michael Shacklock,
  • Gwen Jull,
  • Paul Hodges della University of Queensland
  • Shirley Sahrmann della Washington University di S. Louis.

I MIGLIORI CENTRI VICINO A TE

Non è la zona che stai cercando?

CERCA