Cerca

Riabilitazione del pavimento pelvico

Data pubblicazione: 16/05/2018
Ultimo aggiornamento: 16/05/2018

Vuoi navigare al meglio dal tuo smartphone? Vai alla pagina ottimizzata AMP (Accelerated Mobile Pages)

Pavimento pelvico di cosa si tratta

Il pavimento pelvico è una regione muscolare della donna che si trova tra la sinfisi pubica e il coccige, che sostiene uretra, vescica e vagina fino all’apparato ano-rettale.

Per questo motivo è fondamentale per tutta la vita di una donna.

Per molto tempo i tabù culturali e sociali hanno impedito un approfondimento di quella zona del corpo, in quanto fulcro della vita sessuale (ma non solo, poiché si tratta di un’area centrale anche per la defecazione). Tuttavia negli ultimi decenni, la medicina si è interessata maggiormente ai temi di prolassi e incontinenza femminile, oltre ovviamente alle eventuali lacerazioni durante il parto o all’episiotomia.

Ed è qui che acquista importanza la riabilitazione del pavimento pelvico e tutti gli approcci detti “conservativi”, ovvero di prevenzione per evitare interventi chirurgici. Questo vale non solo per i medici, ma anche per i personal trainer e per la stessa donna, che fa pressione su quella parte del corpo con tanti gesti quotidiani (fare esercizi in palestra, alzare la busta della spesa o la propria borsa, tenere in braccio un bambino, ecc.).

La sua importanza non riguarda solo il subentrare della menopausa, ma la sua conoscenza può tornare utile anche per una maggiore consapevolezza dell’aspetto sessuale. Per questo motivo sarebbe fondamentale implementare una efficace campagna di educazione sessuale che trattasse del perineo.

Disfunzioni del pavimento pelvico:i sintomi

Tra i sintomi più diffusi, troviamo:

  • La perdita involontaria di urina, gas o feci
  • Urgenza incontrollabile di urinare o defecare
  • Necessità di urinare con alta frequenza
  • Problemi a svuotare completamente la vescica
  • Appesantimento vescicale e/o anale
  • Dolori durante i rapporti sessuali
  • Minore percezione sessuale

In caso della presenza di questi sintomi, è necessario prendere in considerazione un consulto e, in caso, la riabilitazione. Infatti è consigliata nei seguenti casi: prolasso rettale, uterino o vescicale, post menopausa, post intervento chirurgico (emorroidi, isterectomia, prostatectomia), stipsi o incontinenza fecale e/o urinaria, dolori durante le attività sessuali, post parto, successivamente ad un cesareo o interventi ginecologici, come preparazione per partorire.

pavimento pelvico

Riabilitazione del pavimento pelvico

Le tecniche di riabilitazione del pavimento pelvico principali sono:

  • La Chinesiterapia pelvi-perineale (esercizi di Kegel): si tratta di compiere esercizi per contrarre e rilassare la muscolatura del pavimento pelvico, con lo scopo di rendere più facile la percezione del problema e di rafforzare la forza di sostegno del tessuto pelvico. Inoltre aumenta il potere sessuale della donna.
  • L’Elettrostimolazione funzionale: serve a stimolare i muscoli perineali nel caso in cui non riescono ad essere volontariamente contratti oppure se la contrazione non è adeguata.
  • Il Biofeedback: si tratta di impiegare una strumentazione che possa registrare una contrazione o un rilassamento muscolare, che potrebbero sfuggire normalmente. Attraverso questi segnali è possibile valutare l’andamento di contrazioni e rilassamento.

In definitiva, approfondire questo tema dovrebbe essere un imperativo di ogni donna, perché una consapevolezza maggiore implica una vita migliore e nuova forza nell’affrontare le sfide che il corpo deve affrontare con l’avanzare dell’età.

Perché riabilitare il pavimento pelvico

Rispetto al classico intervento chirurgico, sicuramente è una terapia meno invasiva. Le motivazioni sono numerose:

  • L’efficacia è ormai documentata (si parla di successo nell’80-95% dei casi)
  • Non ha effetti collaterali
  • Per la sua riuscita non prevede alcun farmaco
  • Si adatta alle diverse esigenze delle persone
  • Si tratta di una terapia che può essere ripetuta infinite volte
  • Non provoca dolore
  • Come già detto, se efficacemente eseguita può evitare l’intervento chirurgico o anche fungere da preparazione pre-chirurgica o da recupero dopo l’operazione, velocizzando anche i tempi per il ristabilimento nelle normali funzioni
  • Alcuni esercizi possono essere messi in pratica anche a casa, dopo la fine del trattamento in clinica

Dal punto di vista dei risultati, le possibilità sono innumerevoli. Per quanto riguarda la schiena non ci sono controindicazioni, poiché si tratta di una terapia che impiega i suoi sforzi solamente per il bacino e il perineo. Problemi con la postura? Non c’è problema, la postura rimane allineata e la tensione sulle spalle diminuisce. Inoltre quando si tossisce o si starnutisce, c’è minore possibilità di perdite impreviste. Il parto diventa più facile e il processo è percepito in modo più consapevole. Con gli esercizi di Kegel è possibile aumentare l’afflusso di sangue ai muscoli di questa zona del pavimento pelvico. Infine, si recupera il piacere sessuale.

Autori

Mari Giuliano

Dott.re in Fisioterapia

Ho studiato fisioterapia c/o l’università degli studi di Roma Tor Vergata laureandomi con lode nel 1997.

Da allora ho frequentato le più importanti scuole di:

  • Terapia Manuale (Mc Kenzie, Mulligan, Mc Connell, Maitland),
  • Osteopatia (Bienfait),
  • Riequilibrio Muscolare (Jull, Hodges e Sahrmann).

Inoltre sono Coach e Formatore.

Mi sono certificato come trainer di Programmazione Neurolinguistica (PNL) direttamente col dott. Richard Bandler. Insegno PNL c/o l’Extraordinary Coaching School.

Sono docente del Master di II livello in “Terapia del dolore” dell’Universita “La Sapienza”.

I MIGLIORI CENTRI VICINO A TE

Non è la zona che stai cercando?

Mappa

CERCA
ARTICOLI CORRELATI PIÙ LETTI
TUTTI GLI ARTICOLI
Sei un fisioterapista? Trova fisioterapista