Dolore al braccio dovuto ai muscoli epitrocleari come si cura

Data pubblicazione: 15/05/2018
Ultimo aggiornamento: 15/05/2018

Dolore al braccio dovuto ai muscoli epitrocleari come si cura

INDICE
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Introduzione - Dolore al braccio dovuto ai muscoli epitrocleari come si cura

L’epitrocleite è una condizione infiammatoria dei tendini dei muscoli epitrocleari, detti anche epicondiloidei mediali che colpisce quasi sempre soggetti sopra i 30 anni. Si manifesta con un dolore al braccio. I muscoli epitrocleari, che prendono origine dall’epitroclea – un’estremità ossea dell’omero in prossimità del gomito, sono quattro:

  • Muscolo Pronatore rotondo;
  • Muscolo flessore radiale del carpo;
  • Muscolo flessore ulnare del carpo;
  • Muscolo palmare lungo

Si attivano principalmente nella flessione e nella deviazione ulnare del polso, e nella pronazione dell’avambraccio.

Nella maggior parte dei casi questa patologia è causata da un sovraccarico funzionale dell’articolazione, infatti è nota anche come “gomito del golfista”, poiché lo sforzo continuo e ripetuto del gomito che il golfista esegue per lanciare la pallina, spesso si dimostra una fattore di rischio per l’insorgenza dell’epitrocleite. Altri fattori predisponenti per questa patologia sono:

  • I lavori manuali: manovale, carpentiere, elettricista, fabbro, meccanico..
  • gli sport che fanno uso della racchetta: tennis, badminton, squash..
  • gli sport da lancio: baseball, lancio del peso, palla a mano

Introduzione - Dolore al braccio dovuto ai muscoli epitrocleari come si cura

L’epitrocleite è una condizione infiammatoria dei tendini dei muscoli epitrocleari, detti anche epicondiloidei mediali che colpisce quasi sempre soggetti sopra i 30 anni. Si manifesta con un dolore al braccio. I muscoli epitrocleari, che prendono origine dall’epitroclea – un’estremità ossea dell’omero in prossimità del gomito, sono quattro:

  • Muscolo Pronatore rotondo;
  • Muscolo flessore radiale del carpo;
  • Muscolo flessore ulnare del carpo;
  • Muscolo palmare lungo

Si attivano principalmente nella flessione e nella deviazione ulnare del polso, e nella pronazione dell’avambraccio.

Nella maggior parte dei casi questa patologia è causata da un sovraccarico funzionale dell’articolazione, infatti è nota anche come “gomito del golfista”, poiché lo sforzo continuo e ripetuto del gomito che il golfista esegue per lanciare la pallina, spesso si dimostra una fattore di rischio per l’insorgenza dell’epitrocleite. Altri fattori predisponenti per questa patologia sono:

  • I lavori manuali: manovale, carpentiere, elettricista, fabbro, meccanico..
  • gli sport che fanno uso della racchetta: tennis, badminton, squash..
  • gli sport da lancio: baseball, lancio del peso, palla a mano

Come si può diagnosticare

I sintomi caratteristici sono: il dolore in sede epitrocleare, diminuzione della forza nella pensione e nei movimenti dell’avambraccio e della mano, ridotta mobilità del gomito. Nel periodo iniziale, il dolore compare solo sotto sforzo, poi col passare del tempo c’è il rischio che si cronicizzi e che persista anche durante la notte. Oltre a questi segni clinici si possono richiedere degli esami diagnostici per definire meglio l’entità della patologia ed escludere altre cause:

  • Ecografia: per confermare lo stato infiammatorio;
  • Rx: per escludere la presenza di microfratture;
  • Risonanza magnetica: al gomito, per avere un quadro completo dell’articolazione; e al tratto cervicale per escludere cause derivanti dalle radici nervose;
  • Elettromiografia: che valuta la qualità degli impulsi nervosi dei muscoli, utile qualora la sintomatologia sia legata all’intrappolamento di un nervo.

Come si cura il dolore al braccio dovuto ad un'infiammazione dei muscoli epitrocleari

Vi racconterò il percorso fisioterapico di Michele, un uomo di 38 anni che a seguito di intensi allenamenti in palestra ha iniziato ad avvertire un fastidio sempre più intenso al gomito, proprio all’origine dei tendini epitrocleari. Inizialmente avvertiva dolore solo al termine degli allenamenti, ma non prese provvedimenti in quanto credeva che fosse solo un po’ di affaticamento. Siccome il fastidio non era intenso aveva continuato ad allenarsi fino a quando il dolore ha iniziato a presentarsi nelle normali azioni di vita quotidiana (guidare la macchina, farsi la barba, lavarsi i denti). A questo punto si è recato presso il nostro Centro di Fisioterapia a Roma per prendere provvedimenti.

Nel corso della valutazione iniziale abbiamo potuto constatare che la situazione non era molto grave. Michele ha classificato il dolore con un punteggio di 6/10 (considerato 10 il massimo dolore sopportabile), non erano presenti deficit di forza nei movimenti del gomito e il dolore rimaneva localizzato. L’aspetto che dava più fastidio a Michele infatti non era l’intensità o l’estensione della sintomatologia ma la persistenza del dolore quando usava il gomito corso della giornata.

Decidiamo agire in questo modo:

  • Riposo assoluto dell’articolazione: quindi sospensione dell’attività sportiva riguardante gli arti superiori, e ausilio di un tutore durante il giorno;
  • Laserter ad alta potenza ed ultrasuoni utilizzati in modalità pulsata per controllare l’infiammazione;
  • Neuromodulatore interix per ridurre la sintomatologia dolorosa;
  • Mobilizzazioni passive dell’articolazione.

Appena è diminuita la sintomatologia dolorosa abbiamo inserito nella terapia il massaggio trasverso profondo. È un massaggio molto intenso, che si esegue in direzione opposta all’allineamento delle fibre muscolari, che ha lo scopo di aumentare la vascolarizzazione locale dei tessuti.

Dopo 10 giorni la sintomatologia era quasi scomparsa, Michele ci ha riferito una riduzione del dolore a 2/10. Abbiamo quindi potuto iniziare a lavorare con esercizi attivi eccentrici e concentrici in modo da vedere se ci fossero ripercussioni sforzando l’articolazione.

Sono state eseguite altre due terapie a cadenza settimanale in modo da stabilizzare i risultati raggiunti.

Autori

Mari Giuliano

Dott.re in Fisioterapia

Ho studiato fisioterapia c/o l’università degli studi di Roma Tor Vergata laureandomi con lode nel 1997.

Da allora ho frequentato le più importanti scuole di:

  • Terapia Manuale (Mc Kenzie, Mulligan, Mc Connell, Maitland),
  • Osteopatia (Bienfait),
  • Riequilibrio Muscolare (Jull, Hodges e Sahrmann).

Inoltre sono Coach e Formatore.

Mi sono certificato come trainer di Programmazione Neurolinguistica (PNL) direttamente col dott. Richard Bandler. Insegno PNL c/o l’Extraordinary Coaching School.

Sono docente del Master di II livello in “Terapia del dolore” dell’Universita “La Sapienza”.

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