Storie di fisioterapia, Marco Angius

Data pubblicazione: 25/05/2020
Ultimo aggiornamento: 25/05/2020

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Introduzione - Storie di fisioterapia, Marco Angius

Fisioterapia Italia prosegue nel percorso di condivisione delle Case History di successo di fisioterapisti, sparsi lungo tutto lo stivale, che hanno interpretato il loro mestiere andando ben oltre la semplice professione e messo insieme un mix di competenze che li ha resi autentici imprenditori nel settore sanitario. Uno di questi è Marco Angius che dopo il lockdown da Covid-19 è ripartito adattandosi ai cambiamenti che ha comportato l’emergenza Coronavirus.

Angius, come la maggioranza dei fisioterapisti di Fisioterapia Italia, ha sfruttato il periodo di quarantena per limare alcune competenze mettendo in pratica il cosiddetto principio di antifragilità ovvero la capacità di tornare migliorati. L’evento Covid-19, nonostante la sua tragicità, ha anche strutturato le competenze di chi è stato in grado di mettersi in gioco. Marco Angius ha trasformato la cantina di casa sua in una palestra per girare video sul crossFit, sua nicchia di specializzazione. Un lavoro meticoloso per fare in modo che chi ascoltasse le dirette, si sentisse perfettamente nel contesto, dando concretezza ad una nuova modalità di interagire con i pazienti.

Un importante lavoro di Public Speaking fondato sulla capacità, acquisita nel tempo, di saper coinvolger l’audience.

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Introduzione - Storie di fisioterapia, Marco Angius

Fisioterapia Italia prosegue nel percorso di condivisione delle Case History di successo di fisioterapisti, sparsi lungo tutto lo stivale, che hanno interpretato il loro mestiere andando ben oltre la semplice professione e messo insieme un mix di competenze che li ha resi autentici imprenditori nel settore sanitario. Uno di questi è Marco Angius che dopo il lockdown da Covid-19 è ripartito adattandosi ai cambiamenti che ha comportato l’emergenza Coronavirus.

Angius, come la maggioranza dei fisioterapisti di Fisioterapia Italia, ha sfruttato il periodo di quarantena per limare alcune competenze mettendo in pratica il cosiddetto principio di antifragilità ovvero la capacità di tornare migliorati. L’evento Covid-19, nonostante la sua tragicità, ha anche strutturato le competenze di chi è stato in grado di mettersi in gioco. Marco Angius ha trasformato la cantina di casa sua in una palestra per girare video sul crossFit, sua nicchia di specializzazione. Un lavoro meticoloso per fare in modo che chi ascoltasse le dirette, si sentisse perfettamente nel contesto, dando concretezza ad una nuova modalità di interagire con i pazienti.

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L'esperienza di Marco Angius

Il CrossFit, come sottolineato poc’anzi, costituisce una delle nicchie di specializzazione dell’offerta del Dottor Marco Angius che ha saputo portarla fuori dal centro allontanandosi dalla sua zona di comfort. È andato a fare formazione nelle palestre.

Il CrossFit è uno sport praticato almeno da una ventina d’anni, eppure c’è ancora chi non ne conosce tutti gli aspetti. Da questo assunto è nata l’idea di creare una nicchia di specializzazione, con la quale si inquadra la pratica sportiva. Più conoscenza hanno gli allievi e meno ci si fa male negli allenamenti. Marco Angius è un precursore del concetto e della messa in pratica della nicchia di specializzazione, in quanto l’ha studiata precedentemente al suo ingresso in Fisioterapia Italia. La capacità averlo fatto sottintende una crescita progressiva di competenze cliniche e comunicative.

Un lavoro strategico, basato su tanti corsi di fisioterapia e movimento seguiti nel tempo, che ha portato come risultato la credibilità. Ai corsi di formazione non viene solo gente interessata ad apprendere, c’è una percentuale di uditorio pronta a dimostrare che ne sa di più del docente. In quel caso occorrono le competenze, altrimenti si rischiano le figuracce. Nei suoi corsi di CrossFit, Angius non parla di tecnica esecutiva. Quella spetta al coach. Egli fornisce gli strumenti agli sportivi per poter fare uno screening sulla loro mobilità attraverso fondamenti scientifici. Un lavoro che ha il preciso scopo di evitare che gli atleti si facciano male, magari dando la responsabilità alla disciplina che stanno praticando.

La nicchia di specializzazione ha consentito di richiamare attenzioni di pazienti ben più distanti rispetto alla geolocalizzazione del suo centro. Ha trattato atleti anche stranieri, a riprova che è possibile far prendere un aeroplano per far fare fisioterapia a qualcuno. La specializzazione, inoltre, ha consentito di rafforzare il passaparola con un raddoppio di fatturato nonostante la scelta di non fare advertising e campagne Facebook.

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Come si è evoluta la sua idea di fisioterapia

Marco Angius non si è occupato soltanto di CrossFit. È uscito dal suo studio anche per tenere corsi, indirizzati per lo più a professionisti e lavoratori che trascorrono molte ore in ufficio, per far capire loro come si usa una sedia. Un’altra nicchia di specializzazione nata grazie al trattamento su un paziente avvocato, che ha messo in contatto Marco Angius con l’Ordine degli Avvocati di Sassari. Quest’ultimo ha organizzato addirittura un corso che dava crediti formativi. Esperimento riuscitissimo, visto che i partecipanti al termine della lezione erano più numerosi di quelli iniziali. Una storia che porta con sé un messaggio ben preciso: è fondamentale saper fare, conoscere e comunicare. Il marketing etico si concretizza nella capacità di comunicare la conoscenza.

Serve una commistione di competenze: la voglia di capire che ci sono luoghi in cui nessuno ha mai comunicato su certi argomenti, come nel caso della sedia all’Ordine degli Avvocati; la competenza specifica; saper comunicare e gestire le persone. Marco Angius ha sintetizzato tutto questo mettendo in campo l’attitudine a mettersi in discussione affrontando argomenti di alto livello.

Questa grande macchina operativa è il risultato di una grande capacità di gestire il proprio tempo. Marco Angius ha due collaboratrici e un collaboratore, consapevole che è impossibile fare tutto da soli. In questo modo riesce a ritagliarsi degli spazi con la famiglia anche durante la settimana e pranzare quotidianamente con i genitori. Una capacità che gli garantisce di rimanere lucido durante il lavoro, aspetto imprescindibile per poter alleggerire il dolore della persona che arriva in studio.

In questo caso entra nuovamente in gioco la capacità di saper comunicare. Si può essere bravi fisioterapisti, ma si deve essere in grado interagire coi pazienti. Altrimenti ci sono tanti bravi professionisti in giro!

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