La postura in relazione alle emozioni

La postura in relazione alle emozioni

Introduzione - La postura in relazione alle emozioni

Gli squilibri posturali vengono influenzati dalle emozioni

Pensieri negativi, conflitti interiori irrisolti, traumi emotivi non condizionano nel tempo solo la psiche, ma hanno una fondamentale influenza anche sulla nostra postura. Disarmonie del corpo, sbilanciamenti posturali vanno di pari passo con attitudini mentali contrarie al nostro benessere psicofisico e allora, gradualmente, giorno dopo giorno, costruiamo una corazza dura e spessa.

Una corazza che diventa funzionale alla sopravvivenza, resistente agli urti della vita, di cui non siamo quasi mai consapevoli, ma che ci protegge dal dolore e assicura un equilibrio che, per quanto precario, consente di sorvegliare i sentimenti che più temiamo, come l'esplosione della rabbia o un attacco di paura, e di tenere apparentemente tutto sotto controllo, purtroppo anche a noi stessi. La struttura rigida indossata come una seconda pelle, limita la spontaneità, fa disperdere molta energia e agisce sui muscoli, i quali, a loro volta, si adattano a posture ed atteggiamenti che riflettono la conflittualità interiore. Di fronte ad uno stato emotivo di tensione, i muscoli si contraggono fino ad ottenere una postura sbagliata, in grado però di bilanciare lo scompenso interno. Questi atteggiamenti fisici mantenuti e ripetuti automaticamente nel tempo ogni volta che si presenta uno specifico disagio, un problema tipico, la solita emozione destabilizzante, generano squilibri posturali che si manifestano con dolori muscolari e articolari, difficoltà a deambulare, vertigini, stress, fatica senza recupero, insonnia, incubi e fobie varie.

Per esempio, la postura delle spalle sollevate con il collo in avanti esprime paura nel soggetto e genera dolori cervicali. Oppure, la schiena ricurva associata ad un viso ed uno sguardo bassi, esprime depressione.

Dunque, le posture malsane rappresentano lo specchio del nostro stato di benessere, sono in grado di descrivere l'interiorità sofferente e comunicano con forza che a nulla varrà intervenire sul dolore o sulla correzione della postura, se non cambierà anche l'atteggiamento mentale che sottende alla postura stessa. Per modificare le rigidità corporee, allora, occorre scalzare anche le rigidità del pensiero che le accompagna. Ovviamente, vale anche il contrario: per liberare le emozioni bloccate, occorre contemporaneamente rendere i muscoli più elastici e malleabili.

Introduzione - La postura in relazione alle emozioni

Gli squilibri posturali vengono influenzati dalle emozioni

Pensieri negativi, conflitti interiori irrisolti, traumi emotivi non condizionano nel tempo solo la psiche, ma hanno una fondamentale influenza anche sulla nostra postura. Disarmonie del corpo, sbilanciamenti posturali vanno di pari passo con attitudini mentali contrarie al nostro benessere psicofisico e allora, gradualmente, giorno dopo giorno, costruiamo una corazza dura e spessa.

Una corazza che diventa funzionale alla sopravvivenza, resistente agli urti della vita, di cui non siamo quasi mai consapevoli, ma che ci protegge dal dolore e assicura un equilibrio che, per quanto precario, consente di sorvegliare i sentimenti che più temiamo, come l'esplosione della rabbia o un attacco di paura, e di tenere apparentemente tutto sotto controllo, purtroppo anche a noi stessi. La struttura rigida indossata come una seconda pelle, limita la spontaneità, fa disperdere molta energia e agisce sui muscoli, i quali, a loro volta, si adattano a posture ed atteggiamenti che riflettono la conflittualità interiore. Di fronte ad uno stato emotivo di tensione, i muscoli si contraggono fino ad ottenere una postura sbagliata, in grado però di bilanciare lo scompenso interno. Questi atteggiamenti fisici mantenuti e ripetuti automaticamente nel tempo ogni volta che si presenta uno specifico disagio, un problema tipico, la solita emozione destabilizzante, generano squilibri posturali che si manifestano con dolori muscolari e articolari, difficoltà a deambulare, vertigini, stress, fatica senza recupero, insonnia, incubi e fobie varie.

Per esempio, la postura delle spalle sollevate con il collo in avanti esprime paura nel soggetto e genera dolori cervicali. Oppure, la schiena ricurva associata ad un viso ed uno sguardo bassi, esprime depressione.

Dunque, le posture malsane rappresentano lo specchio del nostro stato di benessere, sono in grado di descrivere l'interiorità sofferente e comunicano con forza che a nulla varrà intervenire sul dolore o sulla correzione della postura, se non cambierà anche l'atteggiamento mentale che sottende alla postura stessa. Per modificare le rigidità corporee, allora, occorre scalzare anche le rigidità del pensiero che le accompagna. Ovviamente, vale anche il contrario: per liberare le emozioni bloccate, occorre contemporaneamente rendere i muscoli più elastici e malleabili.

I MIGLIORI CENTRI VICINO A TE

Non è la zona che stai cercando?

CERCA