FASCIQ: Concetto per il trattamento della fascia

Data pubblicazione: 21/03/2019
Ultimo aggiornamento: 10/04/2019

FASCIQ: Concetto per il trattamento della fascia

INDICE

Introduzione - FASCIQ: Concetto per il trattamento della fascia

L’interesse nei confronti della fascia è in costante aumento negli ultimi anni tanto da trovare sempre più spazio nella pratica clinica e nell’ambito della ricerca scientifica.

Fasciq attraverso l’utilizzo delle tecniche IASTM,Floss Band,Silicone Cupping e Foam Roll propone un innovativo concetto frutto della combinazione di differenti e già note modalità terapeutiche, utilizzate dal fisioterapista attraverso trattamenti mio-fasciali, al fine di gestire nel miglior modo la disfunzione del tessuto fasciale e con l’obiettivo di ottimizzare i risultati terapeutici.

 

cosa  la fascia

Introduzione - FASCIQ: Concetto per il trattamento della fascia

L’interesse nei confronti della fascia è in costante aumento negli ultimi anni tanto da trovare sempre più spazio nella pratica clinica e nell’ambito della ricerca scientifica.

Fasciq attraverso l’utilizzo delle tecniche IASTM,Floss Band,Silicone Cupping e Foam Roll propone un innovativo concetto frutto della combinazione di differenti e già note modalità terapeutiche, utilizzate dal fisioterapista attraverso trattamenti mio-fasciali, al fine di gestire nel miglior modo la disfunzione del tessuto fasciale e con l’obiettivo di ottimizzare i risultati terapeutici.

 

cosa  la fascia

Cosa è la fascia?

Non ci sono criteri univoci per determinare cosa sia la fascia .(Langevin e Huijing 2009,Schleip et al.2012) Kumka e Bonar (2012) la definiscono come un organo funzionale di stabilità e mobilità, innervato e continuo, formato da una matrice collagenica tridimensionale. Il“Federative International Committee on Anatomical Terminology” (1998) descrive la fascia come una «guaina o altre aggregazioni di tessuti connettivi dissezionabili».

La fascia non è struttura meramente passiva e di sostegno,ma un sistema dinamico e mutabile (Swanson 2013) costituito da differenti tipologie di tessuti connettivi che formano un network tensionale continuo attraverso livelli micro e macroscopici dell’architettura corporea (Langevin 2011) Il più recente International Fascia Reserch Congress considera la fascia come «tessuti collagenici fibrosi che sono parte di un ampio sistema di trasmissione di forza tensionale».

Si tratta quindi di un continuo tridimensionale di tessuti connettivi fibrosi molli, contenenti collagene,che permeano il corpo e che incorporano elementi come tessuto adiposo, avventizie e guaine neurovascolari, aponeurosi, fasce profonde e superficiali, epinevrium, capsule articolari, legamenti, membrane, tendini, fasce viscerali e tutti i tessuti connettivi intramuscolari.

La geografia della fascia può essere suddivisa in ampie categorie funzionali:

  • SUPERFICIALE
  • PROFONDA
  • MENINGEA
  • VISCERALE

 

Fascia Superficiale

La fascia superficiale è costituita da tessuto connettivo lasso sottocutaneo contenente una rete di collagene e fibre prevalentemente elastiche. È assente nella pianta dei piedi, nei palmi delle mani e nella faccia. All'interno della sua struttura la fascia superficiale contiene grasso (panniculus adiposus) o fascicoli di tessuto muscolare (panniculus carnosus).

Anche i nervi cutanei si trovano all'interno della fascia superficiale e la sua superficie più interna è in relazione con la fascia profonda. È lo strato più accessibile e modificabile dalle varie tecniche di terapia manuale. Caratteristiche principali:

• Contiene canali linfatici

• Svolge una funzione di ammortizzazione

• Funge da isolante termico e da termoregolatore

• Immagazzina energia sotto-forma di trigliceridi

• Contiene fibre elastiche che permettono alla pelle di essere tensionata e donano le proprietà tensili che facilitano un certo grado di allungamento

• Connette la fascia più profonda con la superficie corporea

 

Fascia Profonda

Si estende profondamente nel corpo avvolgendo i principali muscoli, tendini, legamenti e aponeurosi, prolungandosi negli arti e fornendo protezione e lubrificazione.

Convogliando i vari organi e ghiandole,lega tutte le strutture insieme in una massa compatta. Una caratteristica importante della fascia profonda è data dalla trasmissione di forza durante la contrazione muscolare.

 

Fascia Meningea

E’ racchiusa dalla fascia assiale avvolgendo e proteggendo le strutture del sistema nervoso

 

Fascia Viscerale Mediastinica

La fascia viscerale può essere identificata a partire dalla basa cranica fino alla cavità pelvica. Fornisce un’impalcatura strutturale agli organi viscerali molti dei quali sono ad essa connessa tramite legamenti sospensori quali i mesenteri.

La fascia viscerale avvolge e supporta gli organi fungendo da “imballaggio” per le strutture mediane del corpo

Principali funzioni della fascia

1. CONNESSIONE È una delle funzioni più importanti: funge da collegamento tra diverse strutture (es. ogni vaso sanguigno è circondato dalla fascia che si collega ai tessuti circostanti)

2. PROTEZIONE Protegge dalle spinte e dalle forze compressive, dagli stress, dai traumi , dall’intrusione di corpi estranei. Stabilizza e protegge gli organi

3. TRASPORTO Si prende cura del trasporto della linfa

4. TRASFERIMENTO DELLA FORZA E DELLA STABILITA’ La fascia è in grado, grazie alle piccole cellule contrattili, di accumulare tensione e sostenere la potenza che si sviluppa da un muscolo.Un continuum di setti, coperture, pelle, hanno il compito di trasferire le forze muscolari


5. SISTEMA INFORMATIVO Svolge un importante ruolo nel trasferimento delle informazioni e nelle connessioni.

Cosa è e cosa determina una disfunzione fasciale

La disfunzione fasciale è definita come un’alterazione della variabilità altamente organizzata di movimenti specializzati e come un alterato trasferimento di informazioni attraverso la matrice extracellulare (Pilat 2011). Si evidenzia la perdita di un ottimale scorrimento tra le fibre endofasciali e i piani interfasciali.

La distribuzione delle forze importante per la segnalazione biochimica nel modellare lo sviluppo ottimale delle cellule, della loro funzione e dei processi patologici può essere alterata e/o ridotta, inducendo tensioni anomale e di conseguenza disfunzioni del movimento (Furie 2008).

Gli effetti dell’uso eccessivo, improprio, il disuso e i traumi determinano cambiamenti maladattativi che si manifestano nel sistema muscolo-scheletrico. I maggiori sintomi di una disfunzione fasciale potrebbero implicare:

  • Range di movimento locale o generale alterati
  • Viscoelasticità e resilienza del tessuto locale ridotte
  • Perdita di capacità di scorrimento tra i tessuti
  • Coordinazione e controllo motorio alterati
  • Deviazione e disallineamento posturale
  • Dolore dei tessuti molli percepito durante il movimento
  • Dolore miofasciale
  • Propriocezione ridotta che potenzialmente causa problemi di equilibrio
  • Disequilibrio autonomico, compreso iperattivazione del simpatico o astenia cronica.

Quando la fascia è stressata eccessivamente a livello meccanico, infiammata o immobilizzata, la deposizione di collagene e di matrice diventa disorganizzata, portando alla formazione di fibrosi e di aderenze (Langevin 2008).

Individui con lombalgia cronica rispetto a soggetti asintomatici hanno dimostrato un aumento di spessore (+25%) e una significativa riduzione del potenziale di scorrimento tra gli strati della fascia toraco-lombare (Langevin 2011).

Stecco et al.(2013) suggeriscono come una combinazione di irritazione, infiammazione, acidificazione e densificazione del tessuto connettivo possa causare dolore miofasciale come risultato della “iperattivazione delle terminazioni nervose libere”.

Effetti clinici e possibili meccanismi d’efficacia del trattamento fasciale

CAMBIAMENTI NEURALI: Quando ai tessuti viene applicata o rilasciata una tensione adeguata si inducono dei cambiamenti negli imput neurali stimolati dai recettori locali (fusi neuromuscolari,organi tendinei del golgi, nonché nei processi centrali); questi ultimi possono modificare il dolore e avere effetti sul sistema nervoso simpatico (Standley e Meltzer 2008).

CAMBIAMENTI CELLULARI: Gli effetti della meccanotrasduzione descritti da Harris come ‘omeostasi geometrica’, risultano da cambiamenti nella forma delle cellule in risposta ad alterazioni di carico con potenziali effetti benefici sui processi infiammatori (Kumka e Bonar 2012).

DEPOSIZIONE DI COLLAGENE: Compressione , frizione e applicazione di forze di taglio alterano la densità e la funzionalità della fascia superficiale.La riparazione del tessuto dipende dai fibroblasti che si differenziano in miofibroblasti e dalla produzione di collagene.

ALTERAZIONE DELLA VISCOSITA’, RIGIDITA’ E LUBRIFICAZIONE: L’applicazione di forze di frizione,di vibrazione, di taglio e simili influenzano la produzione di acido ialuronico modificando i tessuti della matrice intracellulare e della sostanza fondamentale, da uno stato simile al gel a uno più solido, con conseguenti effetti palpabili,potenzialmente indotti anche su strati fasciali di tessuto connettivo denso profondo.

UP-REGULATION ENDOCANNABINOIDE: McPartland (2008) ha raccolto evidenze sui livelli aumentati di endocannabinoidi con effetto analgesico o euforizzanti in risposta a varie forma di terapia manuale ed esercizi.I cannabinoidi quali anandamide e N-palmitoiletanolamine,influenzano il rimodellamento dei fibroblasti,l’infiammazione e il dolore,giustificando i benefici anaeddotici dovuti alla terapia manuale descritti in molti studi.

Tecniche di trattamento proposte da Fasciq

IASTM (Instrument Assisted Soft Tissue Mobilization)

Fasciq propone ergonomici e maneggevoli attrezzi in acciaio di varie forme e misure che vengono utilizzati come veri e propri estensioni della mano,con l’obiettivo di implementare efficacemente lo sviluppo di abilità palpatorie per la ricerca di fibrosi e densificazioni tessutali determinando una notevole riduzione di stress meccanico trasmesso alle proprie mani e alle proprie articolazioni.

 

iastm per il trattamento della fascia

I benefici di questo tipo di approccio terapeutico sono molteplici. Gli ambiti di applicazione possono essere ad esempio :

mal di schiena 

dolore al collo 

dolore al ginocchio 

epicondilite 

dolore alla spalla 

Si è oramai consapevoli di come le forme di carico meccanico possano essere responsabili della proliferazione dei fibroblasti (in particolare di collagene di tipo I) (Rozario e De Simone,2010),della creazione della matrice extracellulare,del rilascio di fattori di crescita (citochine) e di innumerevoli reazioni chimiche dovute alla trasduzione.

Attraverso il trattamento con IASTM molti dei risultati clinici ottenuti potrebbero quindi essere ricondotti a un recupero della fisiologica funzione del tessuto connettivo lasso, contenente cellule adipose, glicosamminoglicani e acido ialuronico considerando che le deformazioni meccaniche proposte dalla tecnica favoriscono una alterata espressione genica nei fibroblasti, promuovendo la sintesi di collagene. La normalizzazione delle molecole di acido ialuronico avviene tramite pressione profonda, frizione,apporto di calore e aumento dell’alcalinità; fattori utili a modificare il gel verso uno stato più fluido,permettendo in questo modo il ripristino della fisiologica funzione di scivolamento della fascia.

L’effetto della IASTM è quindi quello di re-iniziare il processo infiammatorio e stimolare una cascata infiammatoria terapeutica,provocando nel tessuto una percentuale controllata di microtraumi. Ambiti di applicazione Le tecniche IASTM possono essere utilizzate a livello delle zone in cui troviamo fascia superficiale, profonda e retinacoli e in svariate condizioni cliniche quali:

  • Tendinopatie,
  • fascite plantare;
  • aree di intrappolamento nervoso (es.tunnel carpale);
  • capsule articolari artritiche e legamenti;
  • cicatrici chirurgiche o traumatiche;
  • linfedema;
  • fascia ispessita associata a dolore lombare cronico e ricorrente;
  • dolore cervicale;
  • sindrome della bandelletta ileo-tibiale;
  • dolori post frattura.

 

Controindicazioni Assolute

  • Ferite aperte,suture/aree non completamente guarite
  • Tromboflebite
  • Ipertensione non controllata
  • Disfunzioni renali
  • Intolleranza al trattamento/paziente non compliante
  • Ipersensibilità
  • Ematoma
  • Osteomielite
  • Miosite ossificante

 

Controindicazioni Relative

  • Assunzione di anticoagulanti
  • Vene varicose
  • Cicatrici da ustione
  • Condizioni infiammatorie acute (es.sinoviti)
  • Condizioni infiammatorie secondarie a infezioni
  • Artrite reumatoide in fase acuta

Flossing

La Tecnica di trattamento con Floss Bands viene principalmente usata in alcune condizioni cliniche e al cospetto di restrizioni del movimento. E’stata creata una vera e propria benda elastica in lattice di diversa larghezza e spessore per eseguire dei trattamenti attraverso specifiche tecniche di compressione meccanica.

 

flossing per il trattamento della fascia

 

Principali effetti del flossing

Effetto spugna: Il tessuto mio-fasciale viene "strizzato" dall'azione di compressione della fascia elastica in combinazione con le forze di taglio attivate dal movimento.Dopo la compressione si percepisce un notevole effetto di rilascio tissutale e di stimolazione circolatoria «wash out effect».

Stimolazione recettoriale: La frizione tra gli strati superficiali e profondi crea sovrastimolazione a livello dei meccanorecettori che determina un “reset” sia dal punto di vista della percezione del dolore che della sensazione di restrizione del movimento.

Kinetic Revolve: Il release miofasciale viene ottimizzato da movimenti simultanei della pelle cute e dei vari strati fasciali al fine di destrutturare le aderenze fasciali (effetto meccanico) e migliorare lo sliding tessutale. Il trattamento con floss bend si può associare a movimenti svolti dal paziente attivamente o a manovre di terapie manuale svolte dal fisioterapista.

Obiettivi del trattamento con floss band:

  • Migliorare la mobilità di articolazioni, fascia, muscoli
  • Riduzione del dolore
  • Migliorare la scorrevolezza dei tessuti sottocutanei con la pelle riducendo le resistenze
  • Migliorare la circolazione, ridurre il gonfiore, migliora la performance, la riabilitazione e la rigenerazione
  • Migliorare la funzione articolare
  • Migliorare la coordinazione
  • Migliorare l’elasticità di muscoli tendini e legamenti
  • Migliorare l’impatto psicologico con la performance

 

Controindicazioni Assolute

  • Fratture Flebiti e trombosi
  • Problemi occlusivi arteriosi
  • Artriti in fasi acute
  • Neoplasie
  • Diabete mellito avanzato
  • Linfedema cronico stadio III,
  • linfedema secondario maligno (rischio di metastasi), dermatiti, ulcerazioni
  • Medicazioni
  • Alti dosaggi di corticosteroidi
  • Stati cardiaci ed emodinamici scompensati o gravi

 

Controindicazioni Relative

  • Problemi vari a livello cutaneo
  • Febbre Gravidanza
  • Iper- o ipo-tensione
  • Varici
  • Stadi infiammatori cronici in fase acuta
  • Allergia al lattice
  • Stress e traumi psicologici
  • Disfunzioni tiroidee
  • Mancanza di feeling con la terapia proposta

Cupping Massage

La tecnica cupping proposta da Fasciq prevede l’utilizzo di coppette in silicone di varie dimensioni in funzione allo specifico settore anatomico da trattare. L’utilizzo di coppette per il trattamento della fascia prende spunto da diverse tecniche utilizzate nella medicina orientale e viene rielaborato in ottica moderna da Fasciq per la gestione di innumerevoli condizioni cliniche riguardanti la disfunzione della fascia.

 

cupping massage per il trattamento della fascia

 

Le coppette possono essere utilizzate per trattamenti locali,per trattamenti in movimento tipo “Cupping Massage” e in associazione all’esercizio terapeutico. La depressione che si crea dopo aver applicato il cupping,solleva il tessuto sottocutaneo e la pelle dagli strati profondi determinando un incremento della circolazione sanguigna e linfatica, attivando così i processi metabolici che influenzano positivamente le reazioni infiammatorie. È giusto precisare che il trattamento con utilizzo di coppette ad oggi non trova ancora grosso supporto da parte della letteratura scientifica.

 

Controindicazioni

  • Uso di anticoagulanti
  • Abrasioni
  • Cute non integra
  • Diabete
  • Indisposizione al trattamento

Foam roll

Il self-myofascial release (SMR) attraverso l’utilizzo di foam roll è un intervento terapeutico utilizzato e consigliato a pazienti ed atleti,oramai da numerosi da professionisti della riabilitazione per migliorare la mobilità della fascia.

 

foam roll per trattare la fascia

 

Gli strumenti SMR più comuni includono roll di schiuma e vari altri tipi di accessori progettati per conformarsi ai singoli distretti corporei. Esistono prove che suggeriscono che questi metodi di trattamento siano in grado di migliorare il range di movimento articolare (ROM) (Sullivan 2013), il processo di recupero diminuendo gli effetti del dolore acuto muscolare (Macdonald 2014) e l’indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata (DOMS)( Pearcey 2015).

Nei tessuti trattati con foam roll è stata osservata una riduzione della rigidità dei vasi arteriosi e un miglioramento della funzione endoteliale;probabilmente questi fattori sono dovuti a un maggiore rilascio di ossido nitrico. (Okamoto et al.2013)

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AUTORE:

fisioterapista FerlitoDott. Rosario Ferlito

PT-OMPT-MSc

Docente Corso di Laurea in Fisioterapia- Università degli Studi di Catania

Docente Master in Scienza e Pratica in Fisioterapia Muscoloscheletrica - Università degli Studi del Molise - Campobasso

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