Pubalgia nelle donne: come riconoscerla?

Data pubblicazione: 10/09/2018
Ultimo aggiornamento: 10/09/2018

Pubalgia nelle donne: come riconoscerla?

INDICE

Introduzione - Pubalgia nelle donne: come riconoscerla?

La pubalgia viene considerata una delle condizioni patologiche muscolari più frequenti nella popolazione, soprattutto tra gli sportivi.

Quante volte avrai sentito parlare della pubalgia del calciatore o dei ciclisti? Sicuramente molte volte.

Anche le donne, però, possono soffrirne soprattutto durante la gravidanza per una sollecitazione dei muscoli addominali e di quelli del bacino. A volte questa condizione può presentare sintomatologia intensa e può addirittura cronicizzare provocando delle limitazioni nelle normali attività di vita quotidiana delle donne.

Molto importante dunque diagnosticarla in tempo e essere valutate e trattate da fisioterapisti. In questo articolo ci soffermeremo sulla pubalgia nelle donne e daremo dei consigli su come riconoscerla e come trattarla.

Introduzione - Pubalgia nelle donne: come riconoscerla?

La pubalgia viene considerata una delle condizioni patologiche muscolari più frequenti nella popolazione, soprattutto tra gli sportivi.

Quante volte avrai sentito parlare della pubalgia del calciatore o dei ciclisti? Sicuramente molte volte.

Anche le donne, però, possono soffrirne soprattutto durante la gravidanza per una sollecitazione dei muscoli addominali e di quelli del bacino. A volte questa condizione può presentare sintomatologia intensa e può addirittura cronicizzare provocando delle limitazioni nelle normali attività di vita quotidiana delle donne.

Molto importante dunque diagnosticarla in tempo e essere valutate e trattate da fisioterapisti. In questo articolo ci soffermeremo sulla pubalgia nelle donne e daremo dei consigli su come riconoscerla e come trattarla.

Cos’è la pubalgia

Per pubalgia, intendiamo una condizione dolorosa riferita al livello dell’inguine, caratterizzata dall’ infiammazione, dovuta a piccoli traumi ripetuti nel tempo, dei muscoli che si inseriscono sulla sinfisi pubica:

  • Muscoli adduttori della coscia
  • Muscolo pettineo
  • Muscolo gracile
  • Muscolo retto dell’ addome

I muscoli adduttori della coscia sono:

  • Muscolo adduttore breve origina dal ramo inferiore del pube e si inserisce sul terzo mediale della linea aspra;
  • Muscolo adduttore lungo ha origine dal ramo superiore del pube e prosegue il suo decorso fino al terzo medio del labbro mediale della linea aspra;
  • Muscolo adduttore grande ha origine dalla faccia anteriore del ramo inferiore del pube e del ramo dell’ischio e si inserisce sulla linea aspra e sul tubercolo adduttorio;
  • Muscolo adduttore minimo ha origine dal ramo inferiore del pube e termina il suo decorso sul margine mediale della linea aspra
  • Muscolo pettineo origina dall’eminenza pubica e dalla cresta pettinea e si inserisce sulla cresta pettinea e sulla linea aspra.
  • Muscolo gracile ha origine vicino la sinfisi pubica, dal ramo inferiore del pube, e termina sulla faccia mediale della tibia.
  • Muscolo retto dell’addome origina dalla gabbia toracica e si inserisce sulla cresta pubica.

pubalgia anatomia muscolare del pube

Ma cos’è il pube e la sinfisi pubica?

Il pube, insieme all’ ileo e l’ischio, è una delle 3 ossa che forma il bacino. È formato da un corpo, il quale risiede tra un ramo superiore e uno inferiore. Si trova nella parte bassa e inferiore del bacino. La sinfisi pubica invece rappresenta il collegamento delle due ossa del bacino, più precisamente mette in comunicazione le due facce del pube.

È un’articolazione cartilaginea caratterizzata dalla presenza di un disco cartilagineo tra le superfici articolari. L’ unione delle due ossa del pube è rinforzata dal legamento pubico superiore e il legamento pubico inferiore.

Nelle donne la sinfisi pubica è rappresentata da un arco pubico più grande e da un disco fibrocartilagineo più spesso rispetto a quella degli uomini, in quanto in caso di gravidanza, è in grado di ospitare il feto e sopportare le modifiche biomeccaniche e ormonali della donna.

Come riconoscere la pubalgia nelle donne: sintomi

Il primo sintomo che ti fa capire che stai soffrendo di pubalgia è il dolore nella zona inguinale o nella parte anteriore del pube. A volte il fastidio può irradiarsi anche all’ interno coscia, nella zona degli addominali.

Sono sintomi che possono accentuarsi se sei una donna che pratica sport che sollecitano ripetutamente i muscoli della coscia come esempio la danza, o se sei incinta soprattutto nel terzo trimestre di gravidanza dove il peso del pancione sollecita i muscoli del bacino. La zona dell’inguine potrebbe risultare gonfia, infiammata e dolorante alla sola palpazione. Potrebbero presentarsi anche problemi di incontinenza urinaria che provoca una sensazione di incompleto svuotamento vescicale dovuto all’ infiammazione presente.

pubalgia nelle donne sintomi e diagnosi

Anche dolori durante i rapporti sessuali possono essere segno di una pubalgia, in quanto sono causati dalla vicinanza dei fasci dei legamenti della clitoride ai fasci del muscolo retto dell’addome. Patologie a livello di anca, colonna vertebrale, problemi di postura, aderenze cicatriziali dovute ad esempio a un taglio cesareo per il parto, o interventi chirurgici ginecologici o intestinali possono essere anche causa di pubalgia nella donna.

Diagnosi di pubalgia

È altamente consigliato, in caso di presenza dei sintomi sopracitati, rivolgersi a un proprio medico di fiducia, un ortopedico o fisiatra, il quale attraverso esami clinici può confermare la diagnosi di pubalgia.

La pubalgia può essere diagnosticata tramite un’anamnesi della paziente, una valutazione della zona dolente attraverso la palpazione e l’ispezione e esami strumentali quali ecografia, radiografia, RMN.

Come curare la pubalgia nelle donne

La prima cosa che devi fare in caso di dolore all’ inguine dovuto a pubalgia è stare a riposo. Si può applicare del ghiaccio nella zona interessata. L’ ortopedico può, nel caso in cui il dolore sia costante, prescriverti, farmaci ad uso topico come pomate o da ingerire come antidolorifici o antiinfiammatori.

Alcuni studi hanno dimostrato che sia la curcuma, sia lo zenzero sono degli ottimi rimedi naturali contro l’infiammazione. È consigliato inoltre, dopo diagnosi medica, intraprendere un efficace trattamento di fisioterapia, che possa attraverso terapie manuali e fisiche, risolvere il tuo problema.

Sarà compito del fisioterapista, dopo un’attenta valutazione del caso, decidere l’ iter riabilitativo adeguato. In caso di pubalgia si rivelano utili i trattamenti di Terapia fisica strumentale come:

che sfruttano la loro funzione antidolorifica e antinfiammatoria.

Tra gli esercizi proposti in caso di pubalgia, indichiamo, in un primo momento, esercizi di allungamento muscolare che servono a rilassare i muscoli contratti come difesa all’ infiammazione :

  • Esercizi di allungamento degli adduttori della coscia.

- Prova, ad esempio, a sederti comoda su un tappetino piegando le gambe. Avvicina i talloni ai tuoi glutei e ora lentamente abbassa le gambe fino ad unire le piante dei piedi. Se riesci mantieni la posizione per 20 secondi.

- Lo stesso esercizio può essere effettuato in posizione supina. A sdraiarti per terra su un tappetino ed appoggia le gambe estese ad una parete. Ora da questa posizione divarica le gambe più che puoi per allungare al meglio la muscolatura adduttoria delle cosce.

 

fisioterapia e pubalgia nelle donne come curarla

  • Posturale metodo Mézières, eseguita da un fisioterapista per l’allungamento della Catena Cinetica Muscolare Posteriore.

Quando le retrazioni muscoli saranno risolte, si può passare in seguito a esercizi che mirino al rinforzo e la ripresa muscolare per migliorare la tua performance e stabilità:

  • Esercizi propriocettivi mono-bipodalici.

- Sono esercizi che puoi effettuare grazie all’ utilizzo di pedane basculanti che ti permettono di rinforzare i muscoli e lavorare sul mantenimento della tua stabilità e del tuo equilibrio andando a riequilibrare lo scarico delle tensioni muscolari senza sollecitare tendini e ossa.

- Esercizi isometrici e concentrici di potenziamento muscolare dei muscoli della coscia, del bacino e soprattutto degli addominali che possono essere eseguiti con l’ausilio di bende elastiche, palle mediche. Ad esempio potresti stenderti supina, cioè a pancia in sù, su un tappetino, flettere le ginocchia poggiando i piedi a terra, e inserire tra le gambe una palla medica del diametro di 6 cm. Ora in questa posizione prendi aria con il naso, inspirando stringi la palla e spingi le gambe piegate, verso il petto. Ora, buttando fuori l’aria con la bocca semichiusa, spingi le gambe verso il suolo sempre con le ginocchia flesse, continuando a stringere la palla. In questo modo rinforzerai i muscoli adduttori, i quadricipiti e farai lavorare anche il retto dell’ addome andando a rinforzare il tuo core, cioè tutti quei muscoli del bacino che servono ad avere una maggiore stabilità fisica.

 

Ginnastica posturale per curare la pubalgia nelle donne

Logicamente gli esercizi che abbiamo elencato, sono tutti esercizi che ti consigliamo di eseguire sotto supervisione di un professionista astenendoti da esercizi fai da te, per evitare ulteriori danni. Sarà infatti cura del fisioterapista intraprendere l’ iter riabilitativo più idoneo alle tue condizioni fisiche.

Come prevenire la pubalgia nelle donne

Se sei una donna che pratica attività sportiva, ricordati sempre del riscaldamento e dell’ allungamento muscolare prima dello sforzo fisico. Evita inoltre di fare sforzi inutili durante le attività di vita quotidiana. Se sei in sovrappeso, è opportuno che tu perda qualche kg. Un peso corporeo eccessivo va a sollecitare negativamente i nostri muscoli, i tendini e le articolazioni provocando infiammazioni.

Se sei una donna in dolce attesa, cerca di rilassarti il più possibile tramite esercizi tipo yoga o tramite un corso di ginnastica dolce che ti aiuti a evitare o controllare al meglio i tuoi fastidi.

Autori

Mari Giuliano

Dott.re in Fisioterapia

Ho studiato fisioterapia c/o l’università degli studi di Roma Tor Vergata laureandomi con lode nel 1997.

Da allora ho frequentato le più importanti scuole di:

  • Terapia Manuale (Mc Kenzie, Mulligan, Mc Connell, Maitland),
  • Osteopatia (Bienfait),
  • Riequilibrio Muscolare (Jull, Hodges e Sahrmann).

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