Evoluzione del benessere

Evoluzione del benessere

Introduzione - Evoluzione del benessere

Evoluzione del benessere, una passeggiata nella storia

Evoluzione del benessere. Scaricare lo stress, allenare, rassodare, massaggiare, rilassare, sono questi gli imperativi del nostro benessere pisco-fisico. Fitness, welness, training, i termini non mancano. Palestre, piscine, terme, spa, centri benessere, i luoghi abbondano. Personal trainer, fisioterapisti, massaggiatori, istruttori, anche di specialisti del benessere ce ne sono in quantità.

Dalle squallide e sguarnite palestre degli anni '70, dotate di un cavalletto, qualche materassino, gli immancabili pesi, un paio di quadri svedesi e la mitica cyclette, saltellando con l'aerobica degli anni '80 di Jane Fonda e Sydne Rome, che impazzavano nelle videocassette vestite di tutine attillate e scaldamuscoli e proponevano una ginnastica divertente a suon di musica, una vera e propria rivoluzione per la tonificazione del corpo, fino ai programmi televisivi di oggi, quelli del digitale terrestre dedicati all'home fitness, per esempio, che presentano attrezzi per mantenerci in forma comodamente a casa, pagabili con piccole rate e che tanto poco ingombrano, di esercizi fisici ne sono passati sotto i ponti.

Se, però, negli 70 la ginnastica fa tendenza e negli 80 diventa un fenomeno commerciale, trasformandosi in una moda nel decennio successivo, è però solo in questi ultimi anni che, superati gli aspetti più effimeri, stiamo probabilmente recuperando il valore originario del benessere, seguendo un'evoluzione, anzi una regressione, che ci sta portando a ritroso nel tempo, che trova il suo futuro nel passato e ci ricollega a quello che per gli antichi costituiva un vero e proprio stile di vita.

evoluzione benessereInfatti, chi fino a poco tempo fa, oltre allo sport, praticava magari una disciplina yoga o di meditazione, era etichettato con fin troppa facilità come un hippie, un anticonformista, addirittura come un esaltato e chi frequentava un centro termale non poteva essere che guardato come un malato e ciò perché il benessere era considerato un aspetto prettamente legato al corpo, allo sport, alla ginnastica, alla palestra. Oggi, invece, nessuno si stupisce più di fronte ad un frequentatore di pratiche di rilassamento, piuttosto che di massaggi e che, in sintesi, si ponga come obiettivo quello di ricercare e di raggiungere il proprio benessere, non solo fisico, ma anche psichico, per mezzo di tutto un diffondersi di tecniche energiche, piuttosto che meno invasive, di fitness piuttosto che di welness o, perché no, di entrambe.

Ed è proprio l'attuale ricongiungersi degli aspetti del benessere del corpo a quello del benessere della mente, il moderno impulso all'interazione tra esercizio, alimentazione, riduzione dello stress e scarico delle tossine a saldarci a Greci e Romani, tanto per rimanere in casa nostra, a riportarci a quel modo che gli antichi avevano di percepire e di "vivere", appunto, il benessere. Per loro sì, che era un valore!

Evoluzione del benessere, oggi partendo da ieri

La salute del fisico, della psiche e la cura di sé costituivano per questi nostri nobili antenati un fattore intrinseco, rappresentavano una componente sociale molto importante, un elemento alla base dell'educazione di ogni individuo e, di conseguenza, un ruolo fondamentale ricoprivano l'igiene, l'alimentazione, la cura del corpo e gli esercizi fisici. Non a caso i Greci erano convinti che non ci fosse nessuna educazione scolastica valida, se a questa non veniva associata un'energica attività sportiva, mentre è di Giovenale il più famoso e inflazionato aforisma sul benessere di tutti i tempi, quel "mens sana in corpore sano", che oggi, però, è più attuale che mai.

Nel mondo greco, la pratica della ginnastica era ritenuta indispensabile alla salute e al benessere. I ragazzi, per esempio, imparavano a nuotare in mare e nei fiumi fin da piccoli, e continuavano anche da adulti, magari praticando il nuoto nei ginnasi, che contribuirono molto a diffondere in Grecia l'abitudine della pulizia del corpo.

benessere roma antica Mosaico nella Villa romana del Casale

Infatti, questi edifici deputati all'addestramento del corpo fin dal VI secolo a.C. e in genere ubicati vicino al mare o ad un corso d'acqua per assicurare l'approvvigionamento idrico degli impianti balneari di cui erano provvisti, avevano anche vasche per le abluzioni, fontane con le bocche poste in alto, sotto cui lavarsi prima del bagno in piscina (la stessa nostra regola di fare la doccia prima di entrare in vasca). I Greci dell'età classica conoscevano anche il bagno di rilassamento in una vasca da bagno individuale di pietra o terracotta collocata in casa, più o meno delle nostre stesse forme, oppure si recavano in uno dei numerosi bagni pubblici, dove, oltre al relax e all'igiene del corpo, potevano incontrare gli amici, chiacchierare o scambiare pettegolezzi. In questi stabilimenti c'erano anche delle zone riservate alle donne che, notoriamente, vivevano confinate e recluse in casa, fatta eccezione per il caso di Sparta, e questo a riprova dell'estrema importanza ricoperta dall'igiene e dalla cura del corpo nella società di quei tempi, quali fondamenta del valore di salute e benessere, a prescindere dal ceto, dall'età e anche dal sesso.

Il gusto per gli esercizi fisici era talmente forte che per comprenderlo è sufficiente leggere i giochi funebri celebrati da Achille per la morte di Patroclo descritti nel XIII canto dell'Iliade di Omero e tenere a mente che la palestra e lo stadio sono due edifici che compaiono sempre in una città greca.

La palestra era in genere a cielo aperto e dotata di spogliatoi, sale da bagno e sale da riposo. Nella borsa da palestra, il ragazzo aveva una spugna per lavarsi, olio per detergersi prima degli esercizi e lo strigile, una spatola usata per sgrassare la pelle da grasso, polvere e sudore. In pratica, prima si lavava, poi si ungeva, si allenava, si sgrassava e di nuovo si lavava. Nella palestra regnava incontrastato il pedotribo (l'insegnante di educazione fisica delle nostre scuole), che si distingueva per il suo mantello rosso e il bastone a forca, insegne del suo mestiere, e che oltre ad essere quello che per noi è l'allenatore, era anche un pò medico, perché curava lussazioni, contusioni e fratture, dietista, perché consigliavano il migliore regime alimentare per l'atleta, igienista e massaggiatore. Inoltre, in ogni palestra c'era almeno un suonatore di oboe che segnava il ritmo di esercizi specifici, che oggi si chiama ginnastica svedese, ma che comunque accompagnava l'allenamento dei ragazzi in parecchi sport, anche per educare all'armonia del corpo.

evoluzione del benessereTra gli sport praticati, la lotta era la disciplina per eccellenza (uguale alla nostra lotta greco-romana), poi veniva la corsa di velocità e quella di fondo che, è ovvio, si praticavano allo stadio (quasi identico al nostro), il salto in lungo, il lancio del disco e del giavellotto, il pancrazio(la nostra boxe). Gli atleti non si privavano degli esercizi di rilassamento o di preparazione, proprio come noi, che avvenivano sempre al suono dell'oboe: manubri, giochi con la palla e il cerchio, il sacco di sabbia da prendere a pugni, quello che abbiamo ribattezzato punching-ball.

Nella Roma antica, la concezione di benessere, salute e igiene subisce molto l'influenza di quella greca, ma assume addirittura dimensioni spettacolari e mondani, come nel caso degli immensi complessi termali fatti costruire dagli imperatori. Tuttavia, vi erano anche bagni privati, per una clientela ristretta, balnea aperti a tutti a pagamento e bagni pubblici gratuiti, le terme appunto. Qui, oltre alle stanze dedicate al bagno (frigidarium, tepidarium e calidarium), erano annessi molti altri locali, come per esempio quelli destinati alla ginnastica, ai massaggi, alla depilazione, agli spogliatoi.

L'orario di apertura delle terme era mezzogiorno, ma è soprattutto verso la metà del pomeriggio che la gente vi si riversava e gli stabilimenti divenivano il vero centro della vita sociale. Un'idea precisa e anche molto attuale della vivacità e delle attività che vi si svolgevano, la fornisce Seneca nella descrizione di un bagno: "Abito proprio sopra un bagno: immaginati un vocio, un gridare in tutti i toni che ti fa desiderare di essere sordo; sento il mugolio di coloro che si esercitano ai manubri e che emettono sibili e respiri affannosi. Se qualcuno se ne sta buono a farsi fare il massaggio, sento il picchio della mano sulla spalla e un suono diverso a seconda che il colpo è dato con la mano piatta o incavata. Quando poi viene uno di quelli che non può giocare  a palla se non grida e incomincia a contare i colpi ad alta voce, è finita. C'è anche l'attaccabrighe, il ladro colto sul fatto, il chiacchierone che quando parla sta a sentire il suono della sua voce e quelli che fanno il tuffo nella vasca per nuotare, mentre l'acqua sprizza rumorosamente da tutte le parti?.. Pensa al depilatore che ogni poco fa un verso in falsetto per offrirti i suoi servigi e non sta zitto che quando strappa i peli a qualcuno, ma allora strilla chi gli sta sotto?.

Non sembra di stare in una delle nostre palestre? Non sembra che descriva le attività di uno dei tanti moderni centri estetici o dei centri benessere più attrezzati? Cerette, massaggi, idromassaggi, sale relax, piscine riscaldate, doccioni, cromoterapia, a differenziarci è forse l'offerta, l'assortimento, la varietà di scelta che le nostre moderne strutture offrono.

E' indubbio che abbiamo mutuato dagli antichi gli ambienti destinati allo sport e al benessere ed anche le varie funzioni degli spazi non sono variate. Abbiamo preso in prestito l'aspetto sociale, il ritrovarsi in palestra soprattutto da metà pomeriggio, il conoscere gente nuova.

Semmai, quello che ci distingue dai nostri illustri antenati, è l'avere adottato soprattutto gli aspetti più effimeri del vivere questi luoghi, di averne accolto troppo l'esteriorità, piuttosto che  avere fatto nostri i principi di uno stile di vita, quello del benessere, che a tutt'oggi non è ancora un valore costitutivo della nostra società.

Introduzione - Evoluzione del benessere

Evoluzione del benessere, una passeggiata nella storia

Evoluzione del benessere. Scaricare lo stress, allenare, rassodare, massaggiare, rilassare, sono questi gli imperativi del nostro benessere pisco-fisico. Fitness, welness, training, i termini non mancano. Palestre, piscine, terme, spa, centri benessere, i luoghi abbondano. Personal trainer, fisioterapisti, massaggiatori, istruttori, anche di specialisti del benessere ce ne sono in quantità.

Dalle squallide e sguarnite palestre degli anni '70, dotate di un cavalletto, qualche materassino, gli immancabili pesi, un paio di quadri svedesi e la mitica cyclette, saltellando con l'aerobica degli anni '80 di Jane Fonda e Sydne Rome, che impazzavano nelle videocassette vestite di tutine attillate e scaldamuscoli e proponevano una ginnastica divertente a suon di musica, una vera e propria rivoluzione per la tonificazione del corpo, fino ai programmi televisivi di oggi, quelli del digitale terrestre dedicati all'home fitness, per esempio, che presentano attrezzi per mantenerci in forma comodamente a casa, pagabili con piccole rate e che tanto poco ingombrano, di esercizi fisici ne sono passati sotto i ponti.

Se, però, negli 70 la ginnastica fa tendenza e negli 80 diventa un fenomeno commerciale, trasformandosi in una moda nel decennio successivo, è però solo in questi ultimi anni che, superati gli aspetti più effimeri, stiamo probabilmente recuperando il valore originario del benessere, seguendo un'evoluzione, anzi una regressione, che ci sta portando a ritroso nel tempo, che trova il suo futuro nel passato e ci ricollega a quello che per gli antichi costituiva un vero e proprio stile di vita.

evoluzione benessereInfatti, chi fino a poco tempo fa, oltre allo sport, praticava magari una disciplina yoga o di meditazione, era etichettato con fin troppa facilità come un hippie, un anticonformista, addirittura come un esaltato e chi frequentava un centro termale non poteva essere che guardato come un malato e ciò perché il benessere era considerato un aspetto prettamente legato al corpo, allo sport, alla ginnastica, alla palestra. Oggi, invece, nessuno si stupisce più di fronte ad un frequentatore di pratiche di rilassamento, piuttosto che di massaggi e che, in sintesi, si ponga come obiettivo quello di ricercare e di raggiungere il proprio benessere, non solo fisico, ma anche psichico, per mezzo di tutto un diffondersi di tecniche energiche, piuttosto che meno invasive, di fitness piuttosto che di welness o, perché no, di entrambe.

Ed è proprio l'attuale ricongiungersi degli aspetti del benessere del corpo a quello del benessere della mente, il moderno impulso all'interazione tra esercizio, alimentazione, riduzione dello stress e scarico delle tossine a saldarci a Greci e Romani, tanto per rimanere in casa nostra, a riportarci a quel modo che gli antichi avevano di percepire e di "vivere", appunto, il benessere. Per loro sì, che era un valore!

Evoluzione del benessere, oggi partendo da ieri

La salute del fisico, della psiche e la cura di sé costituivano per questi nostri nobili antenati un fattore intrinseco, rappresentavano una componente sociale molto importante, un elemento alla base dell'educazione di ogni individuo e, di conseguenza, un ruolo fondamentale ricoprivano l'igiene, l'alimentazione, la cura del corpo e gli esercizi fisici. Non a caso i Greci erano convinti che non ci fosse nessuna educazione scolastica valida, se a questa non veniva associata un'energica attività sportiva, mentre è di Giovenale il più famoso e inflazionato aforisma sul benessere di tutti i tempi, quel "mens sana in corpore sano", che oggi, però, è più attuale che mai.

Nel mondo greco, la pratica della ginnastica era ritenuta indispensabile alla salute e al benessere. I ragazzi, per esempio, imparavano a nuotare in mare e nei fiumi fin da piccoli, e continuavano anche da adulti, magari praticando il nuoto nei ginnasi, che contribuirono molto a diffondere in Grecia l'abitudine della pulizia del corpo.

benessere roma antica Mosaico nella Villa romana del Casale

Infatti, questi edifici deputati all'addestramento del corpo fin dal VI secolo a.C. e in genere ubicati vicino al mare o ad un corso d'acqua per assicurare l'approvvigionamento idrico degli impianti balneari di cui erano provvisti, avevano anche vasche per le abluzioni, fontane con le bocche poste in alto, sotto cui lavarsi prima del bagno in piscina (la stessa nostra regola di fare la doccia prima di entrare in vasca). I Greci dell'età classica conoscevano anche il bagno di rilassamento in una vasca da bagno individuale di pietra o terracotta collocata in casa, più o meno delle nostre stesse forme, oppure si recavano in uno dei numerosi bagni pubblici, dove, oltre al relax e all'igiene del corpo, potevano incontrare gli amici, chiacchierare o scambiare pettegolezzi. In questi stabilimenti c'erano anche delle zone riservate alle donne che, notoriamente, vivevano confinate e recluse in casa, fatta eccezione per il caso di Sparta, e questo a riprova dell'estrema importanza ricoperta dall'igiene e dalla cura del corpo nella società di quei tempi, quali fondamenta del valore di salute e benessere, a prescindere dal ceto, dall'età e anche dal sesso.

Il gusto per gli esercizi fisici era talmente forte che per comprenderlo è sufficiente leggere i giochi funebri celebrati da Achille per la morte di Patroclo descritti nel XIII canto dell'Iliade di Omero e tenere a mente che la palestra e lo stadio sono due edifici che compaiono sempre in una città greca.

La palestra era in genere a cielo aperto e dotata di spogliatoi, sale da bagno e sale da riposo. Nella borsa da palestra, il ragazzo aveva una spugna per lavarsi, olio per detergersi prima degli esercizi e lo strigile, una spatola usata per sgrassare la pelle da grasso, polvere e sudore. In pratica, prima si lavava, poi si ungeva, si allenava, si sgrassava e di nuovo si lavava. Nella palestra regnava incontrastato il pedotribo (l'insegnante di educazione fisica delle nostre scuole), che si distingueva per il suo mantello rosso e il bastone a forca, insegne del suo mestiere, e che oltre ad essere quello che per noi è l'allenatore, era anche un pò medico, perché curava lussazioni, contusioni e fratture, dietista, perché consigliavano il migliore regime alimentare per l'atleta, igienista e massaggiatore. Inoltre, in ogni palestra c'era almeno un suonatore di oboe che segnava il ritmo di esercizi specifici, che oggi si chiama ginnastica svedese, ma che comunque accompagnava l'allenamento dei ragazzi in parecchi sport, anche per educare all'armonia del corpo.

evoluzione del benessereTra gli sport praticati, la lotta era la disciplina per eccellenza (uguale alla nostra lotta greco-romana), poi veniva la corsa di velocità e quella di fondo che, è ovvio, si praticavano allo stadio (quasi identico al nostro), il salto in lungo, il lancio del disco e del giavellotto, il pancrazio(la nostra boxe). Gli atleti non si privavano degli esercizi di rilassamento o di preparazione, proprio come noi, che avvenivano sempre al suono dell'oboe: manubri, giochi con la palla e il cerchio, il sacco di sabbia da prendere a pugni, quello che abbiamo ribattezzato punching-ball.

Nella Roma antica, la concezione di benessere, salute e igiene subisce molto l'influenza di quella greca, ma assume addirittura dimensioni spettacolari e mondani, come nel caso degli immensi complessi termali fatti costruire dagli imperatori. Tuttavia, vi erano anche bagni privati, per una clientela ristretta, balnea aperti a tutti a pagamento e bagni pubblici gratuiti, le terme appunto. Qui, oltre alle stanze dedicate al bagno (frigidarium, tepidarium e calidarium), erano annessi molti altri locali, come per esempio quelli destinati alla ginnastica, ai massaggi, alla depilazione, agli spogliatoi.

L'orario di apertura delle terme era mezzogiorno, ma è soprattutto verso la metà del pomeriggio che la gente vi si riversava e gli stabilimenti divenivano il vero centro della vita sociale. Un'idea precisa e anche molto attuale della vivacità e delle attività che vi si svolgevano, la fornisce Seneca nella descrizione di un bagno: "Abito proprio sopra un bagno: immaginati un vocio, un gridare in tutti i toni che ti fa desiderare di essere sordo; sento il mugolio di coloro che si esercitano ai manubri e che emettono sibili e respiri affannosi. Se qualcuno se ne sta buono a farsi fare il massaggio, sento il picchio della mano sulla spalla e un suono diverso a seconda che il colpo è dato con la mano piatta o incavata. Quando poi viene uno di quelli che non può giocare  a palla se non grida e incomincia a contare i colpi ad alta voce, è finita. C'è anche l'attaccabrighe, il ladro colto sul fatto, il chiacchierone che quando parla sta a sentire il suono della sua voce e quelli che fanno il tuffo nella vasca per nuotare, mentre l'acqua sprizza rumorosamente da tutte le parti?.. Pensa al depilatore che ogni poco fa un verso in falsetto per offrirti i suoi servigi e non sta zitto che quando strappa i peli a qualcuno, ma allora strilla chi gli sta sotto?.

Non sembra di stare in una delle nostre palestre? Non sembra che descriva le attività di uno dei tanti moderni centri estetici o dei centri benessere più attrezzati? Cerette, massaggi, idromassaggi, sale relax, piscine riscaldate, doccioni, cromoterapia, a differenziarci è forse l'offerta, l'assortimento, la varietà di scelta che le nostre moderne strutture offrono.

E' indubbio che abbiamo mutuato dagli antichi gli ambienti destinati allo sport e al benessere ed anche le varie funzioni degli spazi non sono variate. Abbiamo preso in prestito l'aspetto sociale, il ritrovarsi in palestra soprattutto da metà pomeriggio, il conoscere gente nuova.

Semmai, quello che ci distingue dai nostri illustri antenati, è l'avere adottato soprattutto gli aspetti più effimeri del vivere questi luoghi, di averne accolto troppo l'esteriorità, piuttosto che  avere fatto nostri i principi di uno stile di vita, quello del benessere, che a tutt'oggi non è ancora un valore costitutivo della nostra società.

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