PATOLOGIE DITO A SCATTO

PATOLOGIE DITO A SCATTO

Questo tipo di patologie rivestono sempre un ruolo molto particolare perché vanno a deficitare uno dei componenti fondamentali del nostro corpo: la mano e più precisamente le dita, nel caso della patologia che prenderemo in esame nel corso di questo articolo.

Partendo dalla definizione di “dito a scatto” procederemo con la descrizione della sintomatologia, dei fenomeni eziologici (le cause) e le relative cure che si utilizzano in Italia al giorno d’oggi.

Ti auguriamo una buona lettura.

Cosa è il “dito a scatto”

Quella che tutti conosciamo comunemente come “dito a scatto” in termini medici è una condizione che prende il nome di  “tenosinovite stenosanteche riguarda le pulegge e i  tendini  della  mano, in particolare quelli deputati al movimento di flessione delle dita.

Cosa sono le pulegge?

Le pulegge sono dei “tunnel” fibrosi entro i quali scorrono i tendini delle dita della mano

Cosa sono i tendini?

I tendini sono quella porzione di muscolo che unisce il ventre muscolare all’osso. I tendini flessori delle dita della mano originano tutti dal gomito, precisamente dall’epitroclea, che è una prominenza ossea situata nella parte laterale dell’estremità distale dell’omero. Dal gomito, attraversando l’avambraccio i muscoli epitrocleari arrivano fino alla mano e alle dita.

dito a scatto le pulegge e i tendini

Quali sono i sintomi del dito a scatto?

Il sintomo più evidente di questa condizione è quello per cui è conosciuta la patologia, ossia lo “scatto”. A causa di un rigonfiamento in un punto specifico nella guaina tendinea della puleggia, il tendine ha sempre maggiore difficoltà a scorrere. Quando attraversa l’area ristretta, il tendine è schiacciato e questo produce dolore. Se questa condizione viene protratta, oltre al dolore il paziente noterà un vero e proprio impedimento meccanico allo scorrere del tendine che non trovando sufficiente spazio tenderà a bloccarsi per poi scorrere improvvisamente producendo un movimento “a scatto”.

SI verifica dunque un circolo vizioso per il quale l’infiammazione che ha prodotto l’ispessimento della guaina infiamma il tendine che trova difficoltà nello scorrimento all’interno di essa. In alcuni casi il tendine si blocca nel movimento di flessione e il paziente ha molta difficoltà a farlo tornare alla posizione di partenza.

Nei casi più avanzati è ben visibile la presenza di un nodulo in prossimità dell’ispessimento della puleggia del tendine. Il dolore è presente non solo al movimento ma anche alla palpazione, e in condizioni acute il paziente avverte sintomatologia algica anche con il dito a riposo.

Quali sono le cause del dito a scatto?

Le cause della tenosinovite stenosante sono ancora oggi molto dubbie, sicuramente sono noti fattori di rischio come:

 

dito a scatto cause e sintomi

Quali sono i rimedi?

L’obiettivo del processo di cura in questo caso è la riduzione/scomparsa del dolore e dell’ispessimento della puleggia. Ci sono due tipi di approccio per questa patologia:

Il tipo da approccio con il quale procedere dipende da caso a caso, ma è sempre consigliabile tentare un primo ciclo di fisioterapia, anche nei casi più gravi, poiché anche se non si riuscisse a far passare del tutto i sintomi sicuramente contribuirebbe ad un miglioramento della condizione clinica.

La fisioterapia per il dito a scatto

Il ciclo fisioterapico per questa patologia è costituito dall’integrazione di tecniche di terapia manuale, mezzi fisici ad alta tecnologia, esercizi specifici e ortesi.

Le tecniche di terapia manuale come le mobilizzazioni in trazione, il massaggio e il trattamento di trigger point hanno lo scopo di ridurre la tensione e la rigidità dei tessuti, recuperando il più possibile la disfunzione di movimento che caratterizza questa condizione.

terapia manuale e frigger point per il dito a scatto

I mezzi fisici ad alta tecnologia hanno lo scopo di controllare l’infiammazione e ridurre il dolore mediante la stimolazione biologica del tessuto. I device più utilizzati per questa condizione sono:

- chimico: una normalizzazione del potenziale di membrana, gli scambi cellulari tendono ad alterarsi in stati infiammatori;

- termico: per un richiamo di sangue che avviene nella regione trattata. Questo effetto consente un aumento del microcircolo e della temperatura tissutale locale. Considera che il calore profondo (endogeno) che si avverte nel trattamento, oltre che ad avere un impatto curativo è molto piacevole e rilassante, tanto che spesso alcuni pazienti si addormentano;

- meccanico: a seguito del trattamento risulta essere più semplice trattare e mobilizzare i tessuti.

laserterapia cura per il dito a scatto

Normalmente per questo tipo di condizione si prescrivono cicli da dieci sedute a cadenza bisettimanale, in alcuni casi i fisioterapisti consigliano al paziente di effettuare tre sedute a settimana per le prime due settimane (in modo da dare uno stimolo importante al tendine infiammato) e poi procedere con una frequenza bisettimanale.

La chirurgia per il dito a scatto

Per quanto concerne il dito a scatto è importante sottolineare che si tratta di un  intervento  non molto lungo,eseguito in  day hospital. L’obbiettivo dell’operazione chirurgica è di far scorrere liberamente il tendine aprendo la prima puleggia.

La mobilizzazione attiva del dito in genere inizia immediatamente dopo l'intervento chirurgico, il trattamento della cicatrice avviene dal momento in cui si chiude la ferità e la funzionalità della mano può essere raggiunta anche nel corso di un mese dall’inizio della riabilitazione.

Il percorso terapeutico è molto simile a quello utilizzato nell’approccio conservativo, con la variabile del trattamento per la prevenzione delle aderenze connettivali.

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