Riabilitazione frattura polso: fisioterapia, cura ed esercizi.

Data pubblicazione: 06/09/2018
Ultimo aggiornamento: 15/11/2019

Riabilitazione frattura polso: fisioterapia, cura ed esercizi.

INDICE
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Introduzione - Riabilitazione frattura polso: fisioterapia, cura ed esercizi.

Hai dolore al polso? Può trattarsi di frattura e spesso non è affrontata nel giusto modo dallo specialista.

Il Fisioterapista ti può sicuramente essere utile per migliorare e tornare a star bene. In questo articolo vedremo quali sono i sintomi della frattura al polso, le cause della frattura al polso e ti daremo dei consigli utili.

Anatomia polso:

Il polso è l’articolazione che unisce avambraccio e mano.

Nella maggior parte dei casi ci riferiamo al punto di connessione tra l’ estremità distale del radio e il carpo della mano, e la fila distale e prossimale delle ossa del carpo. Spesso quest’ articolazione è colpita da eventi distorsivi e fratturativi, tanto che il polso è una delle principali articolazioni trattate nei centri di fisioterapia.

In questo articolo parleremo del polso, della sua anatomia, dei traumi più comuni che possono colpirlo concentrando l’attenzione sulle fratture e sull’ iter riabilitativo di queste. 

Introduzione - Riabilitazione frattura polso: fisioterapia, cura ed esercizi.

Hai dolore al polso? Può trattarsi di frattura e spesso non è affrontata nel giusto modo dallo specialista.

Il Fisioterapista ti può sicuramente essere utile per migliorare e tornare a star bene. In questo articolo vedremo quali sono i sintomi della frattura al polso, le cause della frattura al polso e ti daremo dei consigli utili.

Anatomia polso:

Il polso è l’articolazione che unisce avambraccio e mano.

Nella maggior parte dei casi ci riferiamo al punto di connessione tra l’ estremità distale del radio e il carpo della mano, e la fila distale e prossimale delle ossa del carpo. Spesso quest’ articolazione è colpita da eventi distorsivi e fratturativi, tanto che il polso è una delle principali articolazioni trattate nei centri di fisioterapia.

In questo articolo parleremo del polso, della sua anatomia, dei traumi più comuni che possono colpirlo concentrando l’attenzione sulle fratture e sull’ iter riabilitativo di queste. 

Il polso: accenni di anatomia

In anatomia, quando parliamo di polso, ci riferiamo a due articolazioni che collegano avambraccio e mano e consentono i movimenti di flesso-estensione della mano sull’ avambraccio:

  • L’ articolazione radio-carpica
  • L’ articolazione mediocarpica.

L’ articolazione radio-carpica è un’articolazione sinoviale, ellissoidale cioè composta da due superfici una cava e una convessa che interagiscono tra loro. Più precisamente la parte prossimale del radio e le ossa del carpo dal lato distale ( scafoide, piramidale, semilunare). L’ulna non fa parte dell’ articolazione perché fra la sua parte distale e le ossa del carpo si trova il disco articolare.

La capsula articolare radiocarpica è lassa ma viene rinforzata da numerosi legamenti:

  • Il legamento radio-carpico volare
  • Il legamento radio-carpico dorsale
  • Il legamento collaterale radiale del carpo
  • Il legamento collaterale ulnare del carpo
  • Il legamento ulnocarpico palmare.

L’ articolazione mediocarpica, invece, avviene tra le file distale e prossimale delle ossa del carpo e ha una cavità articolare a forma di S. Le ossa della fila prossimale godono di una certa motilità l’ una dall’ altra, invece le ossa della fila distale sono tenuta tra loro e con le ossa del matacarpo tramite robusti legamenti:

  • Legamento radiato del carpo
  • Legamenti intercarpici palmari, dorsali e interossei.

Le fratture più frequenti del polso

La maggior parte delle condizioni patologiche del polso possono essere ricondotte a eventi traumatici e accidentali: quando si cade la prima cosa che si fa per proteggersi e cercare di attutire il colpo è mettere le mani avanti: l’ impatto della mano sul suolo dopo cadute provocano nella maggior parte dei casi, fratture del polso.

La condizione di "polso rotto" è frequente soprattutto tra gli anziani e in particolar modo tra le donne a causa delle loro ossa fragili. Tra i giovani in genere queste fratture avvengono principalmente per incidenti stradali, attività sportive o cadute da grandi altezze.

Le fratture più comuni del polso sono:

Fratture dell’epifisi distale del radio: sono fratture che interessano in vario modo la superficie articolare dell’epifisi, cioè la parte finale del radio.

differenza tra fattura composta e scomposta:

Le frature radio possono essere composte ( senza dislocazione dei frammenti ossei) , scomposte ( con dislocazione dei frammenti ossei), semplici o complesse. Le semplici, sono caratterizzate dal distaccamento di un solo frammento distale del radio. Quelle complesse, più frequenti, sono definite “pluriframmentarie”, dove la rima di frattura può interessare anche la metafisi del radio provocando un vero e proprio “ scoppio” dell’ estremità distale.

La classificazione di Cooney, è la classificazione universale delle fratture dell’epifisi distali del radio, che cataloga le fratture in:

  • Fratture non articolari, non scomposte
  • Fratture non articolari, scomposte
  • Fratture intrarticolari, scomposte
  • Fratture intrarticolari, non scomposte

E’ importante dal punto di vista clinico in quanto la tipologia del trauma influenzerà il trattamento e successivamente la riabilitazione.

Frattura di Colles: la frattura di Colles è la frattura più frequente. E’ una frattura che interessa la metafisi distale del radio. L’ evento che la causa è spesso di tipo traumatico: caduta accidentale sul palmo della mano atteggiata a difesa, in estensione.

La rima di frattura è trasversale e nella maggior parte dei casi il polso appare deformato dorsalmente. Parliamo della cosiddetta deformità a “dorso di forchetta” che subisce la mano, dovuta alla dislocazione in senso dorsale che subisce il frammento di frattura del radio.

Il polso in questo caso si presenta gonfio e dolorabile con eventuale ecchimosi e impotenza funzionale.

Frattura di Goyrand: è chiamata anche frattura di Colles Inversa, in quanto la dislocazione del frammento di frattura della metafisi distale del radio avviene in senso opposto. Si presenta dopo una caduta accidentale con la mano atteggiata in flessione. In questo caso la deformità che acquisisce la mano viene definita a “ ventre di forchetta”, in quanto il frammento si colloca in direzione della parte palmare della mano.

Frattura dello scafoide: le fratture dello scafoide sono tra le più frequenti fratture delle ossa del carpo della mano. Avvengono a causa di eventi che sollecitano l’iperestensione e la flessione radiale del polso. La vascolarizzazione dell’ osso scafoide è di tipo terminale quindi un eventuale frattura può provocare una necrosi avascolare.

Le fratture dello scafoide sono classificate in base alla sede:

  • Terzo prossimale
  • Terzo medio
  • Terzo distale

Si manifestano con dolore sordo a livello della tabacchiera anatomica ( fossetta sulla mano sul lato radiale del polso, originata dall'estensione delle dita e del polso), ecchimosi e gonfiore del polso.

 

Polsi Rotti come si diagnosticano

Come ci accorgiamo se abbiamo realmente un polso rotto? 

I sintomi di un polso rotto possono includere:

  • Dolore, specialmente quando si flette il polso
  • Tenerezza
  • Gonfiore
  • Lividi
  • Deformità del polso, appare storto e piegato.

Per diagnosticare un polso rotto, il medico del pronto soccorso effettuerà un esame fisico approfondito .

E' comunque necessario un esame radiologico per confermare la diagnosi.

  • TAC: le scansioni TC possono individuare microfratture del polso che sfuggono ai raggi X. Lesioni ai tessuti molli e ai vasi sanguigni vengono rilevate con la TAC. Questa tecnologia effettua scansioni da una varietà di angoli e li combina per rappresentare sezioni trasversali delle strutture interne del tuo corpo.
  • RISONANZA MAGNETICA: Utilizzando onde radio e un potente magnete per produrre immagini dettagliate di ossa e tessuti molli, le risonanze magnetiche sono molto più sensibili dei raggi X e possono identificare fratture molto piccole e lesioni ai legamenti.

lastra frattura radio

Riabilitazione del polso dopo frattura

Come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, le fratture del polso sono molto frequenti.

In base all’ entità della lesione, alcune fratture saranno trattate chirurgicamente con fili di Kirschner o placche e fissazioni esterne per garantire la stabilità dei capi articolari, come nel caso ad esempio delle fratture scomposte, instabili o irriducibili. Dopo l’intervento chirurgico, sarà opportuno intraprendere dei cicli di fisioterapia per riprendere al meglio la funzionalità del tuo polso.

Nel caso, invece, di fratture composte e stabili si può ricorrere all’ utilizzo dell’immobilizzazione dell’ articolazione tramite il gesso. Anche dopo la rimozione del gesso si dovrà iniziare dei cicli di riabilitazione. In genere la parte critica della riabilitazione è contrastare la tumefazione e la rigidità della mano.

Per la tumefazione è importante che tu tenga la mano elevata e che venga effettuato un bendaggio compressivo alla mano e al polso. La rigidità, invece, può essere controllata effettuando degli esercizi attivi e passivi per il mantenimento dei movimenti del polso. Importante inoltre, è cercare di conservare la funzionalità della mano cercando di effettuare piccoli movimenti in attività leggere della vita quotidiana come mangiare, lavare i denti, ecc..

Fondamentale quindi, dopo una frattura del polso, è che tu ti affida a un Centro di Fisioterapia per cominciare un iter riabilitativo che sia idoneo alla tua condizione patologica.

Se vuoi affidarti a degli esperti e iniziare a risolvere il problema chiamaci subito e fissa un appuntamento presso uno dei centri di Fisioterapia Italia per una valutazione.

Riabilitazione del polso dopo intervento chirurgico

Se le fratture del polso vengono classificate come scomposte, irriducibili e instabili , spesso, si ricorre alla chirurgia. Nell’ articolazione viene inserito un filo percutaneo o una placca per garantirne la stabilità ed evitare una viziosa consolidazione. Se infatti la frattura consolida male, si potrà avere poi una deformità estetica e un deficit funzionale della mano.

PROTOCOLLO RIABILITATIVO

Nei primi giorni dopo l’intervento chirurgico, la riabilitazione prevede trattamenti che controllino il gonfiore e il dolore.

Possono essere effettuate terapie FISICHE antalgiche e antiinfiammatorie come:

  • LASER,
  • TECAR,
  • bendaggi compressivi e crioterapia per l’edema,
  • Magnetoterapia che stimola la rigenerazione dell’ osso,
  • esercizi cauti di mobilizzazione attiva e attiva assistita per evitare l’instaurarsi della rigidità articolare.

Dopo 6-8 settimane dall’ intervento chirurgico, la frattura sarà saldata. Continuare con esercizi di mobilizzazione attiva assistita per massimizzare la mobilità del polso.

Nella fase tardiva, dopo 8-12 settimane dall’ intervento si possono cominciare esercizi di rinforzo muscolare, mentre si continua con la mobilizzazione attiva dell’articolazione.

Il recupero della mobilità e il rinforzo muscolare delle dita è il più importante obiettivo della riabilitazione e può essere ottenuto con esercizi che utilizzino l’ausilio della plastilina. 

Riabilitazione del polso dopo rimozione del gesso

Le fratture del polso classificate come composte e stabili in genere vengono trattate con apparecchi gessati.

L’ immobilizzazione dell’articolazione spesso dura dai 30-40 giorni circa. In questa prima fase, nonostante il polso sia immobilizzato, è opportuno mobilizzare spalla e gomito omolaterale per contrastare il congelamento delle articolazioni e mobilizzare con movimenti lenti e cauti, le dita della mano per evitare problemi di funzionalità.

PROTOCOLLO RIABILITATIVO DOPO RIMOZIONE DEL GESSO

  • Trattare il gonfiore del polso con massaggio centripeto
  • Magnetoterapia per stimolare la rigenerazione dei tessuti
  • Mobilizzazione attiva assistita e attiva contro resistenza di polso e mano
  • Movimenti attivi di flesso-estensione del polso e della mano
  • Movimenti cauti di prono-supinazione del polso
  • Esercizi di rinforzo muscolare di polso e mano con l’aiuto di palline e elastici
  • Rinforzo della presa
  • Esercizi di motricità fine della mano
  • Esercizi di flesso-estensione del gomito
  • Riprendere le attività di vita quotidiana come vestirsi, lavarsi , mangiare da soli ecc..

Riabilitazione del polso in acqua

L’ ambiente in acqua è particolarmente indicato per la riabilitazione dopo frattura del polso. Quando muoviamo l’articolazione sott’ acqua, questa è sottratta al carico dunque riuscirai a fare movimenti senza dolore. Se poi l’ acqua è attorno ai 34° gradi, come nella maggiorparte delle piscine di idrochinesiterapia, ogni movimento risulta più facile per l’ effetto miorilassante del caldo. Proprio per questo motivo è strettamente consigliato dai fisioterapisti l’ esecuzione degli esercizi riabilitativi dopo frattura del polso in acqua.

Complicazioni in seguito ad un polso fratturato

Le complicazioni che si verificano dopo la frattura di un polso sono rare, ma potrebbero includere: rigidità, dolore o disabilità temporanea.

La rigidità ed il dolore nella zona interessata generalmente scompare alla fine dopo l'intervento chirurgico.

Tuttavia, alcune persone presentano rigidità o dolore permanenti. Sii paziente con il tuo recupero e parla con il tuo medico di esercizi che potrebbero aiutare o per un rinvio a terapia fisica o occupazionale.

Osteoartrite. Le fratture che si estendono in un'articolazione possono causare artrite anni dopo. Se il polso inizia a far male o a gonfiarsi a lungo dopo tanto tempo dal trauma, è meglio consultare il medico per una valutazione.

Danni ai nervi o ai vasi sanguigni. Il trauma al polso può danneggiare i nervi e i vasi sanguigni adiacenti. Rivolgiti immediatamente ad un medico se hai intorpidimento o problemi di circolazione.

Autori

Luca Luciani

Dott.re in Fisioterapia

Fisioterapista, Imprenditore nel settore sanitario e Business Coach.

Dopo la laurea in fisioterapia, ha approfondito le sue conoscenze studiando osteopatia e terapia manuale. Si è specializzato frequentando i corsi di:

  • Maitland,
  • Cyriax,
  • Mulligan,
  • McKenzie,
  • Neurodynamic Solutions.

Ha frequentato aule con docenti internazionali come:

  • Jill Cook,
  • Michael Shacklock,
  • Gwen Jull,
  • Paul Hodges della University of Queensland
  • Shirley Sahrmann della Washington University di S. Louis.

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