Il torcicollo dei neonati

Data pubblicazione: 31/05/2017
Ultimo aggiornamento: 31/05/2017

Il torcicollo dei neonati

Introduzione - Il torcicollo dei neonati

Il torcicollo dei neonati. Guida per genitori ed operatori sanitari

Con il torcicollo non si scherza. Soprattutto quando a contrarlo sono i neonati. E non sono pochi i bambini che nascono già con il torcicollo o che subiscono un trauma al collo nelle prime settimane di vita, circa il 5% solo in Italia. Si chiama torcicollo muscolare congenito (TMC) e, se non si corre ai ripari al manifestarsi dei primi sintomi, può avere conseguenze importanti sulla postura e sui movimenti. Malgrado la patologia sia più frequente di quanto si possa immaginare, è poco conosciuta non solo da mamme e papà, ma soprattutto dalla stessa categoria dei medici pediatri.

Il libro "Il torcicollo dei neonati - Guida per genitori ed operatori sanitari" del Dott. Ruggiero Sguera, pubblicato nel 2014 da DEMI, colma il vuoto di questa tematica ed affronta l'argomento in maniera completa e chiara, offre informazioni comprensibili a tutti, famiglie ed operatori sanitari e fornisce ai genitori molti consigli utili per la prevenzione.

Il Dott. Ruggiero Sguera è laureato in Fisioterapia e Scienze delle Attività Motorie e Sportive, ha conseguito il master in Osteopatia presso il Richard's Ostheopatic Research Institute di Lione, il diploma in Osteopatia presso l'Ecole Francaise Superieure d'Osteopathie di Parigi ed è il titolare del suo Studio di Fisioterapia a Barletta. Fin dalle prime pagine del libro pagine emerge che la causa principale del torcicollo muscolare congenito risiede nel muscolo sterno-cleido-mastoideo (SCM), che è situato al lato del collo e funge da collegamento tra la regione dell'orecchio, la clavicola e lo sterno. Nel caso di comparsa del torcicollo già alla nascita, lo schiacciamento di questo muscolo nella fase prenatale o durante il parto, è dovuto alla posizione della testa nel canale del parto, oppure ad eventuali traumi subiti durante il parto stesso. Nel caso di TMC nei primi mesi di vita, invece, i fattori di rischio dello SCM sono determinati dal mantenimento prolungato della posizione supina del bambino durante il sonno, dalle posture preferenziali del capo, dall'allattamento con il biberon posizionando il neonato sempre dallo stesso lato. E allora, quali sono i sintomi a cui una mamma deve prestare attenzione? torcicollo nei neonatiInnanzitutto l'atteggiamento del capo in torcicollo, cioè l'inclinazione della testa sempre dalla stessa parte, poi una limitazione dei movimenti del collo e della rotazione del capo, la presenza di asimmetrie ed appiattimenti cranio-facciali, la comparsa di una tumefazione detta "oliva" all'interno della massa del muscolo SCM e, in generale, da una diminuita attività motoria spontanea. A livello pratico, poi, i neonati piangono, dormono male, preferiscono un seno rispetto all'altro durante l'allattamento e questo perché provano dolore quando devono girarsi. Nel testo, il Dott. Sguera lo dice senza mezzi termini: la cura migliore è la prevenzione da attuare attraverso il Trattamento posturale, l'unico in grado di evitare successivi ed inevitabili interventi di fisioterapia, osteopatia, ortesi e addirittura chirurgia. Il trattamento posturale si basa sui cambiamenti posturali da fare assumere al bambino durante il corso della giornata, "in modo da evitare l'appoggio costante sulla stessa metà della squama occipitale e la rotazione del capo da un solo lato". Gli accorgimenti posturali descritti nel libro ad uso e consumo dei genitori, devono far parte delle attività giornaliere: Posizione laterale durante il riposino: soprattutto quando sono sorvegliati, è preferibile far dormire il neonato in decubito laterale, alternando le due posizioni e utilizzando appositi cuscini che si trovano in commercio e che impediscono di assumere la posizione prona, in modo da prevenire la sindrome della morte in culla (SIDS). Posizione prona da sveglio: favorisce il controllo della testa, contrasta la forza di gravità e aiuta nel processo di verticalizzazione del bambino. Posizione semi-seduta da sveglio: dopo il primo mese di vita, questa posizione può essere introdotta per mezzo di una seggiolina o sdraietta, in modo che la testa sia libera di esplorare l'ambiente e sviluppi la capacità di sostenere il capo. Posizione in braccio: quando il neonato è in braccio, va stimolato a voltarsi in tutte le direzioni, in modo da rendere simmetriche le tensioni muscolari. Allattamento con il biberon: anche in questo caso va alternata la posizione destra e sinistra, per stimolare il movimento della testa. Uso del seggiolino: il seggiolino in auto o per le passeggiate andrebbe usato solo per il suo scopo specifico. Va evitato che il bambino trascorra la giornata all'interno del seggiolino in posizione supina, come fin troppo spesso accade. Infatti, "il mantenimento prolungato della posizione supina crea una pressione continua sulla parte posteriore del capo e determina un appiattimento su uno o entrambi i lati del cranio". Corretto uso marsupio per torcicolloUso del marsupio: a passeggio, è meglio il marsupio, tenendo il bambino con il viso rivolto verso l'esterno per favorire il raddrizzamento del collo grazie agli stimoli esterni, ma anche con il viso rivolto verso il genitore, avendo cura che la guancia rimanga in contatto con il torace della mamma o del papà. Numerose ricerche attestano che con l'uso del marsupio, grazie al contatto diretto con il genitore, ?il bambino si libera dal ricordo traumatico della nascita, non sperimenta l'ansia dell'abbandono e della solitudine e diventa autonomo molto prima dei bambini lasciati nella loro culla sempre nella stessa posizione. Inoltre, i bambini "indossati" per almeno tre ore al giorno piangono il 45% meno della media?. Oltre al riposizionamento attivo del trattamento posturale, anche la fisioterapia manuale può essere determinante per prevenire il torcicollo muscolare congenito e nella maggior parte dei casi è risolutiva per i bambini che ne sono affetti. Il trattamento ha l'obiettivo di allungare le fibre muscolari colpite in modo da recuperarne la normale elasticità, per mezzo di movimenti "lenti, dolci, graduali, progressivi e mantenuti" da usare nelle mobilizzazioni dolci di spalla e scapola e nelle tecniche miotensive specifiche per il muscolo SCM. Anche i genitori possono dare un contributo a casa, con esercizi di stretching spiegati dal fisioterapista, con giochi preferibilmente di colore rosso, l'unico colore percepito in modo chiaro dal neonato, mentre il bambino è posizionato a pancia sotto. Altro aspetto molto importante di questo libro-guida, consiste nella necessità dichiarata che tutti i medici pediatri siano in grado di rilevare l'eventuale asimmetrie del cranio, le possibili posture preferenziali del neonato e acquisiscano la consapevolezza dell'importanza del trattamento fisioterapico manuale. Inoltre, non deve andare persa l'opportunità di informare ed educare i genitori sulla prevenzione e gestione del torcicollo muscolare congenito nei neonati da parte degli operatori sanitari in particolari momenti, quali il corso di preparazione al parto, i momenti di formazione riguardanti la nascita del neonato e subito dopo il parto stesso. Il TMC, se non trattato, a distanza di tempo comporta conseguenze posturali, funzionali ed estetiche, come scoliosi, cefalee, disturbi visivi, limitazione dei movimenti del collo, posture persistenti in torcicollo, disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare, insonnia. Chissà quanti adulti hanno sofferto di torcicollo muscolare del neonato ed oggi portano i segni di questa patologia non diagnosticata o trascurata negli anni! 

Introduzione - Il torcicollo dei neonati

Il torcicollo dei neonati. Guida per genitori ed operatori sanitari

Con il torcicollo non si scherza. Soprattutto quando a contrarlo sono i neonati. E non sono pochi i bambini che nascono già con il torcicollo o che subiscono un trauma al collo nelle prime settimane di vita, circa il 5% solo in Italia. Si chiama torcicollo muscolare congenito (TMC) e, se non si corre ai ripari al manifestarsi dei primi sintomi, può avere conseguenze importanti sulla postura e sui movimenti. Malgrado la patologia sia più frequente di quanto si possa immaginare, è poco conosciuta non solo da mamme e papà, ma soprattutto dalla stessa categoria dei medici pediatri.

Il libro "Il torcicollo dei neonati - Guida per genitori ed operatori sanitari" del Dott. Ruggiero Sguera, pubblicato nel 2014 da DEMI, colma il vuoto di questa tematica ed affronta l'argomento in maniera completa e chiara, offre informazioni comprensibili a tutti, famiglie ed operatori sanitari e fornisce ai genitori molti consigli utili per la prevenzione.

Il Dott. Ruggiero Sguera è laureato in Fisioterapia e Scienze delle Attività Motorie e Sportive, ha conseguito il master in Osteopatia presso il Richard's Ostheopatic Research Institute di Lione, il diploma in Osteopatia presso l'Ecole Francaise Superieure d'Osteopathie di Parigi ed è il titolare del suo Studio di Fisioterapia a Barletta. Fin dalle prime pagine del libro pagine emerge che la causa principale del torcicollo muscolare congenito risiede nel muscolo sterno-cleido-mastoideo (SCM), che è situato al lato del collo e funge da collegamento tra la regione dell'orecchio, la clavicola e lo sterno. Nel caso di comparsa del torcicollo già alla nascita, lo schiacciamento di questo muscolo nella fase prenatale o durante il parto, è dovuto alla posizione della testa nel canale del parto, oppure ad eventuali traumi subiti durante il parto stesso. Nel caso di TMC nei primi mesi di vita, invece, i fattori di rischio dello SCM sono determinati dal mantenimento prolungato della posizione supina del bambino durante il sonno, dalle posture preferenziali del capo, dall'allattamento con il biberon posizionando il neonato sempre dallo stesso lato. E allora, quali sono i sintomi a cui una mamma deve prestare attenzione? torcicollo nei neonatiInnanzitutto l'atteggiamento del capo in torcicollo, cioè l'inclinazione della testa sempre dalla stessa parte, poi una limitazione dei movimenti del collo e della rotazione del capo, la presenza di asimmetrie ed appiattimenti cranio-facciali, la comparsa di una tumefazione detta "oliva" all'interno della massa del muscolo SCM e, in generale, da una diminuita attività motoria spontanea. A livello pratico, poi, i neonati piangono, dormono male, preferiscono un seno rispetto all'altro durante l'allattamento e questo perché provano dolore quando devono girarsi. Nel testo, il Dott. Sguera lo dice senza mezzi termini: la cura migliore è la prevenzione da attuare attraverso il Trattamento posturale, l'unico in grado di evitare successivi ed inevitabili interventi di fisioterapia, osteopatia, ortesi e addirittura chirurgia. Il trattamento posturale si basa sui cambiamenti posturali da fare assumere al bambino durante il corso della giornata, "in modo da evitare l'appoggio costante sulla stessa metà della squama occipitale e la rotazione del capo da un solo lato". Gli accorgimenti posturali descritti nel libro ad uso e consumo dei genitori, devono far parte delle attività giornaliere: Posizione laterale durante il riposino: soprattutto quando sono sorvegliati, è preferibile far dormire il neonato in decubito laterale, alternando le due posizioni e utilizzando appositi cuscini che si trovano in commercio e che impediscono di assumere la posizione prona, in modo da prevenire la sindrome della morte in culla (SIDS). Posizione prona da sveglio: favorisce il controllo della testa, contrasta la forza di gravità e aiuta nel processo di verticalizzazione del bambino. Posizione semi-seduta da sveglio: dopo il primo mese di vita, questa posizione può essere introdotta per mezzo di una seggiolina o sdraietta, in modo che la testa sia libera di esplorare l'ambiente e sviluppi la capacità di sostenere il capo. Posizione in braccio: quando il neonato è in braccio, va stimolato a voltarsi in tutte le direzioni, in modo da rendere simmetriche le tensioni muscolari. Allattamento con il biberon: anche in questo caso va alternata la posizione destra e sinistra, per stimolare il movimento della testa. Uso del seggiolino: il seggiolino in auto o per le passeggiate andrebbe usato solo per il suo scopo specifico. Va evitato che il bambino trascorra la giornata all'interno del seggiolino in posizione supina, come fin troppo spesso accade. Infatti, "il mantenimento prolungato della posizione supina crea una pressione continua sulla parte posteriore del capo e determina un appiattimento su uno o entrambi i lati del cranio". Corretto uso marsupio per torcicolloUso del marsupio: a passeggio, è meglio il marsupio, tenendo il bambino con il viso rivolto verso l'esterno per favorire il raddrizzamento del collo grazie agli stimoli esterni, ma anche con il viso rivolto verso il genitore, avendo cura che la guancia rimanga in contatto con il torace della mamma o del papà. Numerose ricerche attestano che con l'uso del marsupio, grazie al contatto diretto con il genitore, ?il bambino si libera dal ricordo traumatico della nascita, non sperimenta l'ansia dell'abbandono e della solitudine e diventa autonomo molto prima dei bambini lasciati nella loro culla sempre nella stessa posizione. Inoltre, i bambini "indossati" per almeno tre ore al giorno piangono il 45% meno della media?. Oltre al riposizionamento attivo del trattamento posturale, anche la fisioterapia manuale può essere determinante per prevenire il torcicollo muscolare congenito e nella maggior parte dei casi è risolutiva per i bambini che ne sono affetti. Il trattamento ha l'obiettivo di allungare le fibre muscolari colpite in modo da recuperarne la normale elasticità, per mezzo di movimenti "lenti, dolci, graduali, progressivi e mantenuti" da usare nelle mobilizzazioni dolci di spalla e scapola e nelle tecniche miotensive specifiche per il muscolo SCM. Anche i genitori possono dare un contributo a casa, con esercizi di stretching spiegati dal fisioterapista, con giochi preferibilmente di colore rosso, l'unico colore percepito in modo chiaro dal neonato, mentre il bambino è posizionato a pancia sotto. Altro aspetto molto importante di questo libro-guida, consiste nella necessità dichiarata che tutti i medici pediatri siano in grado di rilevare l'eventuale asimmetrie del cranio, le possibili posture preferenziali del neonato e acquisiscano la consapevolezza dell'importanza del trattamento fisioterapico manuale. Inoltre, non deve andare persa l'opportunità di informare ed educare i genitori sulla prevenzione e gestione del torcicollo muscolare congenito nei neonati da parte degli operatori sanitari in particolari momenti, quali il corso di preparazione al parto, i momenti di formazione riguardanti la nascita del neonato e subito dopo il parto stesso. Il TMC, se non trattato, a distanza di tempo comporta conseguenze posturali, funzionali ed estetiche, come scoliosi, cefalee, disturbi visivi, limitazione dei movimenti del collo, posture persistenti in torcicollo, disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare, insonnia. Chissà quanti adulti hanno sofferto di torcicollo muscolare del neonato ed oggi portano i segni di questa patologia non diagnosticata o trascurata negli anni! 

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