PATOLOGIE LOMBALGIA

PATOLOGIE LOMBALGIA

Il mal di schiena anche detto lombalgia è sicuramente la patologia del sistema muscolo scheletrico che più frequentemente porta paziente a cercare aiuto del fisioterapista.

Uno studio condotto dal Prof. Bruce Walker della James Cook University, Australia (LINK) ha preso in esame i casi di mal di schiena dal 1966 al 1988.
Da questo studio si evince che il mal di schiena è un disturbo che può affliggere fino all’84% della popolazione e purtroppo, nonostante le moderne acquisizioni della scienza, questa epidemia non si è ancora arrestata.
Ciò ha fatto pensare che la direzione che si era intrapresa nel trattamento del mal di schiena non fosse appropriata e che, tutto ciò che credevamo fosse ragionevole nel trattamento di questo fastidioso disturbo, non fosse corretto.

Abbiamo assistito al dilagare di numerosi trattamenti del mal di schiena: dal sale grosso riscaldato, alla massoterapia, diversi tipi di terapie elettriche e magnetiche.
Esercizi di rieducazione con nomi strani di santoni di paesi stranieri e non che promettevano di rimettere in linea ciò che era non allineato e manipolazioni fatte con tecniche che vanno dall’osteopatia alla chiropratica passando per la terapia manuale che promettevano di rimettere a posto ciò che era fuori posto, ma poi:

  • C’è qualcosa che è fuori posto nel mal di schiena?
  • C’è veramente qualcosa che va riallineato?

Mi dispiace sfatare un mito ma la risposta che il mondo scientifico ha dato negli ultimi anni è che non c’è nulla fuori posto o da riallineare.

E la famosa ernia del disco? Di lei ne parleremo diffusamente più avanti.

In questo scritto troverai finalmente un’esposizione chiara di ciò che la scienza attuale reputa utile nel trattamento per il mal di schiena.

Forse ti starai dicendo: “Ma come faccio a sapere che ciò che stai dicendo è la cosa migliore secondo la scienza attuale?” ottima domanda e ti rispondo subito.
A livello mondiale alcuni stati incaricano dei gruppi di ricercatori per studiare dei fenomeni come il mal di schiena e per dare quelle che sono le linee guida all’inquadramento e al trattamento di determinate patologie.
Queste linee guida sono l’essenza di ciò che si ritiene importante.
Per questo troverai molti link correlati a questo articolo, proprio per darti la possibilità di verificare personalmente le informazioni che ti sto fornendo e per darti la possibilità di approfondire.
Le linee guida che abbiamo preso in considerazione sono:

Scusa la lista così lunga ma volevo che fosse chiaro che, questo che stai leggendo, è un lavoro accreditato da molti studi effettuati in tutto il mondo e quindi zero fuffa.

Quali sono i fattori di rischio che possono far venire il mal di schiena?

mal di schiena causePrima di curarlo questo mal di schiena cerchiamo di non farlo venire e quindi prendiamo in considerazione da un concetto semplice: “Quali sono i fattori di rischio che possono far venire il mal di schiena?” Il prof. Shiri, dell’Istituto Finlandese di Terapia Occupazionale, in un recente studio scientifico (LINK) ha identificato quelli che possono essere i principali fattori di rischio che possono predisporre al mal di schiena.

Tra questi troviamo:

Leggendo questi fattori di rischio hai già pensato cosa potresti modificare nel tuo stile di vita per ridurre evitare di avere mal di schiena?

Lo stesso studio ci fornisce anche istruzioni su quali attività compiere per ridurre la frequenza degli attacchi infatti camminare o andare in bicicletta ha questo tipo di effetto ma solo nelle persone non in sovrappeso.

Altri sport possono aumentare l’incidenza del mal di schiena perchè possono produrre traumi ripetuti alla schiena.
Per questo, datti subito da fare, mettiti le scarpe adatte e inizia ad andare a fare belle camminate.
Inizia con brevi passeggiate e incrementa gradualmente la distanza percorsa.
Puoi monitorare la tua attività con delle utili app che più scaricare sul tuo telefono.

Se invece sei in sovrappeso consulta prima uno specialista per comprendere come mangiare meglio.

Esistono tutta un’altra serie di fattori di rischio che sono connessi a fattori psico sociali, ad esempio: uno studio scientifico pubblicato nel 2000 sull’autorevole rivista Spine (LINK) evidenzia come una bassa soddisfazione sul lavoro e poco supporto sempre nel contesto lavorativo siano fattori di rischio per il mal di schiena.

Sulla stessa rivista, un’atro studio (LINK) mette in luce come il tono dell’umore, lo stress, l’ansia e le emozioni negative possano essere fattori significativi.

Da questo punto di vista puoi cercare di calmierare lo stress e l’ansia con tecniche meditative o facendo delle belle passeggiate così soddisferai anche il punto precedente. Dopo aver parlato dei fattori di rischio che espongono al mal di schiena dobbiamo capire da cosa può essere dovuto questo problema fastidioso ma molto comune. 

Da cosa può essere dovuto il mal di schiena?

mal di schiena causeMolte sono le strutture che possono produrre sintomi alla schiena: muscoli, legamenti, la porzione periferica del disco e i nervi sono per citare i principali.

Le tecniche radiologiche moderne consentono di verificare l’integrità di queste strutture ma la relazione tra queste lesioni e il dolore alla schiena è piuttosto bassa.

Cosa significa?
Che puoi avere artrosi interapofisaria, ipertrofia delle faccette articolari, bulging discale, protrusioni e degenerazioni discali, e anche la famigerata ernia discale senza avere dolore.

Questa grande verità è stata verificata dal prof. Boden dell’Università di Washington nel 1990 (https://insights.ovid.com/pubmed?pmid=2312537) con uno studio in cui veniva utilizzata la risonanza magnetica su soggetti che non avevano mal di schiena.
Questo ci porta a dire che solo una piccolissima parte dei mal di schiena ha cause anatomiche come ad esempio una frattura e che la maggior parte dei mal di schiena può essere definita “mal di schiena non specifico” proprio perché non imputabile ad una lesione di una struttura ma piuttosto a diverse concause.
Inoltre sappiamo che il 65% dei mal di schiena si risolve spontaneamente al massimo entro 12 settimane (https://insights.ovid.com/pubmed?pmid=11880849).

Cosa fare quindi per il mal di schiena?

tecarterapia mal di schienaDal punto di vista farmacologico per lenire il dolore la maggior parte delle linee guida (http://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/2165079917702384?url_ver=Z39.88-2003&rfr_id=ori%3Arid%3Acrossref.org&rfr_dat=cr_pub%3Dpubmed&) consigliano l’utilizzo dei cosiddetti FANS in associazione o meno con farmaci che rilassano la muscolatura.

Solo nei casi dove il dolore sia veramente importante è possibile utilizzare farmaci derivati dalla morfina (oppioidi).

Tutte le linee guida concordano nell’efficacia dell’esercizio per trattare il mal di schiena.

Corsetti e bustini vengono consigliati nella metà delle linee guida proprio perché non vi è accordo unanime sulla loro efficacia.

Estremamente utile, nel trattamento del mal di schiena, è l’educazione del paziente.

Così come in questo articolo, il fisioterapista moderno, deve spiegare che il dolore non coincide con il danno e che muoversi, sopportando i piccoli fastidi che deriveranno dal movimento, sarà di aiuto per recuperare in fretta.

E’ sconsigliato il riposo a letto.

Trattamenti di terapia fisica come correnti antalgiche, massoterapia, ultrasuoni terapia, laser, tecarterapia, che prevedono la somministrazione di calore sono raccomandati nelle fasi iniziali del disturbo ma devono essere eseguiti con le giuste impostazioni in relazione al momento terapeutico e vanno ridotti o evitati nelle fasi successive.

Ad ogni modo, questi trattamenti, non devono essere utilizzati come terapia unica in quanto non promuovono l’indipendenza del paziente.

La terapia manuale e l’esercito terapeutico partendo da un ragionamento clinico sono alla base del programma di riabilitazione della lombalgia, della sciatica e di tutti i disturbi a carico della zona lombare.

La fisioterapia per il mal di schiena

mal di schiena fisioterapiaQuindi cosa fa il fisioterapista moderno davanti ad un paziente che soffre di mol di schiena?

  1. Lo educa spiegando che il suo disturbo non è necessariamente dovuto ad un danno e che tutto ciò che c’è scritto nelle radiografie e Risonanze Magnetiche deve necessariamente comportare dolore
  2. Sconsiglia il riposo a letto
  3. Esegue trattamenti di diversa natura finalizzati a ridurre il dolore
  4. Insegna esercizi utili a risolvere velocemente il disturbo

Dott. Giuliano Mari FisioterapistaAutore:
Dott. Giuliano Mari, Fisioterapista, Coach e Formatore
Docente master di II livello in "terapia del dolore"
Università degli Studi di Roma 'La Sapienza'
http://www.giulianomari.com/
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