Cervicale: sintomi e rimedi

Data pubblicazione: 10/05/2018
Ultimo aggiornamento: 10/05/2018

Cervicale: sintomi e rimedi

INDICE
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Introduzione - Cervicale: sintomi e rimedi

Hai fastidio alla cervicale?

 

Purtroppo è un sintomo molto diffuso e spesso non affrontato dal giusto specialista.
Il Fisioterapista ti può sicuramente essere utile per migliorare e tornare a star bene.

In questo articolo vedremo quali sono i sinotmi della cervicale, le cause del dolore e ti daremo dei consigli utili.

Questi articoli sono scritti da SPECIALISTI, FISIOTERAPISTI che si occupano ogni giorno della salute dei loro pazienti!

Come sai il tratto cervicale è la porzione superiore della colonna vertebrale. È un punto chiave del nostro corpo perché ci consente di effettuare movimenti importanti per la nostra qualità di vita come il poter muovere la testa a destra e a sinistra, in alto e in basso.

Il tratto cervicale è la parte della colonna con più gradi di movimento, e sebbene questa grande mobilità sia fondamentale per il nostro corpo, allo stesso tempo risulta essere il suo maggior punto di vulnerabilità poiché aumenta i fattori di rischio di poter sviluppare: ernie, contratture, stiramenti, traumi e varie disfunzioni di movimento. Alla base della gran parte dei dolori cervicali si ha infatti una condizione di ridotta stabilità, ossia di eccessiva mobilità tra i segmenti vertebrali che molto spesso è data da una diminuzione del controllo motorio, alla quale consegue un basso tono muscolare dei muscoli stabilizzatori.

Nel corso di questo articolo affrontiamo il tema del dolore e dell’infiammazione al tratto cervicale, iniziando da alcuni cenni anatomici, per poi soffermarci sulle patologie più comuni che interessano questo segmento corporeo e su come curarle. Nell’ultima parte dell’articolo, ti diremo qualche trucco per mantenere in salute il tuo tratto cervicale. Buona lettura.

Introduzione - Cervicale: sintomi e rimedi

Hai fastidio alla cervicale?

 

Purtroppo è un sintomo molto diffuso e spesso non affrontato dal giusto specialista.
Il Fisioterapista ti può sicuramente essere utile per migliorare e tornare a star bene.

In questo articolo vedremo quali sono i sinotmi della cervicale, le cause del dolore e ti daremo dei consigli utili.

Questi articoli sono scritti da SPECIALISTI, FISIOTERAPISTI che si occupano ogni giorno della salute dei loro pazienti!

Come sai il tratto cervicale è la porzione superiore della colonna vertebrale. È un punto chiave del nostro corpo perché ci consente di effettuare movimenti importanti per la nostra qualità di vita come il poter muovere la testa a destra e a sinistra, in alto e in basso.

Il tratto cervicale è la parte della colonna con più gradi di movimento, e sebbene questa grande mobilità sia fondamentale per il nostro corpo, allo stesso tempo risulta essere il suo maggior punto di vulnerabilità poiché aumenta i fattori di rischio di poter sviluppare: ernie, contratture, stiramenti, traumi e varie disfunzioni di movimento. Alla base della gran parte dei dolori cervicali si ha infatti una condizione di ridotta stabilità, ossia di eccessiva mobilità tra i segmenti vertebrali che molto spesso è data da una diminuzione del controllo motorio, alla quale consegue un basso tono muscolare dei muscoli stabilizzatori.

Nel corso di questo articolo affrontiamo il tema del dolore e dell’infiammazione al tratto cervicale, iniziando da alcuni cenni anatomici, per poi soffermarci sulle patologie più comuni che interessano questo segmento corporeo e su come curarle. Nell’ultima parte dell’articolo, ti diremo qualche trucco per mantenere in salute il tuo tratto cervicale. Buona lettura.

Cenni di anatomia e fisiologia della cervicale

La colonna cervicale è costituita di 33 vertebre e di queste, le prime sette appartengono a tratto cervicale.

Le vertebre cervicali sono singolari, differenti l’una dall’altra, in particolare la prima vertebra, detta “atlante”, la seconda “epistrofeo” e la settima, che per il suo importante processo spinoso è chiamata vertebra prominente.

L’ampia gamma dei movimenti che effettua il tratto cervicale è garantita da un’importante struttura muscolare, che si può dividere in due gruppi:

Muscoli stabilizzatori: sono piccoli muscoli deputati a garantire la stabilità delle articolazioni vertebrali. In molte condizioni cliniche la terapia consiste nel migliorare il reclutamento e il tono di questi muscoli, che è fondamentale per garantire una buona qualità di movimento al collo.

Alcuni dei muscoli che fanno parte di questo gruppo sono:

  • Muscoli interspinali;
  • Muscoli intertraversari;
  • Muscolo spinale del collo;
  • Muscoli rotatori brevi e lunghi del collo;
  • Muscolo multifido;
  • Muscolo semispinale;
  • Muscoli obliqui;
  • Muscoli dinamici: hanno fasci muscolari più lunghi, si trovano in un piano più superficiale e sono deputati alla mobilità del collo e della testa, come il caso del muscolo sternocleidomastoideo.

Legamenti Come tutta la colonna il tratto cervicale è stabilizzato dai legamenti:

  • Legamento Longitudinale anteriore;
  • Legamento Longitudinale posteriore;
  • Legamento Gialli;
  • Legamento Intertraversari;
  • Legamento Interspinosi;
  • Legamento Sopraspinoso.

Oltre a questi, il tratto cervicale superiore, che si articola con il cranio presenta un’ampia rete di legamenti:

  • Leg. Dell’apice del dente dell’epistrofeo;
  • Leg. Trasverso dell’atlante;
  • Leg. Alari;

I movimenti del tratto cervicale nel tratto cervicale sono possibili i seguenti movimenti:

  • Movimento di Flessione
  • Movimento di Estensione
  • Movimento di Inclinazione laterale
  • Movimento di Rotazione

La colonna vertebrale dell’adulto mostra sul piano sagittale 4 curve: 2 curvature concave posteriormente chiamate lordosi e due curvature concave anteriormente dette cifosi.

La curva lordotica è presente nel tratto cervicale e nel tratto lombare, quella cifotica appartiene al tratto dorsale e sacrale. Le curve si formano quando l’essere umano inizia a stare in stazione eretta e ci permetto di sopportare un carico 10 volte superiore rispetto ad una colonna completamente dritta.

Dopo i trent’anni è frequente che la curva lordotica cervicale si vada perdendo, infatti nei referti delle RX spesso si legge “rettilineizzazione del tratto cervicale” oppure “perdita della fisiologica lordosi cervicale”. Al giorno d’oggi una delle principali cause della perdita della lordosi è la continua e ripetuta postura in flessione della testa. Siamo inclinati con il capo verso il basso troppe ore al giorno, per mandare messaggi con il cellulare, per scrivere email al computer o per lavorare sul tablet. Questo comporta una maggiore aumento dei fattori di rischio per lo sviluppo di degenerazioni discali come protrusioni o ernie, disfunzioni di movimento articolare delle vertebre cervicali, cervicalgie e mal di testa.

Una famosa ricerca portata avanti dai ricercatori della New York Spine Surgery and Rehabilitation Medicine, pubblicata sulla rivista Surgical and Technology International, spiega che, quando incliniamo la testa per guardare il cellulare, esponiamo il collo a circa 27 kg di peso!!

Per questo è fondamentale che ci sia un’adeguata informazione sui rischi ai quali si va incontro se non si è consapevoli dell’importanza di mantenere una corretta postura.

Quali sono le cause del dolore?

 

Le cause del dolore cervicale sono varie, alla base delle quali abbiamo una condizione di instabilità o eccessiva rigidità che possono essere determinanti fattori di rischio. Un tratto cervicale poco stabile infatti è facilmente soggetto a colpi di frusta, ernie o protrusioni discali, e un tratto cervicale rigido può presentare più spesso delle contratture dolorose. Le patologie più comuni che riguardano il tratto cervicale sono:

  • colpo di frusta
  • spondilolistesi
  • mal di testa
  • vertigini
  • cervicalgia
  • cervicobrachialgia
  • contrattura muscolare e trigger point
  • artrosi
  • osteoporosi
  • frattura vertebrale
  • lesione midollare ed ora le andiamo ad analizzare una per una.

Cosa è il colpo di frusta?

Il colpo di frusta è un evento traumatico in cui il collo subisce una brusca estensione (la testa ruota verso l’alto) susseguita da una forte flessione (testa in avanti).
Traumi di questo tipo capitano molto spesso negli incidenti stradali, in particolare nei tamponamenti dove il forte impatto che la persona subisce dall’automobile che la urta da dietro porta il corpo del paziente in avanti e poi grazie alla cintura di sicurezza, o nei casi più gravi per mezzo dell’airbag, il corpo ritorna alla posizione di partenza.

Quali sono i sintomi?

Negli attimi immediatamente successivi al trauma il paziente può anche non avvertire nulla, spesso lo stato di allerta che si sviluppa a seguito di un evento improvviso e traumatico ci fa restare ipervigilanti e non ci fa sentire alcun dolore. Due, tre ore dopo l’incidente il paziente può riportare i seguenti sintomi:

  • mal di testa 
  • vertigini 
  • dolore locale posteriore 
  • dolore al movimento 
  • dolore nella parte anteriore del collo, in corrispondenza dei muscoli sternocleidomastoidei e scaleni.

Quanti giorni è consigliabile portare il collare?

 

La durata del collare è sempre proporzionale all’entità del danno, nel caso di un comune colpo di frusta al pronto soccorso possono prescrivere il collare dai 5 ai 15 giorni.
Lo scopo del collare è di ricreare stabilità al collo, evitando di far affaticare la muscolatura infiammata dopo il trauma.
Il consiglio è quello di indossarlo solo il tempo strettamente necessario perché altrimenti si possono verificare degli effetti controproducenti del tipo:

  • perdita di tono e massa muscolare dei muscoli stabilizzatori del collo;
  • diminuzione del controllo motorio del collo;
  • postura errata: il collare ci porta ad appoggiare il mento sul suo margine anteriore superiore, questo una volta tolto il collare porta il paziente ad avere una protrusione eccessiva della testa e del collo, con una conseguente riduzione della curva fisiologica (lordosi).
    L’errata postura del collo si ripercuote anche nel tratto dorsale e lombare, per questo comporta un’alterazione della postura dell’intero organismo.

Spondilolistesi

La spondilolistesi, che interessa circa il 5% della popolazione, è una condizione clinica della colonna vertebrale per la quale una vertebra scivola su quella sottostante.

Se la vertebra soprastante scivola in avanti si parla di “anterolistesti” ed è il fenomeno più frequente, se scivola lateralmente si parla di “laterolstesi” mentre se scivola posteriormente si parla di “posterolistesi”.

La spondilolistesi si verifica per vari motivi, tra i quali si riscontrano: 

  • cause congenite
  • problemi di controllo motorio
  • eventi traumatici
  • sollecitazioni ripetute, tipiche negli sport da salto come l’atletica, i tuffi o la ginnastica artistica.

Quali sono i sintomi della spondilolistesi?
I sintomi sono caratterizzati da dolore locale e /o irradiato, difficoltà di movimento e nei casi più gravi a compromissione del canale midollare.

Come si cura la spondilolistesi?
Se la condizione viene presa per tempo un buon trattamento fisioterapico conservativo è sufficiente. Oltre a trattare la sintomatologia con mobilizzazioni e mezzi fisici, è fondamentale impostare un training di esercizi riabilitativi che ricreino la stabilità che si è persa.
Nella fase iniziale, il paziente può trovare giovamento mettendosi una fascia lombare, simile a quella che utilizzano nel body building affinché garantisca maggiore stabilità al tratto interessato.

Contrattura muscolare e trigger points al tratto cervicale

Le contratture muscolari e più specificatamente i trigger points sono delle aree di eccessiva irritabilità all’interno del fascio miofasciale di un muscolo del sistema muscolo–scheletrico.

trigger points sono suddivisibili in 4 categorie:

  • trigger points attivi: evocano forte dolore alla palpazione. Alla compressione, ma non necessariamente, producono dolore irradiato e riferito, cioè dolore in una sede diversa da quella stimolata, riducono la performance del muscolo;
  • trigger points passivi: non producono dolore riferito / irradiato, ma comportano come i trigger points attivi debolezza muscolare e deficit nel completo allungamento delle fibre.
  • trigger points satellite: sono quei trigger points che si attivano perché sono situati nell’area di dolorabilità di un muscolo primario o di un organo viscerale. Esempio lampante è il dolore al braccio sinistro nel caso di un problema (infarto) al miocardio – il muscolo del cuore.
  • trigger points secondari: sono i trigger points che si attivano in muscoli che lavorano in sinergia con un muscolo primario o che sono i suoi antagonisti.

Come si trattano i trigger point miofasciali?
Le tecniche sono molte, di seguito potrai leggere le più usate:

  • tecniche manuali: le diverse tecniche manuali fanno quasi tutte riferimento alla compressione ischemica, chiamata così perché consiste nella pressione effettuata con le dita del fisioterapista sull’area del trigger point. Questa pressione in un primo momento porta ad un impallidimento della cute e successivamente, dopo circa 30 – 40 secondi, quando il fisioterapista molla la pressione si ha un aumento del rossore locale, segno della comparsa di un’iperemia locale. Per questo tipo di tecnica di utilizzano non solo approcci manuali come la compressione statica o il massaggio trasverso secondo Cyriax, ma anche ausili tipo fiblilsori, Iastm, Foam Roller;
  • allungamento muscolare: sia attivo che passivo;
  • allungamento con ghiaccio spray, cosa che si vede spesso durante le partite di calcio. - mezzi fisici: i mezzi fisici più utilizzati per il trattamento dei t. p. sono la tecarterapia e il laser ad alta potenza come il laser Hilt. Il primo mezzo fisico utilizza le microonde per stimolare la biologia del tessuto a produrre calore, il secondo raggiunge lo stesso fine con modalità differenti, ovvero applicando un’energia (la luce) radiante dall’esterno. Molti fisioterapisti ormai, durante l’applicazione di mezzi fisici utilizzano le tecniche manuali, così da integrare i vantaggi dell’una con i vantaggi dell’altra creando una sinergia terapeutica virtuosa.

Mal di testa cervicale

 

Il “mondo” del mal di testa, è molto interessante, complesso e vasto; per questo ci limiteremo a dare qualche nozione di base senza entrare troppo nella specificità dell’argomento.

Le disfunzioni di movimento del tratto cervicale (se le vertebre cervicali non si muovono bene) possono causare una condizione sintomatologica di dolore che si irradia fino alla testa.
Le cause non solo limitate solo al movimento articolare ma anche ai muscoli. Le disfunzioni dei muscoli che contribuiscono al movimento del collo come lo sternocleidomastoideo, i muscoli obliqui, i muscoli retti posteriori o i muscoli scaleni possono produrre dolore irradiato in distretti quali l’occhio o la fronte.
Nei mal di testa possono essere implicati anche dei problemi appartenenti all’articolazione temporo–mandibolare, articolazione responsabile dell’attività masticatoria.

Quali sono i sintomi del Mal di testa cervicale?
I sintomi sono caratterizzati da dolori al collo, e alla testa.
Ogni muscolo ha una sua area di irradiazione specifica che può essere la parte temporale, la nuca, la fonte, la mandibola, l’area oculare ecc… oltre all’aspetto doloroso, quando il mal di testa è di origine cervicale si hanno anche delle limitazioni di movimento. 

Come si cura il mal di testa cervicale:
Il trattamento comprende delle mobilizzazioni manuali specifiche, l’applicazione di mezzi fisici come laserterapia e/o tecarterapia e l’esecuzione di posture ed esercizi per ripristinare il corretto equilibrio muscolare.

Le Vertigini

Le vertigini sono una condizione clinica di alterazione della percezione di movimento del corpo nei confronti dell’ambiente circostante oppure viceversa, ossia dell’ambiente esterno nei confronti del corpo.
Nel primo caso si parla di vertigine soggettiva ed è correlata a problematiche inerenti al sistema neurologico centrale mentre nel secondo caso si parla di vertigine oggettiva, ed è associata a disordini meccanici, infiammatori o patologici del sistema vestibolare.

La fisioterapia può intervenire sulle vertigini oggettive, le quali possono essere provocate anche da:

  • traumi al tratto cervicale come un colpo di frusta;
  • disfunzioni di movimento del tratto cervicale, soprattutto nei segmenti superiori come le prime vertebre e la regione sotto occipitale;
  • cefalea miotensiva e cervicogenica;
  • disfunzioni di movimento all’articolazione temporo mandibolare)
  • postura scorretta e movimenti non ergonomici ripetuti nel tempo;
  • patologie come artrosi vertebrale, protrusioni discali e / o ernie;
  • stato emotivo alterato.

Poiché tra le cause di vertigine oggettiva rientrano anche problemi all’apparato vestibolare, problemi al sistema cardiovascolare (in particolare di circolazione arteriosa), problemi al sistema nervoso centrale, labirintite, problemi di movimenti oculari ecc… è consigliabile che prima di tutto il paziente sia visitato da un otorinolaringoiatra affinché si possa appurare che non ci sono compromissioni del sistema vestibolare o patologie gravi di altro tipo.

In che modo la cervicale può essere causa delle vertigini?
Il tratto cervicale, e in particolare le prime tre vertebre e i muscoli ad esse collegati, sono strettamente connessi con il sistema vestibolare (deputato all’equilibrio) e sistema visivo, al fine di poter coordinare al meglio i movimenti del nostro corpo ed avere un efficiente controllo posturale.
Ogni alterazione ai recettori meccanici e ai nocicettori che appartengono al tratto cervicale, provoca dei problemi al controllo motorio e posturale dando luogo a condizioni cliniche ben definite, tra le quali anche le vertigini.

Quali sono i sintomi 
Le persone che soffrono di questi disturbi descrivono un’ampia gamma di sintomi, tra cui:

  • sensazione di sbandamento;
  • difficoltà a rimanere in piedi con le proprie gambe senza appoggiarsi da nessuna parte;
  • sensazione di avere la testa molto pesante, ma anche il contrario ovvero di avere la testa molto leggera;
  • difficoltà alla vista, annebbiamento del campo visivo e difficoltà alla lettura;
  • sensazione di vomito;
  • dolori al collo, alla nuca, alle tempie e a volte anche mal di testa;
  • difficoltà a eseguire sforzi;
  • sensazione di debolezza generale.

Come si curano le vertigini?
Nel caso si valutasse che le vertigini sono causate da una disfunzione al tratto cervicale, un fisioterapista specializzato in terapia manuale può riuscire ad alleviare i sintomi del paziente già dopo poche sedute.

Le tecniche più usate sono:

  • mobilizzazioni articolari;
  • manipolazioni articolari, a differenza delle mobilizzazioni le manipolazioni sono dei movimenti passivi eseguiti dal fisioterapista sul collo del paziente ad alta velocità e ridotto range di movimento. In questo modo si innescano dei meccanismi di rilascio miofasciale che migliora la qualità del movimento;
  • tecniche di rilassamento muscolare, come quelle che abbiamo visto precedentemente riguardo i trigger points miofasciali;
  • esercizi terapeutici specifici: in modo da stabilizzare i progressi ottenuti nel corso delle sedute e rinforzare i gruppi muscolari che risultano essere troppo deboli.
  • Posture: attive e passive per migliorare l’assetto posturale del collo e di tutta la colonna.

La Cervicalgia

Spesso arrivano pazienti con prescrizione di ginnastica posturale, oppure di tecarterapia perché affetti da “cervicalgia”.

Cosa significa il termine cervicalgia?
Purtroppo è una parola troppo generica, ossia vuol dire letteralmente dolore (=algia) al tratto cervicale (=cervic). È un termine che non dà alcun tipo di spiegazione riguardo la natura dei sintomi, ovvero se si tratti di un dolore di origine muscolare, nervoso, discale ecc…

Quali sono i sintomi della cervicalgia?
Come indicato dalla parola, si tratta di una condizione di dolore al tratto cervicale, non necessariamente connessa a un problema di movimento. I pazienti che arrivano con la diagnosi di cervicalgia riferiscono almeno uno dei seguenti sintomi:

  • Dolore al collo;
  • Dolore alla nuca;
  • Dolore e problemi di movimento all’articolazione temporo mandibolare;
  • Dolore alle tempie, mal di testa;
  • Vertigini e giramenti di testa;
  • Limitazioni nei movimenti della testa e del collo;
  • Problemi oculari;
  • Dolori al tratto dorsale.

Come si cura la cervicalgia?
Non essendo una vera e propria patologia, ma solo l’espressione di un dolore al collo, non esiste una cura unica per la “cervicalgia”.
Dopo che il fisioterapista ha valutato la natura del problema, può impostare l’intervento terapeutico.

Possiamo dirti che molto spesso le cure più efficaci per la cervicalgia sono sedute di:

  • massoterapia;
  • tecarterapia;
  • mobilizzazioni vertebrali;
  • ginnastica posturale;
  • elettroterapia antalgica.

La Cervicobrachialgia

 

La parola cervicobrachialgia indica una condizione di dolorabilità che comprende sia la regione del collo che quella dell’arto superiore.

Il motivo della concomitanza tra collo ed arto superiore rientra nel fatto che dai forami intervertebrali dell’arto superiore fuoriescono le radici nervose del plesso brachiale, ossia di quel complesso di nervi periferici che innerva tutto l’arto superiore (spalla, braccio, avambraccio e mano).

Questa condizione di norma è unilaterale, quindi colpisce un solo lato, e in particolare interessa la regione innervata da uno dei tre grandi nervi del plesso brachiale:

 

  • nervo ulnare;
  • nervo radiale;
  • nervo mediano.

Uno dei motivi del dolore irradiato al braccio, avambraccio e mano potrebbe essere la presenza di una o più ernie discali che comprimono una o più radici nervose, responsabili del dolore irradiato lungo il loro decorso.

Talvolta il dolore irradiato dal collo sino al braccio può essere causato da un trigger point.

Quali sono i sintomi della cervicobrachialgia?
Come ti dicevo prima, i sintomi sono dolore al collo e al braccio. Solitamente è interessato il distretto dell’arto superiore appartenente a uno dei tre nervi, e quindi se il paziente avesse un interessamento del nervo ulnare potrebbe avvertire dolore, formicolio, alterazione della sensibilità e dell’attività motoria della parte interna del braccio, dell’avambraccio e delle ultime due dita, il mignolo e l’anulare.

Come si cura la cervicobrachialgia?
Il trattamento della cervicobrachialgia non è sempre semplice, perché a volte il paziente arriva così dolorante che come muove il collo dalla posizione antalgica in cui si trova, avverte dei dolori (simili a delle scosse) molto acuti.

La fisioterapia può fare molto, in una prima fase l’utilizzo di mezzi fisici antinfiammatori, antidolorifici e biostimolanti è fondamentale per calmare i sintomi del paziente.
In questi casi il dispositivo più utilizzato è la tecarterapia. In fase successiva, il fisioterapista avrà la possibilità di intervenire più efficacemente con tecniche manuali e in fine potrà impostare un training di esercizi riabilitativi che possano stabilizzare i progressi avvenuti e limitare l’insorgere delle recidive.

L’Osteoporosi al tratto cervicale

L’osteoporosi è una patologia reumatica degenerativa che consiste in una diminuzione della densità ossea, colpisce principalmente le donne dopo la meno pausa e in generale la popolazione dopo i 65 anni.
Questa patologia si traduce in un importante rischio di frattura.
Il motivo di questa diminuzione di densità ossea è dato da uno sbilanciamento del normare turn over osseo tra distruzione di cellule “vecchie” e formazione di cellule “nuove”.

In soggetto sano il rapporto tra questi due fenomeni è uguale, mentre in un soggetto si ha una maggiore quantità di cellule distrutte rispetto a quelle neoformate.

Quali sono i sintomi dell’osteoporosi al tratto cervicale?
L’unica manifestazione clinica dell’osteoporosi è data dal rischio di fratture. I segmenti ossei più interessati sono le vertebre e il collo del femore. Per vertebre si intendono soprattutto quelle del tratto dorsale, poiché hanno un corpo vertebrale più grande.

Quali sono i rimedi?
Il trattamento conservativo consiste nel:

  • eliminazione dei rischi di caduta (ad esempio togliendo i tappeti dentro casa);
  • impostazione di uno stile di vita sano: attività fisica non a rischio traumi e regolare,
  • alimentazione sana,
  • abolizione/riduzione di fumo e alcool;
  • assunzione di inibitori del riassorbimento osseo come i bisfosfonati, e assunzione di stimolatori per la neoformazione ossea.
  • Integratori di vitamina D e esposizione al sole.

La cosa migliore è recarsi in un centro di fisioterapia specializzato e procedere ad una valutazione , che alle volte è anche gratuita.

Autori

Mari Giuliano

Dott.re in Fisioterapia

Ho studiato fisioterapia c/o l’università degli studi di Roma Tor Vergata laureandomi con lode nel 1997.

Da allora ho frequentato le più importanti scuole di:

  • Terapia Manuale (Mc Kenzie, Mulligan, Mc Connell, Maitland),
  • Osteopatia (Bienfait),
  • Riequilibrio Muscolare (Jull, Hodges e Sahrmann).

Inoltre sono Coach e Formatore.

Mi sono certificato come trainer di Programmazione Neurolinguistica (PNL) direttamente col dott. Richard Bandler. Insegno PNL c/o l’Extraordinary Coaching School.

Sono docente del Master di II livello in “Terapia del dolore” dell’Universita “La Sapienza”.

Luca Luciani

Dott.re in Fisioterapia

Fisioterapista, Imprenditore nel settore sanitario e Business Coach.

Dopo la laurea in fisioterapia, ha approfondito le sue conoscenze studiando osteopatia e terapia manuale. Si è specializzato frequentando i corsi di:

  • Maitland,
  • Cyriax,
  • Mulligan,
  • McKenzie,
  • Neurodynamic Solutions.

Ha frequentato aule con docenti internazionali come:

  • Jill Cook,
  • Michael Shacklock,
  • Gwen Jull,
  • Paul Hodges della University of Queensland
  • Shirley Sahrmann della Washington University di S. Louis.

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