La Fisioterapia al tempo del Corona Virus

Data pubblicazione: 09/04/2020
Ultimo aggiornamento: 23/04/2020

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Introduzione - La Fisioterapia al tempo del Corona Virus

Ogni fisioterapista si sta misurando con l’emergenza Coronavirus.
Ci sono centri di fisioterapia che creano quotidianamente contenuti da mettere in rete.
Nel caso di qualche centro i trattamenti a distanza sono a pagamento, chiaramente a prezzi calmierati. A tale proposito, esistono aziende che stanno lavorando alla preparazione di software per la telemedicina da proporre al mercato sanitario nelle prossime settimane.
C’è anche chi, tuttavia, ritiene impossibile la consulenza a distanza in ambito fisioterapico.

Introduzione - La Fisioterapia al tempo del Corona Virus

Ogni fisioterapista si sta misurando con l’emergenza Coronavirus.
Ci sono centri di fisioterapia che creano quotidianamente contenuti da mettere in rete.
Nel caso di qualche centro i trattamenti a distanza sono a pagamento, chiaramente a prezzi calmierati. A tale proposito, esistono aziende che stanno lavorando alla preparazione di software per la telemedicina da proporre al mercato sanitario nelle prossime settimane.
C’è anche chi, tuttavia, ritiene impossibile la consulenza a distanza in ambito fisioterapico.

La telemedicina e la telefisioterapia

I terapisti hanno dovuto fare i conti non soltanto che non le nuove modalità di comunicazione, ma anche con le proprie competenze.
Molti professionisti sono stati chiamati a consigliare esercizi e riabilitazione a distanza:

-Riabilitazione post-chirurgica

-Riabilitazione funzionale 

-Allenamento terapeutico

Si è passati da una fisioterapia di contatto ad una che non lo può prevedere, viste le limitazioni per prevenire il contagio da Covid-19.

In questi giorni a molti di noi è tornata in mente la storia di Amazon, a cui abbiamo fatto riferimento in numerose delle nostre plenarie. La multinazionale di Jeff Bezos inizialmente vendeva libri che poi recapitava a domicilio. Dopodiché, Amazon ha creato Kindle dando forma virtuale ai libri.

Chissà che anche nella fisioterapia, qualcuno non trovi il successo attraverso questo processo.
Potrà farlo chi ha l’attitudine al cambiamento e in questo momento emergenziale, ognuno deve essere in grado di implementare le proprie competenze. È possibile modificarsi, in base al contesto lavorativo in cui siamo inseriti.

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Selezione del personale per centri di fisioterapia

In quest’ottica assumono un ruolo chiave le modalità di recruitment delle risorse umane, non solo del fisioterapista ma anche delle segretarie. Quando le aziende hanno implementato l’analisi dei bisogni per comprendere come selezionare il personale, i risultati sono stati tangibili.

Attivare questi processi sicuramente ha un costo, ma non avete idea di quanto vi farà guadagnare una risorsa motivata a lavorare e che ha capacità.

Alcuni centri di fisioterapia per selezionare un office manager o un terapista hanno attivato campagne Facebook per raccogliere curricula, attraverso i quali hanno svolto colloqui con domande prestabilite ed analisi a punteggio, quest’ultimo mediato anche con sensazioni emotive.

Un sistema ben differente dal classico «porta un amico!» oppure del «conosci qualcuno che ha bisogno di lavorare?» a cui fanno ricorso numerose piccole e medie imprese italiane.

Oltre alla selezione, tuttavia, è fondamentale anche la formazione.

Com’è possibile avere una segretaria in uno studio di fisioterapia che non conosca la materia?
Accade quando si ignora che l’office manager è la prima figura che vende il prodotto.

La formazione è un percorso che deve essere innestato all’interno della cultura aziendale.
È chiaro che se di fronte abbiamo risorse umane poco motivate, essa non trova terreno fertile.

Oggigiorno è impensabile pensare al brand esclusivamente riferito all’attività di marketing.

Il brand è composto da tutto il sistema, anche dal nostro front office aziendale. La nostra segretaria deve essere estremamente formata sulla nicchia di specializzazione su cui vogliamo imprimere il nostro brand.

Più il personale che abbiamo a disposizione comunica bene, più il centro di fisioterapia sarà performante. Inoltre è noto come la comunicazione abbia un effetto placebo, quindi curativo.

Nella terapia face to face possiamo giocarci tante armi. La comunicazione può essere migliorata tramite l’ambiente, il contesto e le aspettative. Nella telemedicina le skills comunicative devono essere maggiori, in quanto assumono un’importanza fondamentale le modalità con cui veicoliamo l’informazione. Se non le abbiamo, è un problema.

Nella comunicazione a distanza assume grande importanza la rassicurazione del paziente. Essa ha un effetto forte sulla sintomatologia. Quando facciamo una diretta o registriamo una clip dobbiamo avere uno stato energetico elevato, in quanto il filtro video diminuisce la capacità di far arrivare il messaggi. Inoltre, è importante ascoltare l’interlocutore per comprende quale sia il metodo con cui ama ricevere le informazioni: se ci troviamo di fronte ad una persona «visiva» dobbiamo fare ricorso ad un metodo comunicativo visivo.
Solitamente sono pazienti che gesticolano molto o parlano veloci; i soggetti che hanno sviluppato il sistema «auditivo», amano scandire le parole quasi a rendere musicali i loro discorsi; ci sono poi coloro che processano per «sensazioni», in questo caso non gli si può non parlare di sensazioni.

La comunicazione a distanza si fonda, dunque, sui metaprogrammi della PNL, in quanto il comunicatore adatta la sua comunicazione in base alla circostanza, al mezzo e alla persona che ha di fronte.

Il fisioterapista moderno non può più esimersi dall’avere una commistione di competenze cliniche e di competenze manageriali come il controllo di gestione, la selezione del personale in base al proprio progetto aziendale e l’attività comunicativa.

In questa fase di emergenza, in cui siamo prossimi a ripartire, dobbiamo creare contenuti da proporre.
Farlo significa tutelare il nostro lavoro, a prescindere se si è titolari di un centro o collaboratori.
È il momento di fare gruppo.

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