ERNIA IATALE E YOGA

Data pubblicazione: 09/04/2020
Ultimo aggiornamento: 15/04/2020

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Introduzione - ERNIA IATALE E YOGA

E’ possibile praticare yoga in presenza di una ernia iatale?

Quali sono le posture indicate?

Quali quelle da evitare?

Come fisioterapista, osteopata e insegnante di yoga ho l’opportunità di poter seguire pazienti affetti da diversi tipi di patologie, proponendo loro programmi terapeutici nei quali integro le mie conoscenze fisioterapiche, osteopatiche e yogiche.

Dopo aver superato la fase acuta, l’inserimento di esercizi e posture ispirati allo yoga permette al paziente il recupero della funzione perduta o lesa, ma anche l’instaurarsi di una nuova percezione del proprio corpo e del movimento.

Si tratta di apprendere meglio il funzionamento del proprio corpo, attraverso esperienze dirette di movimento e respirazione, imparare ad ascoltare il proprio corpo e riconoscerne i segnali. Il percorso terapeutico diventa l’occasione per il paziente per acquisire nuove sane abitudini, che gli permettano di ritrovare o adottare uno stile di vita sano.

Questo articolo è un piccolo approfondimento sull’ernia iatale e su come lo yoga può ridurre la sintomatologia e, nel tempo, riportare equilibrio a tutto il sistema.

 

Introduzione - ERNIA IATALE E YOGA

E’ possibile praticare yoga in presenza di una ernia iatale?

Quali sono le posture indicate?

Quali quelle da evitare?

Come fisioterapista, osteopata e insegnante di yoga ho l’opportunità di poter seguire pazienti affetti da diversi tipi di patologie, proponendo loro programmi terapeutici nei quali integro le mie conoscenze fisioterapiche, osteopatiche e yogiche.

Dopo aver superato la fase acuta, l’inserimento di esercizi e posture ispirati allo yoga permette al paziente il recupero della funzione perduta o lesa, ma anche l’instaurarsi di una nuova percezione del proprio corpo e del movimento.

Si tratta di apprendere meglio il funzionamento del proprio corpo, attraverso esperienze dirette di movimento e respirazione, imparare ad ascoltare il proprio corpo e riconoscerne i segnali. Il percorso terapeutico diventa l’occasione per il paziente per acquisire nuove sane abitudini, che gli permettano di ritrovare o adottare uno stile di vita sano.

Questo articolo è un piccolo approfondimento sull’ernia iatale e su come lo yoga può ridurre la sintomatologia e, nel tempo, riportare equilibrio a tutto il sistema.

 

COSA È L’ERNIA IATALE

Con il termine ernia iatale si intende il passaggio di una porzione dello stomaco, che dall’addome risale nell’esofago attraverso lo iato esofageo (un foro del muscolo diaframma).

E’ una patologia molto comune e si riconoscono 2 tipi di ernia iatale:

  • Da scivolamento (la più frequente).
    È caratterizzata dal passaggio da una parte dello stomaco attraverso lo iato esofageo, che è una piccola apertura del diaframma attraverso la quale il cibo passa dall’esofago allo stomaco. In un’ernia iatale lo stomaco risale nell’esofago attraverso quella apertura. La giunzione gastro-esofagea viene spinta verso l’alto. Talvolta è reversibile ed è sensibile agli sbalzi pressori intraddominali (colpo di tosse, sforzo). Uno dei sintomi più diffusi, in questo caso, è il reflusso gastro-esofageo.
  • Da arrotolamento o paraesofagea.
    Questa condizione è più rara, ma anche più pericolosa. Il fondo dello stomaco passa nel torace, con conseguente rischio di riduzione o interruzione di apporto ematico allo stomaco.

Esiste anche una forma mista, dove vi è una commistione dei due tipi sopra descritti.

L'ernia iatale è una patologia legata all'età, ne soffre infatti circa il 25% della popolazione con più di 50 anni e quasi il 100% della popolazione over 80.

L’elasticità della giunzione gastro-esofagea va incontro ad alterazione a causa del fisiologico deterioramento organico tipico dell’invecchiamento, associato alla ripetizione continua dei movimenti tipici della deglutizione.

Le donne e gli obesi sono più colpiti dall'ernia iatale.
Nei bambini la presenza di un'ernia iatale è quasi sempre congenita e spesso si presenta in associazione con altre malattie.

 

SINTOMI dell'ERNIA IATALE

Quando il contenuto gastrico, che è acido, esce dallo stomaco, irrita la mucosa dell’esofago causando erosioni o ulcerazioni che provocano i seguenti sintomi:

  • Pirosi (senso di bruciore a livello dello stomaco)
  • Eruttazione
  • Rigurgito di cibo o liquidi
  • Difficoltà a deglutire
  • Dolore al petto e all’addome
  • Dolore toracico (simil infarto)
  • Asma
  • Respiro corto

 

FATTORI DI RISCHIO

Tra i fattori di rischio troviamo:

  • Tosse cronica
  • Sovrappeso/obesità
  • Tabagismo
  • Gravidanza
  • Sforzi fisici
  • Invecchiamento
  • Traumi o interventi chirurgici
  • Disturbi del comportamento alimentare (vomito indotto)

 

FARMACI ed ERNIA IATALE

Non esiste un farmaco specifico per la cura dell'ernia iatale; tuttavia, la somministrazione di farmaci per curare il bruciore di stomaco risulta il rimedio più diffuso per placare i sintomi.

Solitamente vengono somministrati FARMACI ANTIACIDI, per ridurre il senso di bruciore.

Per bloccare la produzione di ISTAMINA, GASTRINA e ACETILCOLINA (sostanze che aumentano il senso di bruciore, una volta passate nell’esofago), il medico prescrive FARMACI INIBITORI DELLA POMPA PROTONICA (Lansoprazolo, Omeprazolo).

Per ridurre la produzione di acido cloridrico, vengono prescritti FARMACI ANTI-SECRETIVI, che placano il dolore retrosternale.

L’ASSUNZIONE DI FARMACI GASTROPROTETTIVI, A LUNGO ANDARE, HA EFFETTI COLLATERALI SUL TRANSITO INTESTINALE E SULL’ASSORBIMENTO.
QUESTI FARMACI, APPARENTEMENTE POCO AGGRESSIVI, COL TEMPO, RENDENDO IL PH DELLO STOMACO DA ACIDO A BASICO, DIMINUISCONO LA NORMALE FUNZIONALITA’ GASTRICA. IL CIBO SI SPOSTA DALLO STOMACO VERSO L’INTESTINO SENZA AVER SUBITO L’AZIONE DEL PH ACIDO CHE SUBIREBBE NORMALMENTE. DI CONSEGUENZA SI PUO’ ANDARE INCONTRO A MALASSORBIMENTO, IPOVITAMINOSI E/O REAZIONI ALLERGICHE E INFIAMMATORIE CHE COL TEMPO POSSONO PROVOCARE DISTURBI E CONDIZIONI CLINICHE FASTIDIOSE.

DA QUESTO ASSUNTO NASCE QUESTO ARTICOLO.

E’ POSSIBILE GESTIRE E RIDURRE LA SINTOMATOLOGIA DELL’ERNIA IATALE CON METODI NON IVASIVI E RIDURRE O ELIMINARE L’ASSUNZIONE DI FARMACI, grazie alla fisioterapia e allo joga.

 

INTERVENTI CHIRURGICI

Fino a non molto tempo fa le tecniche chirurgiche erano invasive, caratterizzate da lunghe incisioni toraciche o addominali.
Adesso la laparoscopia permette di intervenire attraverso dei piccoli fori attraverso i quali lo stomaco viene riposizionato nell’addome, l’ernia rimossa e, a volte, viene applicata una rete di protezione in materiale biocompatibile.

 

L’IMPORTANZA DI UN TRATTAMENTO NON INVASIVO

Molto spesso le scelte terapeutiche sono dettate da esigenze di tipo socio-economico.

La maggior parte delle persone desidera ridurre o far scomparire i sintomi il più velocemente possibile, per poter svolgere le proprie attività senza impedimenti.

Ricorrere all’assunzione di farmaci, purtroppo, non è sempre la soluzione del problema.

Nel caso dell’ernia iatale, i farmaci non curano la patologia, ma tengono soltanto sotto controllo i sintomi.

In molti casi l’ernia iatale si presenta in maniera subdola, diventando fastidiosa col tempo.
Lo stile di vita influisce molto sul peggioramento della malattia.
Avere sane abitudini alimentari ridurrebbe il rischio di contrarre la patologia, ma lo stile di vita che la società odierna ci impone prevede pasti veloci, poco bilanciati o abbuffate di cibi grassi e poco nutrienti accompagnate da bevande zuccherate o alcoliche.

Tornare ad avere uno stile di vita sano, rivolgendosi ad un nutrizionista, scegliendo e preparando gli alimenti con cura e prendendo il tempo per mangiare, è un primo passo verso un miglioramento della sintomatologia.

 

Ernia Iatale e TRATTAMENTI RIABILITATIVI

I trattamenti fisioterapici ed osteopatici possono portare miglioramenti duraturi nel tempo.

A livello fisioterapico, la rieducazione posturale individuale agisce sulle tensioni muscolari, riducendole e quindi diminuendo la sintomatologia.

Il trattamento si concentra sul MUSCOLO DIAFRAMMA TORACO-ADDOMINALE, la cui funzione è coinvolta nella respirazione, nella biomeccanica della colonna vertebrale, nelle dinamiche della circolazione sanguigna e linfatica, nella digestione.

Attraverso manovre specifiche ed esercizio terapeutico, il fisioterapista agisce su questo muscolo, allentando tensioni e riportando mobilità.

Il trattamento fisioterapico per l’ernia iatale prevede anche la valutazione ed il trattamento del tratto cervicale, che può essere coinvolto non solo da un punto di vista muscolo-scheletrico, ma anche per il passaggio di nervi e strutture direttamente coinvolti nel sistema digestivo.

Il trattamento osteopatico del paziente affetto da ernia iatale è caratterizzato da una attenta valutazione, seguita dalla somministrazione di tecniche manuali, viscerali e fasciali a carico di varie strutture (esofago, diaframma, stomaco, nervo vago, sistema nervoso autonomo).

Lo scopo del trattamento di osteopatia è quello di allentare le tensioni a livello della giunzione gastro-esofagea e allo stesso tempo rinforzarla, valutando e trattando anche le strutture circostanti.

 

Ernia Iatale e ALIMENTAZIONE

Le abitudini alimentari sono importanti sia nella gestione dei sintomi in presenza di ernia iatale, sia per ridurre il rischio di contrarre questa patologia.

Una dieta sana e adeguata può prevenire l’insorgenza dell’ernia iatale.

La STIPSI e la COSTIPAZIONE sono due condizioni che facilitano l'insorgenza di questa patologia, in quanto la difficoltà ad evacuare, gli sforzi ed i ponzamenti ripetuti aumentano la pressione intraddominale, provocando l’insorgenza dell’ernia iatale.

Un giusto apporto di fibre ed una corretta idratazione sono regole basilari per garantire movimenti intestinali nella norma.

Inoltre, le cattive abitudini alimentari diffuse nel mondo occidentale ed il sovrappeso e l’obesità provocano la dilatazione dello stomaco e l’erniazione dello stesso nell’esofago.

Anche uno stile di vita sedentario, che riduce la motilità intestinale, può essere un fattore di rischio per la comparsa di ernia iatale.

 

Ernia Iatale e LA PRATICA DELLO YOGA

Chi ha l’ernia iatale può fare yoga?

La risposta è sì.
Ci sono posture che vanno evitate, ma in linea di massima la pratica dello yoga può dare beneficio.
Si tratta di esercizi il cui effetto si percepisce dopo un po’ di tempo, la pratica costante permette il cambiamento.
Piano piano il corpo e la mente si condizionano, si modificano schemi motori e la sintomatologia migliora.

Lo yoga agisce a diversi livelli (fisico, mentale, emozionale/spirituale).

Vediamo come lo yoga può aiutare chi soffre di ernia iatale.

Lo yoga promuove la respirazione profonda, la forza e la flessibilità e riattiva la circolazione sanguigna e linfatica.

Curare l’ernia iatale con la Tecnica del controllo del respiro PRANAYAMA.

La pratica più efficace è il Pranayama (tecnica di controllo del respiro).

Si tratta di imparare o rieducarsi a respirare in maniera consapevole. Il muscolo principalmente coinvolto è il diaframma toraco-addominale. Tra i molti effetti della pratica di tecniche di Pranayama troviamo:

  • Bilancia i sistemi nervoso simpatico e parasimpatico. Questo porta giovamento all’apparato digerente, innervato dal sistema nervoso autonomo.
  • Favorisce il funzionamento dell’ipofisi, ghiandola responsabile della secrezione di molti ormoni e sostanze che agiscono sull’equilibrio generale.
  • Permette il movimento e l’eliminazione delle tossine. Con la respirazione lunga, lenta e profonda il diaframma si muove in maniera più completa, contraendosi ed allungandosi maggiormente. Questo permette alle tossine, che spesso si depositano a livello delle inserzioni muscolari, di essere mobilizzate per poi essere eliminate.
  • Aumenta l’apporto di ossigeno
  • Aiuta a liberare i blocchi del flusso di energia nei meridiani
  • Velocizza i processi di guarigione fisici ed emotivi
  • Regola il pH del corpo, riducendo lo stress
  • Riduce il dolore

La presenza di una ernia iatale spesso non permette una respirazione corretta.
Una respirazione scorretta può essere causa ed effetto della patologia, perché più il respiro è corto e più si accorcia il muscolo diaframma.

Un diaframma accorciato non favorisce il corretto scorrimento dei tessuti e delle strutture che lo attraversano. Il respiro corto stimola il sistema nervoso ortosimpatico che aumenta lo stress fisico ed emotivo. Si entra in un circolo vizioso.

La quantità e la qualità del respiro contribuiscono al peggioramento o al miglioramento della sintomatologia. Imparare a respirare profondamente e completamente aumenta il benessere.

Le tecniche di Pranayama aiutano a spezzare questo schema. Imparare a respirare profondamente e completamente aumenta il benessere e la vitalità, eliminando una cattiva abitudine per introdurne una nuova e sana.

Esistono diverse tecniche di Pranayama.

Alcune sono particolarmente indicate a chi soffre di ernia iatale. Vediamole:

  1. Il respiro lungo lento e profondo. Sfrutta tutta la capacità polmonare, coinvolgendo l’addome, il torace ed il petto. Con la pratica costante si ottengono ottimi risultati: il diaframma si rilassa, si eliminano tossine, si purifica il sangue, si regola il sistema nervoso.
  2. Regolare la frequenza respiratoria. In media compiamo 15-16 respiri al minuto. Ridurre la frequenza a 8 o meno respiri al minuto favorisce il rilassamento, riduce lo stress, porta consapevolezza e attiva processi di autoguarigione.
  3. Sospendere il respiro. Esercizi che prevedono la sospensione del respiro, sia in inspirazione che in espirazione, rilassano il muscolo diaframma, le coste e l’addome, ripristinano gradualmente il sistema nervoso, regolano la pressione sanguigna, agiscono sul metabolismo.

IL MERIDIANO DELLO STOMACO

Molte posture agiscono perché vanno a stimolare i meridiani. I meridiani, secondo la medicina cinese, sono canali energetici, che decorrono lungo il nostro corpo. Il meridiano dello stomaco corre dall’occhio lungo tutta la parte frontale del corpo fino al secondo dito del piede. I muscoli test di questo meridiano sono:

  • Gran pettorale (lato clavicolare)
  • Elevatore della scapola
  • Brachioradiale

Notate come questi muscoli sono coinvolti nell’azione di portare il cibo alla bocca.
L’atto del mangiare ha una importante dimensione psicologica.
Le abitudini alimentari spesso rispecchiano i nostri stati d’animo, il modo in cui accettiamo e affrontiamo la sfide quotidiane. È importante scegliere cosa mangiare, ma anche come mangiare.

L’ernia iatale spesso è legata a cattive abitudini di stile di vita ed alimentari.
Attraverso esercizi di movimento consapevole e posture di yoga adeguate è possibile, col tempo, recuperare anche un corretto rapporto con il cibo, imparando ad ascoltare il proprio corpo e le sue esigenze, mangiando in maniera sana e muovendosi nel modo giusto.

La differenza tra l’assunzione di un farmaco che non risolve, ma diminuisce momentaneamente la sintomatologia e l’impegno costante a dedicare anche pochi minuti al giorno del proprio tempo ad esercizi di respirazione o movimenti specifici, sta nel risultato.

Nel primo caso: il sintomo può diminuire, ma non scompare e anzi, col tempo può ripresentarsi più persistente di prima.

Nel secondo caso: si cambia uno schema di comportamento che ha effetti positivi sul benessere generale della persona.

 

LE POSTURE CONSIGLIATE PER CHI SOFFRE DI ERNIA IATALE

Le posture dello yoga sono moltissime.

Avere un professionista di riferimento che segue il paziente lungo tutto il percorso è l’ideale per ottenere risultati duraturi.

Se non si pratica yoga o non lo si è mai praticato, meglio non improvvisarsi, ma cercare un insegnante a cui fare riferimento.

Le posture in inversione e quelle che fanno pressione sull’addome (cobra, arco, aratro, ponte) vanno evitate.

Le posture che seguono agiscono sul meridiano dello stomaco e favoriscono il corretto funzionamento del diaframma.


ESERCIZIO 1

ernia iatale esercizio 1

Seduti sui talloni, con le mani sulle cosce, inclinare il busto all’indietro, mantenendo la schiena dritta e la testa in asse con la colonna. Mantenere la postura per un minuto, respirando lentamente e profondamente dal naso.


ESERCIZIO 2

ernia iatale esercizio 2

Sempre seduti sui talloni, inclinare il busto in avanti, avendo cura di non curvare la colonna vertebrale. Mantenere per un minuto, respirando lentamente e profondamente dal naso.

Queste posture richiedono un impegno costante ma leggero dei muscoli dell’addome e del dorso. Durante la respirazione lenta e profonda, la pressione intraddominale si riequilibra, favorendo un corretto movimento del diaframma.


ernia iatale esercizio 3

L’Albero. In piedi, sollevare una gamba e poggiare il piede sull’interno coscia dell’altra. Poi sollevare le braccia e tenere i palmi in contatto tra loro. Respirare lentamente e profondamente dal naso. Mantenere per un minuto e poi cambiare gamba. È anche possibile tenere le braccia flesse, all’altezza del petto, con i palmi in contatto. Per mantenere l’equilibrio è utile contrarre leggermente i muscoli del pavimento pelvico e l’addome.

Con un po’ di pratica e di pazienza è possibile raggiungere la postura e godere dei suoi benefici. In questa posizione si crea un allungamento e il diaframma si muove con una maggior escursione. La postura dell’albero aumenta la concentrazione e l’equilibrio, sia fisici che mentali.

I principianti possono iniziare poggiando il piede sulla caviglia o sulla gamba controlaterali.

 

Esercizi per lo stomaco (da svolgere a stomaco vuoto)

Vatskar Dhouti.
Seduti a gambe incrociate o su una sedia, con le mani sulle ginocchia.
Inspirate a piccoli sorsi, dalla bocca, riempiendo i polmoni in profondità.
Tenete l’aria dentro e ruotate il tronco prima in un senso e poi nell’altro.
Tornate al centro ed espirate dal naso.
Ripetere questo ciclo altre due volte. 

 

Guarire lo stomaco.
Seduti a gambe incrociate o su una sedia, allungate le braccia in fuori, i palmi rivolti in alto.
I gomiti sono dritti.
Portare le braccia sopra la testa, come a voler battere le mani, ma fermare il movimento senza far toccare le mani.
Riportare le braccia nella posizione di partenza e continuare.
Respirare in maniera potente attraverso la bocca aperta, con la lingua fuori e arrotolata.
Inspirare quando le braccia si sollevano.
Espirare quando le braccia si abbassano. Continuare per 6 minuti.

Respirare attraverso la bocca e tenere l’aria dentro permette un movimento completo del diaframma, favorisce il sistema nervoso parasimpatico, calma il sistema.


Autore: Dott.ssa Ilaria Macherelli
del Centro di Fisioterapia MHFISIO

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