IASTM in Fisioterapia: tutto quello che devi sapere

Data pubblicazione: 21/03/2019
Ultimo aggiornamento: 26/03/2019

IASTM in Fisioterapia: tutto quello che devi sapere

INDICE
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Introduzione - IASTM in Fisioterapia: tutto quello che devi sapere

Ciao, è arrivato finalmente il momento di scoprire a che servono e cosa sono questi fantomatici IASTM. Per prima cosa, che vuol dire IASTM?

Te lo dico subito, è un acronimo (Instrument Assisted Soft Tissue Mobilization) che tradotto significa Strumenti per la mobilizzazione assistita dei tessuti molli. In pratica affiancano la mano (e la “affrancano” anche con le dovute caratteristiche) per lavorare tutti i tessuti molli, cute, muscoli e fascia ed essere più selettivi che con la sola mano.

 

iatsm e loro uso

Introduzione - IASTM in Fisioterapia: tutto quello che devi sapere

Ciao, è arrivato finalmente il momento di scoprire a che servono e cosa sono questi fantomatici IASTM. Per prima cosa, che vuol dire IASTM?

Te lo dico subito, è un acronimo (Instrument Assisted Soft Tissue Mobilization) che tradotto significa Strumenti per la mobilizzazione assistita dei tessuti molli. In pratica affiancano la mano (e la “affrancano” anche con le dovute caratteristiche) per lavorare tutti i tessuti molli, cute, muscoli e fascia ed essere più selettivi che con la sola mano.

 

iatsm e loro uso

Da dove arrivano? Chi li ha inventati?

Di preciso non si sa.

Sappiamo che il primo (o i primi) di cui abbiamo memoria storica scritta risale e circa 3000 anni fa. Si hai letto bene, 3000 anni di storia, e appartiene alla MTC, alla Medicina Tradizionale Cinese. Ti Sto parlando del Gua Sha (si pronuncia “gua sa” in Cinese): nato in Cina più di 3000 anni fa e ancora in uso comune. Volendo provare a tradurre il termine in italiano viene fuori qualcosa tipo “graffiare via la febbre” che già ti rende l’idea di cosa facessero con gli strumenti dedicati. Strumenti che erano fatti di corno o di pietra e usati per dare una azione profonda frizionando la pelle, causando intorpidimento e comparsa di petecchie (lividi praticamente).

Roba che se vedi le foto di persone trattate magari scappi via dalla tastiera.

Immagini a parte, il risultato era (ed è) la riduzione delle tensioni muscolari con conseguente miglioramento del movimento (e non solo come capirai più avanti) per quello che riguarda il sistema muscolo-scheletrico e la rivitalizzazione del “Chi”, l’energia vitale che scorre nei meridiani e attraversa gli organi, per trattare le patologie sistemiche. Insomma questa metodica che appartiene alla grande tradizione della medicina tradizionale cinese è praticamente una delle antesignane di tutte le tecniche di terapia manuale che si avvalgono dell’aiuto di strumenti.

Strumenti che servivano a trattare i tessuti per avere effetti che difficilmente potevano ottenersi con la mano nuda. Con buona pace di quelli che pensavano di avere introdotto “innovazioni” in materia. Ti svelo subito un’altra cosa, uno dei motivi per il quale in MTC con il Gua Sha si utilizzano strumenti è perché in questo modo si riesce ad avere un’azione più profonda e selettiva per determinati trattamenti che il solo uso della mano non consente. Anzi, la mano potrebbe anche ”rovinarsi” parecchio facendo determinate manovre.

Adesso quello che mi interessa davvero è che alla fine di questo articolo tu abbia ben chiare tre cose:

  • come,
  • quando e soprattutto...
  • PERCHE’ utilizzare uno IASTM.

Torniamo all’inizio. IASTM. Questo nome identifica ormai nel mondo della Terapia Manuale vari strumenti con le forme più svariate (a e composti di vari materiali, plastica, acciaio e legno principalmente. Alcuni hanno materiali più pregiati come Alluminio o Fibra di Carbonio.

IASTM e terapia manuale

In Terapia Manuale negli ultimi anni c’è una forte riscoperta dell’uso degli IASTM grazie alla dimostrata efficacia ed efficienza dei trattamenti, ovviamente con specifiche indicazioni e limitazioni.

Mi stai seguendo? Ti ho già detto una cosa molto importante. Sono strumenti importanti in associazione alla Terapia Manuale e soprattutto in associazione ad una diagnosi funzionale e ad un ragionamento clinico che guidi il trattamento

Gli IASTM sono strumenti utilissimi nel trattamento di restrizioni fasciali, fibrosi dei tessuti molli, dolori cronici (ne parleremo tra poco nello specifico) e anche in caso di infiammazioni acute (trattando i tessuti a monte e a valle dell’infiammazione). Come in qualsiasi trattamento di terapia manuale, l'integrazione e l’associazione con l’esercizio terapeutico e la terapia fisica, Tecar Terapia su tutte ma anche Laser Terapia, Ipertermia o altro secondo le indicazioni, dovrebbe essere la regola nell’interesse del paziente e per amplificare l’efficacia e l’effetto del trattamento.

Ok dai, ma come funziona? Qua viene il bello, o il brutto, secondo che tu sia il paziente steso sul lettino o sia il Fisioterapista. Eh si perché c’è da dire che, generalmente, non sono trattamenti “piacevoli” (a meno che tu non sia felicemente masochista, in questo caso ti divertirai molto). Possono essere alquanto fastidiosi, se non addirittura dolorosi. Ma non preoccuparti. Sono trattamenti relativamente brevi. Pochi minuti di trattamento sono quasi sempre sufficienti per ottenere ottimi risultati se si utilizzano gli strumenti adeguati e se questi strumenti sono in mani esperte. Il risultato ti farà tornare il sorriso dopo qualche minuto di piccola sofferenza.

iastm efficacia del trattamento

L'utilizzo dello IASTM adeguato

Con uno IASTM adeguato potrai effettuare varie manovre in grado di abbattere efficacemente le restrizioni fasciali e il tessuto cicatriziale attraverso frizioni, compressioni e scivolamenti sul tessuto target. Per mezzo di “microtraumi” (controllati e specifici) alla struttura dei tessuti molli oggetto del trattamento si provoca una stimolazione meccanica oltre che neurofisiologica. Il microtrauma avvia il “riassorbimento” o il rimodellamento della fibrosi o del tessuto cicatriziale in eccesso e facilita una cascata di reazioni neurofisiologiche con conseguente rimodellamento delle strutture dei tessuti molli interessati.

Si possono trattare in questo modo anche le aderenze all'interno dei tessuti molli che possono essersi sviluppate a seguito di interventi chirurgici, immobilizzazione, sollecitazioni ripetute o altri meccanismi. Con le giuste manovre i gli IASTM adeguati le aderenze vengono “scomposte” per consentire il completo ripristino funzionale. Può essere un approccio non invasivo davvero molto efficace per determinate patologie muscolo scheletriche in condizioni sia croniche che acute per il trattamento della fascia. Ma, a questo punto devo dirti cosa consideriamo con il termine fascia. Un termine che va molto di moda e che spesso è anche un po’ abusato. Te la faccio breve. Hai studiato che esiste il sistema scheletrico, hai studiato che esiste il sistema muscolare e quasi certamente hai studiato o ti hanno detto che la fascia altro non è che il materiale di “imballaggio” del sistema muscolo-scheletrico. Una specie di domopak insomma. Stroma detto in termini tecnici. Materia di “supporto” senza “funzione” propria come i tessuti nobili, il “parenchima”.

 

iastm e sistema muscolo scheletrico

 

Non è proprio così. Anzi devi sapere che in realtà la fascia non solo ha una importanza fondamentale per il Sistema Uomo (come tutto il resto che c’è intorno) ma è anche il “supporto” biochimico, bioelettrico e meccanico in cui questi due sistemi si connettono, si “parlano” e trasferiscono informazioni reciprocamente tra loro e al SNC. Difatti tra poco ti parlerò in dettaglio degli EFFETTI a livello locale e sistemico sull’organismo dell’uso avveduto di IASTM. La Fascia è tanto importante quanto dimenticata perfino nei sistemi diagnostici classici, Radiografia, Risonanza, TAC.

In tutti questi sistemi di immagini vengono indagati sempre muscoli, organi, articolazioni e ossa in generale senza che venga mai presa in considerazione una patologia intrinseca della fascia medicina. Eppure devi sapere che in medicina e nelle banche dati biomediche è pieno di patologie correlate definite da sempre “Sindromi Miofasciali”.

Diversi studi hanno dimostrato che i trigger points miofasciali si associano frequentemente a numerose condizioni cliniche dolorose, come emicrania, cefalea tensiva, algodisfunzione temporo- mandibolare, cervicalgia, dolore di spalla, epicondilite, sindrome del tunnel carpale, mal di schiena, dolore pelvico e sindrome da colpo di frusta. Eccone uno ad esempio https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22094195 

Per non parlare delle cicatrici e delle aderenze che si strutturano nei tessuti dopo un trauma ho dopo un intervento chirurgico. Senza considerare che le aderenze cicatriziali possono essere la conseguenza dello stile di vita dell’alimentazione e dell’uso di farmaci. In questi casi infatti i tessuti e i vari piani fasciali possono letteralmente “fondersi” tra loro e creare delle patologie funzionali strutturate che saranno l’origine di dolore cronico spesso misconosciuto.

iastm gli strumenti

Indicazioni terapeutiche degli IASTM

Cominci a capire quanto è importante saper individuare queste patologie e soprattutto poterle trattare con la massima efficacia? E come se non con uno strumento Professionale Specifico?

Bene e quali sono le indicazioni?

Eccoti qualche esempio:

  • Restrizioni di Movimento (articolare)
  • Problemi di fibrosi o cicatrici muscolari
  • Cicatrici cutanee
  • Dolore durante il movimento.

Per quest’ultima indicazione adesso ti elencherò una serie di “patologie” (spessissimo di origine miofasciale) che trovano enorme beneficio oltre che indicazione al trattamento:

  • Epicondilite ed Epitrocleite
  • Sindrome del tunnel carpale
  • Dolore al collo
  • GIRD di Spalla
  • Fascite plantare
  • Tendinite della cuffia dei rotatori
  • Tendinite rotulea
  • Tendinite dell’Achilleo
  • Sindrome di DeQuervain
  • Cicatrici post-chirurgiche e pos-traumatiche
  • Esiti di Distorsioni
  • Borsite acuta (a monte e a valle della infiammazione)
  • Mal di schiena
  • Dito a scatto
  • Sindrome della bandelletta Ileo Tibiale

Insomma se non ti sei perso tra tutti questi nomi avrei capito che un uso avveduto di uno IASTM può rivelarsi determinante in moltissimi casi. Soprattutto per quello che ti ho detto prima. Con questi strumenti puoi trattare con notevoli benefici sia patologie strutturali che patologie funzionali.

Effetti fisiologici degli IASTM e tecniche di utilizzo

Adesso è arrivato il momento di descriverti gli effetti fisiologici che si ottengono.

Ti anticipo una cosa tanto importante quanto fondamentale: gli effetti che si ottengono con uno IASTM sono esattamente quelli che si ottengono con la Terapia Manuale senza l’uso di IASTM. Coooosaaa??? E tu adesso me lo dici? Mi hai fatto leggere fin qui per dirmi che con o senza IASTM gli effetti sono gli stessi??? Calma.

Ragionando, ti ripeto un concetto, ha senso parlare di un uso avveduto di uno strumento, ed entriamo nel vivo del tema, in particolare per avere un “vantaggio meccanico”, uno scarico funzionale per l’operatore. Come ci dicono tutte le pubblicazioni in merito che parlano di PROBLEMI ALLE MANI PER I FISIOTERAPISTI.

Gli effetti in teoria sono gli stessi ma in pratica uno IASTM ha molto senso perché ti consente di avere una LEVA VANTAGGIOSA per la mobilizzazione e la manipolazione dei tessuti molli. Sei più Profondo, Selettivo e Specifico nel trattamento. E, se lo strumento ha una Ergonomia adeguata, ti risparmi problemi alle mani.

E non a caso i problemi alle mani, nel mondo, sono la seconda causa di assenza da lavoro per i Fisioterapiasti dopo il mal di schiena come mostra anche questo studio Italiano https://content.iospress.com/articles/work/wor2289

Ok, ho capito. Grazie. Ora vediamo quali sono questi effetti! Sono riassumibili in 3:

• Azione Meccanica

• Azione Circolatoria

• Azione Riflessa

Vari studi hanno esaminato i vantaggi dell’uso di IASTM anche a livello cellulare. I benefici includono l'aumento della proliferazione dei fibroblasti, la riduzione del tessuto cicatriziale, l’aumento della risposta vascolare e il rimodellamento della matrice di fibre di collagene non organizzate. Il fibroblasto è considerato la cellula più importante della matrice extracellulare (ECM). Difatti la riparazione e la rigenerazione dei tessuti molli avviene nella ECM. Il fibroblasto sintetizza la ECM, che include collagene, elastina e proteoglicani, e altre sostanze. I fibroblasti hanno soprattutto un’altra caratteristica di fondamentale importanza, la capacità di reagire come Meccanotrasduttori, il che significa che sono in grado di trasformare stimoli biofisici (deformazioni meccaniche) come la compressione, gli stiramenti, gli scivolamenti e altri stimoli meccanici, in stimoli di tipo bio-chimico e di seguito elettrici e quindi nervosi.

 

iastm come cura delle patologie della schiena

Tieni bene in mente questa cosa. La mobilizzazione dei tessuti molli dovrebbe avere SEMPRE lo scopo di sottendere ad effetti neurofisiologici (e in questo caso ci vuole una ottima conoscenza e studio di questi ultimi e come ottenerli) e poi anche meramente meccanici (che pure sono utili e necessari tipo per una rigidità post-intervento o post-immobilizzazione prolungata) e ovviamente gli effetti che ottieni con uno IASTM sul connettivo e sulle reazioni neurofisiologiche sono assolutamente sovrapponibili alla mano libera con la differenza che quest’ultima in alcune metodiche si sovraccarica parecchio in determinati casi. Ed è proprio per questo che io, avendo dovuto affrontare il problema per me stesso, ho provato a dare la mia risposta che si è rivelata molto efficace e risolutiva per tantissimi colleghi https://www.fascialfull.com/opinioni/

Tornando agli effetti neurofisiologici, alcuni studi hanno concluso che la produzione di fibroblasti è direttamente proporzionale all'entità della pressione prodotta dall’uso di IASTM.

Eccone uno https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9139169 . Altri studi hanno anche mostrato i benefici clinici che mostrano miglioramenti nella gamma di movimento, forza e percezione del dolore dopo il trattamento. A questo punto per capire bene a cosa servono, quanto sono efficaci, e quanto possono esserci di aiuto questi strumenti non posso non introdurti brevemente il concetto di Fibrosi. Ossia di una trasformazione, metaplasia in termini tecnici, di un tessuto in un altro tessuto, cioè praticamente un tessuto “funzionale” come il muscolo che si rompe e che viene sostituito da una cicatrice ossia da cellule con una struttura e una funzione differente da quella originaria.

La cicatrice che si forma in un muscolo non è composta da tessuto “contrattile” (che si allunga e accorcia) ma da tessuto più rigido con caratteristiche diverse. E che possono dare problemi non di poco conto se non ben gestite e soprattutto ben trattate. Ed indovina di cosa avrai bisogno per farlo al meglio?... Esatto di uno IASTM. E proprio parlando di cicatrici muscolari in particolare devo parlarti adesso di una metodica in particolare. La Fibrolisi. Fai molta attenzione, che tu sia un paziente o che tu sia un Fisioterapista apri bene gli occhi. Questa è una tecnica molto particolare, tanto dolorosa quanto efficace ed insostituibile in determinati casi. Soprattutto negli esiti di infortuni per chi pratica attività sportiva (ma non solo). E’ l’unica tecnica che prevede strumenti per la manipolazione dei tessuti che prevede in particolare tecniche in Trazione e Scivolamenti, a differenza delle tecniche in Compressione e Scivolamenti tipiche del resto del mondo IASTM.

 

iastm curare diverse patologie e cicatrici

È stata “codificata” (fa tanto figo sto termine) dal Fisioterapista Svedese Kurt Ekman che è stato un allievo di un altro grande nome della Medicina Ortopedica internazionale, James Cyriax, l’ideatore del Massaggio Trasverso Profondo. E proprio in seguito alla “influenza” di questo grande Medico che aveva capito come trattare al meglio le cicatrici cutanee e non solo che Ekman ha sentito il bisogno di mettere a punto degli strumenti per trattare cicatrici più profonde, muscolari in particolare. Così è “nata” la sua Fibrolisi mediante l’uso di Ganci, di uncini di metallo, che servivano ad agganciare e a trazionare le fibrosi profonde.

Bene adesso ne sai qualcosa di più, anche rispetto alla storia di alcune tecniche.

Controindicazioni

Ora però, dopo averti illustrato le molteplici indicazioni passo a dirti quali sono le possibili controindicazioni nell’uso di IASTM:

• La prima è senz’altro l’esperienza dell’operatore

• Poi la qualità dei tessuti (quindi della cute)

• Ferite, infezioni, tumori

• Flogosi (controindicazione relativa solo in sede di infiammazione)

• Disestesie (cioè la alterata sensibilità del paziente)

• Turbe neurologiche o circolatorie come trombosi venose

• E infine attenzione ai pazienti anziani o defedati.

Bene, adesso siamo proprio ai titoli di coda, se sei arrivato fin qui ormai ti sei fatto una buona dose di cultura in materia oppure una buona dose di addormentamento davanti al monitor. Spero più nella prima a dire il vero.

In conclusione avrai capito quanto possono essere utili ed efficaci gli IASTM in Terapia Manuale anche per risparmiarti problemi alle mani in determinate circostanze e conoscendo bene strumento e modalità operative (oltre che tutta la teoria di base). E in questo caso l’aspetto fondamentale è l’Ergonomia dello strumento per l’operatore. La terapia mio-fasciale (https://www.fisioterapiaitalia.com/terapie/terapia-mio-fasciale/) necessità come tutte le metodiche e le tecniche in fisioterapia della massima integrazione possibile.

Ad esempio con la più ampia accezione di Terapia Manuale , con Terapia Fisica in particolare con la Tecarterapia e con l’ Esercizio Terapeutico e la Riabilitazione Funzionale. L’importante e avere sempre l’occhio puntato sul “fine”.

"Perché è sempre il fine che giustifica il mezzo".t

Luigi Pianese

Autori

Luigi Pianese

Fisioterapista

Fisioterapista appassionato di terapia manuale e da sempre curioso studioso di tutto quello che ruota intorno all’universo “salute”.

E’ per questo che nel corso degli anni mi sono specializzato sempre di più proprio nell’ambito della terapia manuale approfondendo sia l’approccio strutturale manipolativo articolare che quello manipolativo miofasciale prendendo come riferimento i migliori approcci in questo campo per cercare di dare sempre la risposta migliore e più efficace ai miei pazienti.

Impegnato come molti miei colleghi per gran parte della mia giornata e della mia settimana a risolvere i problemi dei miei pazienti sia presso il centro di fisioterapia in cui curo il coordinamento della parte tecnica sia presso il mio studio a Roma.

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