PATOLOGIE LUSSAZIONE DELLA SPALLA

PATOLOGIE LUSSAZIONE DELLA SPALLA

La spalla è un’articolazione chiave del nostro organismo, grazie alla quale possiamo effettuare i movimenti dell’arto superiore.

Ci serviamo di questa articolazione in moltissime attività giornaliere: quando laviamo i denti, quando ci asciughiamo i capelli con il fono, quando mettiamo apposto i piatti nel mobile sopra il lavandino, quando ci vestiamo e quando portiamo le mani al volante della macchina.

La spalla inoltre, è una delle articolazioni più trattate negli sport, soprattutto quelli che richiedono un reclutamento importante dell’arto superiore come: il tennis, la pallavolo, la pallanuoto, la pallacanestro, il pugilato, il portiere nel cacio, il tiro con l’arco e la ginnastica artistica.

Traumi importanti alla spalla possono incidere pesantemente nella qualità di vita della persona e nella carriera di un atleta professionale, per questo motivo è bene essere informati e farsi trattare dai migliori specialisti del campo.

Nel corso di questo articolo parleremo della spalla, ponendo il focus sulle lussazioni. Potrai leggere cosa sono, come avvengono, come sono classificate e come si curano!

Non ci resta altro che augurarti una buona lettura ☺

Cenni anatomici e fisiologici della spalla

Per affrontare il tema delle lussazioni della spalla è necessario fare un quadro completo e riassuntivo delle caratteristiche anatomiche e fisiologiche di questa articolazione.

Dal punto di vista osseo, partecipano al movimento della spalla 4 elementi diversi:

Questi quattro reperi ossei si articolano fra loro in 5 articolazioni.

Quante sono le articolazioni della spalla?
Si parla di spalla come se fosse un'unica articolazione ma in realtà al suo interno comprende ben 5 articolazioni che si muovono in perfetta sinergia nonostante siano attivate da muscoli differenti.

Queste articolazioni sono:

Di queste cinque articolazioni, le prime 3 che abbiamo elencate sono considerate “vere”, ossia con dei rapporti articolari tra due elementi ossei, mentre le ultime due sono dette “false” perché riguardano solo dei piani di scorrimento.

Quanti sono i muscoli che partecipano al movimento della spalla?
I muscoli che partecipano al movimento della spalla sono 17 e in base alle loro inserzioni anatomiche si possono distinguere in due gruppi muscolari differenti: i muscoli intrinseci che hanno entrambi le inserzioni nelle ossa che formano lo scheletro della spalla (omero, clavicola, scapola) e i muscoli estrinseci che hanno solo un’inserzione sullo scheletro della spalla.

Muscoli intrinseci:
Fanno parte di questo gruppo i muscoli:

Muscoli estrinseci:
I muscoli estrinseci sono molti, di questi te ne ricordiamo alcuni come:

La stabilità della spalla

lussazione articolazione spallaLa spalla è un’articolazione caratterizzata da un’ampia capacità di movimento, proprio per questo motivo rientra nella classificazione delle enaratrosi, ossia tutte quelle articolazioni che hanno la capacità di muoversi sui tre piani dello spazio.

Nella spalla stabile tutti i rapporti tra le strutture che la compongono come capsula, muscoli e legamenti sono in perfetto equilibrio.

Se questa grande mobilità della spalla ci permette di muovere in moltissime direzioni l’arto superiore, c’è anche da dire che espone l’articolazione a maggiori fattori di rischio, tra i quali le lussazioni di cui parliamo in questo articolo e che sono l’episodio più drastico della spalla instabile.

Ma cosa significa spalla instabile?
La spalla è definita “instabile” quando la testa dell’omero nel corso del movimento non rimane ben centrata all’interno della cavità glenoidea della scapola che la contiene in parte.

Tale condizione di instabilità articolare può essere generata da molti fattori, che possono coesistere nella stessa condizione.

Tra questi fattori ricordiamo:

 

Il deficit di stabilità
Attenzione ci teniamo a sottolineare che in molti casi più che vera e propria instabilità sarebbe più corretto parlare di “deficit di stabilità”.
Ad ogni modo nei movimenti quotidiani, che sono quasi sempre controllati e non eccessivamente ampi, la spalla poco stabile può andare più facilmente incontro ad eventi di sublussazioni ripetute.

Cosa sono le sublussazioni?
Le sublussazioni sono eventi nei quali la testa dell’omero perde solo parzialmente contatto con la cavità glenoidea con cui si articola.

Normalmente le sublussazioni non sono dolorose e proprio per questo non vengono trattate.

Il problema è che se questa parziale perdita di contatto fra i capi articolari avviene ripetutamente, giorno dopo giorno si corre il rischio di allentare ulteriormente tutte le strutture che hanno il compito di stabilizzare l’articolazione gleno-omerale come la cuffia dei rotatori, la capsula, i legamenti e il cercine glenoideo.

Il problema non è solo meccanico ma anche, e probabilmente soprattutto, di controllo motorio.
Dunque portando avanti uno schema di movimento non positivo non si fa altro che rinforzarlo ed automatizzarlo sempre di più, al punto che diventa difficile per il nostro sistema nervoso centrale, attivare i muscoli con il giusto timing (cioè prima i muscoli stabilizzatori della cuffia e poi i muscoli dinamici).

In casi del genere è probabile che la spalla si lussi anche durante una semplice nuotata al mare a stile libero, o mentre stiamo sollevando dei pesi.

Abbiamo parlato di deficit di stabilità della spalla poiché è l’elemento che più di ogni altro può aumentare il rischio di lussazione e più di ogni altro può essere trattato, migliorato e curato, al punto da poter prevenire il più possibile eventi drastici come la lussazione, che oltre ad essere molto dolorosi possono produrre danni molto importanti alla struttura articolare.

 

Cosa significa “lussazione”?

La lussazione è la perdita totale del rapporto tra due o più capi articolari.

Nel caso di spalla si parla quasi sempre della lussazione dell’articolazione glenomerale, tra omero e cavita glenoidea della scapola, è ben noto che, di tutte le lussazioni traumatiche, quella della spalla sia di gran lunga la più frequente, incidendo nelle varie statistiche delle lussazioni articolari per ben il 50% dei casi.

La ragione di questa importante incidenza sta nella particolare struttura anatomica dell’articolazione.

Le lussazioni di spalla avvengono quasi sempre anteriormente, cioè la testa omerale fuoriesce davanti, poiché è la zona più vulnerabile poiché protetta solo da tre piccoli legamenti.

Quali sono i sintomi della lussazione alla spalla?

La lussazione della spalla è un infortunio piuttosto doloroso ed è facilmente riconoscibile da tre elementi principali:

Come si curano le lussazioni di spalla?

fisioterapia spallaIl trattamento della spalla instabile va accuratamente valutato, e varia da persona a persona in funzione di diversi elementi da prendere in esame come:

In linea generale, molto generale, se si tratta di un solo evento lussativo dove la spalla è tornata in sede facilmente è probabile che possa essere sufficiente il trattamento conservativo fisioterapico, mentre nei casi in cui si hanno due o tre recidive è necessaria una stabilizzazione chirurgica con tecniche artroscopiche e artrotromiche che possono essere più o meno invasive a seconda dei casi.

La fisioterapia per la spalla instabile

La Fisioterapia per la spalla instabile è specifica per ogni persona in termini di dosaggi, tempistiche e frequenze delle sedute ma segue delle linee generali che sono comuni per ogni ciclo.

Le differenze più importanti avvengono tra le spalle che necessitano del solo trattamento conservativo e quelle che sono soggette alle operazioni dove occorre tener conto dei mezzi chirurgici utilizzati e della cicatrice, oltre che dei tempi di immobilità differenti.

Di seguito vi spieghiamo a grandi linee in cosa consiste un percorso fisioterapico per il recupero della stabilità in una spalla che ha subito una lussazione e che non è stata operata.

Prima fase: riduzione del dolore e recupero dell’articolarità
In questa fase si tratta l’articolazione con tecniche di terapia manuale (come la massoterapia, il trattamento dei trigger points, e lievi mobilizzazioni) integrate con mezzi fisici ad alta tecnologia.
La Terapia manuale: è un sistema clinico di prevenzione, valutazione e trattamento di disturbi muscoloscheletrici per mezzo di tecniche manuali ed esercizi. Le tecniche di terapia manuale sono indispensabili per il recupero della corretta biomeccanica articolare. Sarà compito del fisioterapista mettere il paziente nelle condizioni di evitare sin da subito l’instaurarsi di meccanismi di compenso come l’alzamento della scapola nel movimento di abduzione.
Lo scopo dei mezzi fisici è quello di stimolare la biologia del tessuto e contribuire ad accelerare i tempi di recupero.
I dispositivi che sono maggiormente utilizzati in queste condizioni sono:

Seconda fase: recupero del tono muscolare e del controllo motorio di tutto l’arto superiore
Per raggiungere questo obiettivo abbiamo lavorato molto. Inizialmente si utilizzano le elettrostimolazioni, e successivamente il professionista pianifica un training di esercizi specifici per la stabilizzazione della spalla.
Si tratta di esercizi che mirano a far raggiungere al paziente un sano controllo motorio dell’articolazione, mediante la corretta reclutazione dei muscoli stabilizzatori.
Gli esercizi avvengono a corpo libero nelle prime sedute, in modo che il paziente memorizzi il corretto schema di movimento e poi si inseriscono delle resistenze gradualmente come gli elastici, i pesi e strumenti propriocettivi.

Terza fase: recupero della funzionalità e prevenzione delle recidive.
Questa è la fase conclusiva, in cui si punta a raggiungere la migliore condizione dell’articolazione al fine di poter far tornare il paziente a praticare le sue normali attività di vita quotidiana.
Ovviamente nei casi di instabilità importante occorre prevenire alcuni movimenti, o alcuni sport, ma sicuramente il paziente sarà informato adeguatamente dallo staff che lo ha preso in cura.
In questo step è fondamentale insegnare i comportamenti da adottare per mantenere in buona condizione la sua spalla e tutto il suo corpo, come gli esercizi e le auto posture da eseguire quotidianamente e prima di un’attività fisica.
L’obiettivo delle auto-posture è quello di migliorare la mobilità del tratto dorsale della colonna, che ha un ruolo importante nella dinamica di movimento della spalla.

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