La distorsione della caviglia

La distorsione della caviglia

Introduzione - La distorsione della caviglia

La distorsione della caviglia è uno dei traumi muscolo-scheletrici più frequenti

Basta poco, tra sport e lavoro, prendersi una "storta" mettendo un piede fuori posto. La distorsione alla caviglia è uno dei traumi muscolo-scheletrici più frequenti che possono coinvolgere questa articolazione, composta da tre ossa: tibia, perone e astragalo. Si tratta di un infortunio da non sottovalutare, che richiede un intervento immediato, soprattutto sul piano dell'immobilizzazione (quando serve) e della riabilitazione così da scongiurare tutti quei disturbi che possono manifestarsi successivamente, con il passare del tempo. Lo sapete, infatti, che molte patologie possono derivare da distorsioni non curate o curate male? La maggior parte dei pazienti che segue un trattamento appropriato guarisce completamente. Salvo alcuni casi, dove possono rimanere una condizione di instabilità, dolore o rigidità, fino a verificarsi delle recidive. Conseguenze che dipendono dell'entità della distorsione, ovvio, visto che le lesioni legamentose si differenziano in tre gradi, a seconda delle strutture interessate. Il trattamento, pertanto, varia secondo la gravità del danno. L'immobilizzazione adeguata (che non è mai una fasciatura fatta in casa) è la premessa per la guarigione. Una volta tolto il bendaggio o il tutore (quando è necessario), lo specialista valuta lo stato della caviglia e prescrive la terapia di riabilitazione articolare. Se è stata lesionata, l'articolazione non ha più una stabilità automatica, oltre ad essere rigida per la presenza di una eventuale cicatrice post chirurgica. La riabilitazione, in questo caso, ha lo scopo di far recuperare il movimento e la stabilità involontaria, la cosiddetta propriocezione. Farsi seguire è perciò importante. Dopo il trauma,  a seconda del tipo di lavoro svolto e dell'attività sportiva praticata dall'infortunato, l'ortopedico indicherà per quanto tempo il tutore andrà portato nelle attività a rischio. Il fisioterapista, invece, può insegnare degli esercizi per rinforzare le caviglie e i muscoli della zona, utili per prevenire ulteriori infortuni.

Introduzione - La distorsione della caviglia

La distorsione della caviglia è uno dei traumi muscolo-scheletrici più frequenti

Basta poco, tra sport e lavoro, prendersi una "storta" mettendo un piede fuori posto. La distorsione alla caviglia è uno dei traumi muscolo-scheletrici più frequenti che possono coinvolgere questa articolazione, composta da tre ossa: tibia, perone e astragalo. Si tratta di un infortunio da non sottovalutare, che richiede un intervento immediato, soprattutto sul piano dell'immobilizzazione (quando serve) e della riabilitazione così da scongiurare tutti quei disturbi che possono manifestarsi successivamente, con il passare del tempo. Lo sapete, infatti, che molte patologie possono derivare da distorsioni non curate o curate male? La maggior parte dei pazienti che segue un trattamento appropriato guarisce completamente. Salvo alcuni casi, dove possono rimanere una condizione di instabilità, dolore o rigidità, fino a verificarsi delle recidive. Conseguenze che dipendono dell'entità della distorsione, ovvio, visto che le lesioni legamentose si differenziano in tre gradi, a seconda delle strutture interessate. Il trattamento, pertanto, varia secondo la gravità del danno. L'immobilizzazione adeguata (che non è mai una fasciatura fatta in casa) è la premessa per la guarigione. Una volta tolto il bendaggio o il tutore (quando è necessario), lo specialista valuta lo stato della caviglia e prescrive la terapia di riabilitazione articolare. Se è stata lesionata, l'articolazione non ha più una stabilità automatica, oltre ad essere rigida per la presenza di una eventuale cicatrice post chirurgica. La riabilitazione, in questo caso, ha lo scopo di far recuperare il movimento e la stabilità involontaria, la cosiddetta propriocezione. Farsi seguire è perciò importante. Dopo il trauma,  a seconda del tipo di lavoro svolto e dell'attività sportiva praticata dall'infortunato, l'ortopedico indicherà per quanto tempo il tutore andrà portato nelle attività a rischio. Il fisioterapista, invece, può insegnare degli esercizi per rinforzare le caviglie e i muscoli della zona, utili per prevenire ulteriori infortuni.

Autori

Luca Luciani

Dott.re in Fisioterapia

Fisioterapista, Imprenditore nel settore sanitario e Business Coach.

Dopo la laurea in fisioterapia, ha approfondito le sue conoscenze studiando osteopatia e terapia manuale. Si è specializzato frequentando i corsi di:

  • Maitland,
  • Cyriax,
  • Mulligan,
  • McKenzie,
  • Neurodynamic Solutions.

Ha frequentato aule con docenti internazionali come:

  • Jill Cook,
  • Michael Shacklock,
  • Gwen Jull,
  • Paul Hodges della University of Queensland
  • Shirley Sahrmann della Washington University di S. Louis.

I MIGLIORI CENTRI VICINO A TE

Non è la zona che stai cercando?

CERCA